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Fotovoltaico in condominio per alimentare casa e auto elettrica
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=3GUovBu7j4o

Fotovoltaico in condominio per alimentare casa e auto elettrica

4 min.

Installare un impianto fotovoltaico sul tetto condominiale per alimentare un’abitazione interamente elettrica e ricaricare l’auto durante il giorno. È questo l’obiettivo di un progetto nato dall’analisi dei consumi domestici e dalla volontà di ridurre il peso della bolletta, senza però trascurare i vincoli imposti dagli spazi condivisi e le modalità con cui l’energia solare dovrà essere utilizzata.

L’abitazione non utilizza gas: cucina a induzione, computer, televisori, apparecchi per la produzione di contenuti e numerosi altri dispositivi elettronici fanno quindi gravare tutti i consumi sull’energia elettrica. A questi carichi si aggiunge l’auto, che al momento viene ricaricata prevalentemente fuori casa per evitare un ulteriore aumento delle spese mensili.

Dall’analisi dei consumi al progetto fotovoltaico

Il primo intervento è stato orientato all’efficienza, utilizzando prese intelligenti per individuare gli apparecchi più energivori. La tariffa elettrica è variabile e articolata su tre fasce, con un costo inferiore durante la notte: lavatrice, asciugatrice e altri elettrodomestici programmabili sono stati quindi concentrati nelle ore notturne.

Secondo quanto emerso da questa esperienza, la diversa organizzazione dei consumi avrebbe consentito un risparmio nell’ordine del 30%. Il passaggio al fotovoltaico, tuttavia, richiederà di ribaltare almeno in parte questa abitudine. Per massimizzare l’autoconsumo, gli elettrodomestici dovranno lavorare soprattutto nelle ore in cui i pannelli producono energia, quindi durante il giorno anziché di notte.

Il progetto principale riguarda il tetto, mentre una seconda installazione potrebbe interessare successivamente il balcone. Quest’ultimo dispone di una porzione esposta favorevolmente indicativamente da mezzogiorno fino alla sera, ma la soluzione tecnica per sfruttarla non è stata ancora definita. La priorità resta dunque l’impianto condominiale.

Permessi condominiali e spazio disponibile sul tetto

La collocazione in condominio ha reso necessario un passaggio preliminare con l’amministratore e con l’assemblea. La richiesta è stata inserita nella riunione condominiale di dicembre, dalla quale è emersa la possibilità per tutti i residenti di realizzare un proprio impianto fotovoltaico.

Nel complesso ci sono due abitazioni per piano, distribuite tra piano terra e primo piano. Il criterio individuato prevede quindi di dividere idealmente il tetto in due porzioni. Una prima valutazione approssimativa dello spazio disponibile porta a ipotizzare un impianto intorno ai 6 kW, ma la potenza effettivamente installabile dovrà essere verificata nel sopralluogo e nella successiva proposta tecnica.

Il condominio ha inoltre posto una condizione estetica per le discese dei collegamenti dal tetto verso inverter, quadro elettrico ed eventuale batteria: gli elementi visibili dovranno riprendere il colore delle facciate. Se la configurazione lo consentirà, il percorso dei cavi sarà quindi coperto con una canalizzazione o un tubo coordinato cromaticamente con l’edificio.

Ricarica solare e dubbio sulla batteria di accumulo

Il nodo centrale è l’auto elettrica. Quando veniva ricaricata regolarmente a casa, il consumo mensile indicato arrivava a circa 800 kWh. L’obiettivo dichiarato è abbattere una quota consistente di questo fabbisogno attraverso la produzione solare, ma non è ancora possibile quantificare il risultato: le ipotesi del 60, 70 o 80% sono soltanto aspettative da verificare dopo il dimensionamento dell’impianto.

La strategia prevista consiste nel lasciare l’auto collegata durante il giorno, così da trasferire direttamente alla batteria di trazione l’energia prodotta dai pannelli e alimentare contemporaneamente la casa in autoconsumo. Questo approccio può ridurre la quantità di energia prelevata dalla rete, ma dipende dalla presenza dell’auto nelle ore solari e dalla possibilità di coordinare gli altri carichi domestici.

Resta aperta la scelta dell’accumulo stazionario. Se i consumi notturni sono limitati, una batteria domestica potrebbe non essere indispensabile. Le esigenze cambiano però quando l’auto viene utilizzata durante il giorno e rientra la sera con poca energia residua: in quel caso l’accumulo potrebbe conservare parte della produzione solare e attenuare il ricorso alla rete nelle ore senza sole.

La decisione finale dovrà quindi tenere insieme potenza installabile, profilo dei consumi, disponibilità diurna dell’auto e convenienza della batteria. L’azzeramento della bolletta rimane un obiettivo, non un risultato già acquisito: soltanto il dimensionamento dell’impianto e l’esperienza d’uso permetteranno di capire quanta energia potrà essere realmente autoconsumata.

Una domanda per voi

In una casa elettrica con auto in carica, è meglio spostare i consumi nelle ore solari o investire anche in una batteria di accumulo?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=3GUovBu7j4o

Matteo Valenza

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Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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