
di Andrea Cornali
Furti di cavi alle colonnine, la nuova minaccia per la mobilità elettrica
Un tempo, per chi guidava un’auto elettrica, la vera sfida era trovare una colonnina disponibile, oggi, il rischio è trovarla senza cavi.
Il furto di cavi si è trasformato da fenomeno isolato a emergenza internazionale, con episodi sempre più frequenti in Europa, Regno Unito e Stati Uniti.
Le reti di ricarica denunciano un’ondata di vandalismi organizzati che sta mettendo in crisi l’intera infrastruttura della mobilità elettrica.
In Germania i furti crescono, ma anche in Italia la situazione preoccupa
In Germania, EnBW uno dei maggiori operatori di ricarica ha già segnalato oltre 900 furti di cavi nel 2025, in più di 130 siti.
Ogni episodio costa mediamente 3.500 euro per le riparazioni, a cui si aggiunge la perdita di ricavi per l’inattività della stazione.
Anche in Italia la situazione inizia a preoccupare, diversi operatori, tra cui Plenitude, Enel X e Duferco Energia, hanno segnalato casi di vandalismo e furto di cavi, soprattutto nelle aree metropolitane e lungo le tangenziali.
A Milano e Roma, molte colonnine sono rimaste fuori servizio per giorni a causa dei danneggiamenti, in alcuni casi, le forze dell’ordine hanno scoperto piccole bande che rivendevano il rame, spesso mischiato a quello di altri cavi industriali.
I gestori italiani stanno reagendo installando sistemi di videosorveglianza e utilizzando materiali antitaglio, seguendo il modello già sperimentato in Germania.

Alcune stazioni ad alta potenza vengono ora presidiate con sensori di movimento e allarmi collegati direttamente ai centri operativi regionali.
Anche il Regno Unito sotto attacco, l’allarme di InstaVolt e BP Pulse
Nel Regno Unito, i furti di cavi sono diventati un problema serio per operatori come InstaVolt, BP Pulse e Osprey Charging. Le autorità britanniche stimano che il numero di casi sia raddoppiato nel 2025 rispetto all’anno precedente, con danni per milioni di sterline.
A Londra, Manchester e Birmingham numerose stazioni sono state prese di mira più volte in poche settimane. Secondo InstaVolt, oltre il 60% dei furti avviene di notte, in aree industriali poco illuminate o vicino ai parcheggi pubblici. Per reagire, InstaVolt ha introdotto cavi di nuova generazione dotati di localizzatori GPS integrati. Ogni volta che un cavo viene rimosso dall’area designata, il sistema invia un allarme in tempo reale e traccia la posizione ogni tre secondi. Inoltre, l’azienda ha iniziato a utilizzare una vernice forense invisibile, capace di identificare i responsabili anche a distanza di mesi.
BP Pulse, invece, ha aumentato la sicurezza nei suoi punti di ricarica con illuminazione potenziata, allarmi acustici e videocamere con riconoscimento automatico delle targhe.
Negli Stati Uniti il fenomeno assume proporzioni allarmanti
Dall’altra parte dell’Atlantico, il problema è ancora più ampio.

Electrify America e ChargePoint registrano danni per migliaia di dollari a episodio, le aziende hanno rafforzato la sorveglianza, introdotto guaine antitaglio e potenziato i sistemi di allarme.
Tesla, EVgo e Puget Sound Energy hanno segnalato furti e atti vandalici in California, Nevada, Texas e Oregon.
Un tentativo di ricarica pubblica su cinque fallisce, e i cavi mancanti o danneggiati risultano tra le cause principali.
Gli operatori reagiscono con nuove strategie e deterrenti tecnologici
Il furto di cavi rientra in un trend più ampio, i ladri puntano oggi su componenti facili da rivendere, come catalizzatori e specchietti di auto di lusso, ma anche cavi di rame.
Per contrastare questa ondata, gli operatori di ricarica stanno introducendo difese multilivello, telecamere, illuminazione intelligente, materiali innovativi e tracciamento GPS.
In Germania, EnBW ha potenziato i software di monitoraggio per rilevare subito le interruzioni. Nel Regno Unito, InstaVolt ha introdotto cavi con localizzatori GPS che inviano avvisi in tempo reale se rimossi dalla postazione. Tesla ha implementato un colorante indelebile nei propri cavi, che macchia chi tenta di tagliarli, come avviene con i pacchi antirapina.
ChargePoint, invece, ha sviluppato un nuovo cavo antitaglio brevettato e il sistema ChargePoint Protect, che rileva manomissioni e invia notifiche istantanee via SMS o e-mail.
Non siamo vittime di vandalismo, ma parte della soluzione.
Rick Wilmer, CEO di ChargePoint
Le aziende chiedono pene più severe e maggiore tutela legale
La tecnologia da sola non basta, in Germania, EnBW ha chiesto che i cavi di ricarica vengano classificati come infrastrutture energetiche pubbliche, così da inasprire le pene. Un tribunale di Lipsia ha già riconosciuto questa definizione in alcuni casi, aprendo la strada a condanne più severe.
In Italia, anche Motus-E ed alcuni operatori privati stanno spingendo per inserire il furto di cavi tra i reati contro l’infrastruttura energetica nazionale. Oltre al danno economico, c’è un impatto sulla fiducia dei consumatori, ogni colonnina rotta riduce la percezione di affidabilità della rete.
Secondo JD Power, i problemi legati ai cavi restano tra i principali deterrenti all’acquisto di auto elettriche. Le aziende devono così affrontare una sfida duplice, difendere la rete e mantenere la redditività in un mercato ancora fragile.
E tu cosa ne pensi? L’Italia riuscirà a prevenire i furti di cavi prima che diventino un’emergenza come all’estero?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.


