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Fronte comune giapponese contro Cina e Tesla

L'appello di Koji Sato per uno standard giapponese condiviso non nasce da un'idea isolata. Fa parte di un piano più ampio, con cui Toyota intende ripensare l'intero modo di produrre auto in Giappone. L'obiettivo dichiarato è duplice, ovvero fare fronte comune. Il Giappone (industriale) deve unirsi contro Cina e Tesla. Obiettivo, contenere l'avanzata cinese e primeggiare sul terreno del software e dei dati Tesla.

Sato guida anche la Japan Automobile Manufacturers Association. Per questo motivo il suo messaggio non riguarda solo Toyota. Coinvolge l'intero sistema industriale nipponico, chiamato a scegliere dove collaborare e dove continuare a competere.

Dietro l'annuncio più recente c'è un percorso avviato anni fa. Toyota lavora infatti dal 2017 con i propri fornitori attraverso un programma interno chiamato "Smart Standard Activity". Lo scopo era già allora ridurre requisiti qualitativi giudicati eccessivi rispetto alla reale percezione del cliente.

Un programma partito nel 2017, ora accelerato

Un esempio rende bene l'idea. Fino a poco tempo fa, Toyota scartava circa 10.000 cablaggi al mese per semplici variazioni di colore nell'isolante. Lo stesso accadeva per rivestimenti del tetto con macchie appena percettibili. Accadeva anche per volanti con pieghe minime nella resina, invisibili a occhio nudo. Un responsabile acquisti dell'azienda ha ammesso che la maggior parte di questi difetti non viene mai notata dai clienti finali.

Ora Sato vuole estendere questa logica a tutto il settore. Non si tratta di abbassare la sicurezza. Si tratta piuttosto di eliminare controlli che, di fatto, non aggiungono alcun valore percepito, riducendo però gli scarti e il lavoro dei fornitori.

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Il cambio al vertice non ferma la rotta

Koji Sato, Toyota: "Serve uno standard giapponese"
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Sato lascerà presto la guida operativa di Toyota. Il successore, Kenta Kon, ha già indicato la priorità di abbassare il punto di pareggio dell'azienda, per reggere meglio la pressione dei rivali elettrici cinesi. Di conseguenza, la strategia della standardizzazione non si esaurisce con l'attuale gestione. Diventa invece un'eredità operativa destinata a proseguire.

Nel frattempo, un richiamo di oltre 560.000 veicoli sul mercato cinese ha reso ancora più urgente il tema della qualità e dei costi.

Questo episodio ha rafforzato, all'interno dell'azienda, la convinzione che i vecchi standard non siano più sostenibili così come sono.

Se la Cina rappresenta il fronte del prezzo, Tesla rappresenta quello del software. L'azienda di Elon Musk ha accumulato un vantaggio notevole nella raccolta dati dai veicoli. Ha inoltre spinto molto avanti il concetto di auto come piattaforma software.

La sfida di Tesla si aggiunge a quella cinese

Toyota segue però una strada diversa. Punta su un approccio più prudente alla guida autonoma, definito internamente "Guardian". Punta anche su progetti più ampi legati alla robotica e alle città intelligenti, che vanno oltre il perimetro attuale di Tesla. In parallelo, l'intelligenza artificiale applicata ai dati di produzione e di garanzia sta diventando uno strumento chiave. Aiuta Toyota a individuare inefficienze lungo tutta la catena di fornitura, dalla logistica al controllo qualità.

Collaborare dove conta meno, competere dove conta di più

Il principio guida resta chiaro e Sato lo ripete spesso ai fornitori. I marchi giapponesi dovrebbero unire le forze sui componenti "invisibili" al cliente. Dovrebbero però continuare a competere duramente su design, tecnologia e propulsori.

Le tensioni geopolitiche aggiungono un ulteriore livello di urgenza a questo percorso. Dazi, catene di fornitura instabili e una concorrenza cinese sempre più organizzata lasciano infatti poco margine di manovra ai produttori tradizionali. Per questo motivo, secondo Sato, il tempo per agire è adesso, non tra qualche anno.




Secondo voi, un'alleanza industriale tra Toyota, Honda, Nissan e gli altri marchi giapponesi basterà a reggere il doppio attacco di Cina e Tesla?

Fonte

Andrea Cornali

di

Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

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