Geotermia, nucleare e nuove tecnologie: i fronti della transizione energetica
La transizione energetica procede lungo strade diverse e non sempre coerenti tra loro. Mentre la geotermia torna al centro del dibattito come possibile fonte stabile e a basse emissioni, la Cina continua ad affidarsi al carbone per sostenere la propria rete. Il nucleare conserva un ruolo strategico in Europa orientale e negli Stati Uniti, dove viene considerato anche per alimentare la crescente domanda dei sistemi di intelligenza artificiale. Parallelamente avanzano soluzioni dedicate a edifici, generazione distribuita e prevenzione degli incendi.
Il potenziale della geotermia e il peso del carbone cinese
La geotermia sfrutta il calore costante del sottosuolo per produrre energia in maniera continua, senza dipendere dalla disponibilità di sole o vento. È proprio questa continuità a renderla interessante nel confronto con altre fonti a basse emissioni. Secondo gli studi citati, le tecnologie più avanzate per l'estrazione del calore potrebbero permetterle di competere con il nucleare in termini di efficienza e sostenibilità. Si tratta di una prospettiva che, se confermata su larga scala, offrirebbe un ulteriore strumento per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
La situazione cinese mostra però quanto sia complesso sostituire rapidamente le fonti tradizionali. La produzione elettrica da carbone è aumentata del 3,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, segnando il primo incremento dopo quattro mesi. Il carbone continua a essere impiegato per garantire stabilità alla rete, soprattutto durante i picchi estivi della domanda. Allo stesso tempo, il 50,9% della capacità elettrica installata del Paese proviene già da fonti non fossili e la quota del carbone è scesa sotto il 60% grazie alla crescita di idroelettrico, solare ed eolico.
Il nucleare tra sicurezza energetica e nuova domanda elettrica
Ungheria e Slovacchia continuano a considerare il nucleare essenziale per assicurare una fornitura energetica stabile. I due Paesi mantengono inoltre aperti i canali di cooperazione con la Russia, nonostante le tensioni geopolitiche, attribuendo priorità alla sicurezza dei propri approvvigionamenti. La loro strategia riporta in primo piano il possibile contributo dell'atomo alla decarbonizzazione, ma anche il rapporto tra scelte energetiche nazionali e dipendenze internazionali.
Negli Stati Uniti, la Georgia ha registrato per la prima volta una produzione di energia pulita superiore a quella ottenuta dai combustibili fossili. Il risultato è stato sostenuto principalmente dal nucleare: con l'entrata in funzione delle unità 3 e 4, la centrale dello Stato ha raggiunto quasi 5 GW di capacità ed è indicata come la più grande del Paese. Restano tuttavia i limiti economici associati agli impianti tradizionali. Per questo gli Stati Uniti stanno sostenendo anche lo sviluppo dei piccoli reattori modulari attraverso l'Inflation Reduction Act e l'Advance Act.
Un altro segnale arriva dall'accordo ventennale tra Microsoft e Constellation Energy. L'intesa prevede l'acquisto da parte di Microsoft di tutta l'energia prodotta dall'unità 1 del sito nucleare di Three Mile Island, distinta da quella coinvolta nello storico incidente. L'obiettivo indicato è riattivare il reattore entro il 2028. Con una capacità di 837 MW, l'unità potrebbe fornire energia equivalente al fabbisogno di oltre 800.000 abitazioni e contribuire a sostenere la domanda elettrica dei sistemi di intelligenza artificiale con una bassa impronta di carbonio.
Edifici pubblici e imprese agricole: gli interventi italiani
In Italia, i nuovi criteri ambientali minimi per gli appalti verdi puntano a migliorare l'efficienza energetica degli edifici pubblici attraverso gli Energy Performance Contract. Questi contratti possono riguardare sia i servizi elettrici sia quelli termici. Il meccanismo prevede che una società di servizi energetici finanzi gli interventi di riqualificazione e recuperi successivamente l'investimento attraverso i risparmi energetici generati. Un contratto tipo approvato dal Ministero dell'Economia dovrebbe aiutare le amministrazioni ad applicare le normative nazionali ed europee.
In Sicilia sono stati invece sbloccati gli aiuti destinati a 27.000 imprese agricole colpite dall'aumento dei costi energetici. La prima linea prevede un contributo legato al carburante agricolo, fino a 20.000 euro per azienda. La seconda, rivolta alle attività di trasformazione e commercializzazione, arriva fino a 100.000 euro per compensare le differenze nei costi energetici. Una terza linea, associata a 800 domande, riconosce fino a 20.000 euro alle imprese primarie. L'intervento arriva in un contesto segnato da rincari indicati nel 170% per i concimi e nel 119% per il gasolio.
Vernice fotovoltaica, accumulo e sensori per le foreste
Dalla Spagna arriva un progetto di vernice fotovoltaica basato sulle nanotecnologie. La soluzione impiega microcelle solari integrate in un solvente liquido, con l'obiettivo di trasformare le pareti degli edifici in superfici capaci di generare elettricità. La tecnologia viene descritta come in grado di catturare un'ampia gamma della luce solare, compresi i raggi infrarossi. Tra le soluzioni allo studio figurano vernici con nanoparticelle, formulazioni a base di idrogeno e prodotti con perovskite applicabili a spruzzo. Il potenziale è quello di integrare la produzione solare direttamente nell'architettura, riducendo la necessità di pannelli tradizionali.
Sul fronte dell'accumulo distribuito, Amtech Group ha presentato Fit for Power, una Energy Box progettata per raccogliere energia proveniente da diverse fonti pulite. Il sistema può combinare pannelli solari, una mini pala eolica ed energia cinetica generata dagli utenti. La sua natura trasportabile ne consente l'impiego anche durante eventi, mostrando come produzione e accumulo possano essere riuniti in una soluzione compatta.
Un'applicazione italiana riguarda infine la prevenzione degli incendi boschivi. Silvanetto, sviluppato dalla startup A2Net, utilizza sensori IoT alimentati dal sole per sorvegliare le foreste. Il sistema rileva gas come il monossido di carbonio nelle fasi iniziali di un incendio, con l'obiettivo di intervenire entro la prima ora dall'innesco. Può inoltre misurare temperatura, umidità, pressione atmosferica e flusso di linfa negli alberi, fornendo informazioni sullo stato dell'ecosistema. L'autonomia dichiarata è di almeno dieci anni senza necessità di manutenzione.
Una domanda per voi
Geotermia e nucleare possono diventare tecnologie complementari per garantire energia stabile durante la transizione dai combustibili fossili?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=tMQZFFanjMA

di
Matteo Valenza
https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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