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Test sulle interferenze ai sistemi satellitari GNSS condotto sull’isola norvegese di Andøya
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GPS sotto attacco: ad Andøya si testano le difese

3 min.

Sull’isola norvegese di Andøya, il Jammertest sottopone ogni anno ricevitori satellitari commerciali a interferenze controllate. Le prove verificano la risposta dei sistemi GNSS utilizzati su aerei, automobili, droni e impianti industriali, mettendo in luce una vulnerabilità che non riguarda soltanto la navigazione: i segnali satellitari forniscono anche il riferimento temporale preciso impiegato da reti elettriche, telecomunicazioni, mercati finanziari e trasporti.

La differenza tra jamming e spoofing

I segnali provenienti dai satelliti sono deboli e possono essere sopraffatti da trasmissioni più potenti. Il jamming li sovraccarica fino a rendere il servizio inutilizzabile, mentre lo spoofing invia al ricevitore informazioni false sulla posizione o sull’ora. Il secondo attacco può essere particolarmente difficile da individuare quando viene applicato in modo graduale.

Nel caso di un jamming prolungato, la perdita persistente del segnale può esaurire i sistemi di sincronizzazione di riserva. Uno spoofing lento e sofisticato, invece, può alterare progressivamente i dati senza attivare le contromisure. La capacità di mantenere sincronizzata una rete dipende anche dagli investimenti in orologi terrestri e collegamenti in fibra ottica.

Le traiettorie impossibili osservate nei test

Durante il Jammertest del 2024, dati GNSS falsificati fecero apparire sui sistemi di tracciamento traiettorie impossibili per un elicottero norvegese di soccorso e per un aereo di prova di Eurocontrol. I due velivoli, in realtà, avevano seguito rotte normali.

In un’altra dimostrazione, la potenza del segnale di spoofing venne aumentata gradualmente per oltre 40 minuti. Un indicatore di posizione apparve così spostarsi dal luogo del test verso il Mare di Norvegia. Gli organizzatori hanno inoltre confrontato un orologio sottoposto all’attacco con un riferimento ininterrotto trasmesso via fibra ottica da un ricevitore protetto sull’altro lato di una montagna: lo scarto rilevato mostrò un progressivo allontanamento dall’ora reale.

Fibra ottica e orologi atomici per rafforzare il GNSS

Tra le tecnologie considerate per rafforzare la sincronizzazione figura White Rabbit del CERN, un sistema basato su fibra ottica e orologi atomici di riferimento che può fornire l’ora con una precisione inferiore al nanosecondo. Secondo gli esperti, però, nessuna singola alternativa può offrire tutte le funzioni oggi garantite dal GNSS: la resilienza richiede una combinazione di sistemi satellitari e terrestri.

Le interferenze GNSS sono aumentate dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, con effetti segnalati soprattutto nell’aviazione. Nel giugno 2026, esperti hanno inoltre avvertito che satelliti russi avevano trasmesso interferenze capaci di disturbare per brevi periodi i segnali GPS in Europa. Il Jammertest resta un ambiente controllato e non quantifica la probabilità di un attacco reale su larga scala, ma viene utilizzato per verificare apertamente apparecchiature e strategie di risposta.

Una domanda per voi

Quale combinazione di sistemi satellitari e terrestri dovrebbe avere la priorità per proteggere la sincronizzazione delle infrastrutture?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

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