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Fotovoltaico domestico, il sopralluogo tra tetto, accumulo e passaggio dei cavi
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=44w4u39EnKQ

Fotovoltaico domestico, il sopralluogo tra tetto, accumulo e passaggio dei cavi

4 min.

Prima di installare un impianto fotovoltaico domestico non basta stabilire quanti moduli collocare sul tetto. Il sopralluogo tecnico serve a verificare come portarli in copertura, dove sistemare inverter e accumulo e, soprattutto, quale percorso utilizzare per collegare tutti i componenti al quadro generale. Nel caso esaminato, proprio il passaggio dei cavi tra tetto, abitazione e garage rappresenta il nodo principale da risolvere.

L'accesso al tetto e la posa dei moduli

La disposizione preliminare dei pannelli era già stata valutata osservando l'edificio dall'alto, ma la verifica sul posto ha permesso di affrontare gli aspetti pratici. Il tetto è articolato in due parti e la superficie utilizzabile deve tenere conto della sua suddivisione. Per il montaggio bisognerà inoltre scegliere il punto più adatto dal quale sollevare i moduli fino alla copertura.

L'ipotesi emersa è utilizzare l'accesso sul retro dell'edificio, verificando che il furgone e le attrezzature possano raggiungere l'area. Questa parte comune potrebbe essere occupata per circa mezza giornata, almeno durante il trasferimento dei pannelli in quota: sarà quindi necessario avvisare preventivamente gli altri condomini.

Sul tetto è già presente una linea vita, cioè il sistema al quale gli installatori possono assicurarsi durante il lavoro in copertura. È disponibile anche una botola, ma resta da stabilire se sia utilizzabile in modo efficace per le operazioni previste o se sia preferibile affidarsi all'accesso esterno, in particolare per movimentare i moduli.

Inverter e batteria trovano spazio in garage

Per inverter e sistema di accumulo è stata individuata una parete del garage, che potrà essere liberata rimuovendo alcuni elementi attualmente presenti. La collocazione permette di concentrare nello stesso ambiente i principali componenti dell'impianto, ma impone di realizzare una calata dal tetto e di raggiungere il quadro generale dell'abitazione.

Lo schema di funzionamento indicato prevede che l'energia prodotta dal fotovoltaico venga utilizzata prima per l'autoconsumo domestico. L'eventuale eccedenza viene quindi destinata alla batteria. Per rendere operativo questo schema non è sufficiente collegare i pannelli all'inverter: occorre integrare correttamente il nuovo impianto con le linee elettriche già esistenti.

Durante l'ispezione sono stati individuati i pozzetti e le canalizzazioni che collegano il contatore al garage e all'abitazione. Dall'analisi è emerso che ogni unità dispone di due cavi da 10 mm², giudicati sufficienti dal tecnico per gestire il sistema di accumulo previsto. È stato inoltre indicato un adeguamento della protezione magnetotermica a C32, intervento collegato anche alla possibilità di ricaricare l'auto elettrica.

Il problema decisivo è il percorso dei cavi

La criticità più evidente riguarda il collegamento tra copertura e garage. Le regole condominiali richiedono di limitare l'impatto sulla facciata: qualora si procedesse con una discesa esterna, la canalizzazione dovrebbe quindi avere un colore coerente con gli elementi già presenti, come la grondaia. L'obiettivo è raggiungere direttamente il garage senza introdurre tracce o fori non necessari.

Una delle possibilità consiste nello sfruttare tubi e passaggi già esistenti. Prima di adottarla, però, gli installatori dovranno inserire una sonda nelle canalizzazioni per verificare se ci sia spazio sufficiente per il nuovo cavo. La sezione prevista non è trascurabile e l'apparente disponibilità di un corrugato non garantisce che il collegamento possa essere completato senza ostacoli.

È stata valutata anche una soluzione alternativa con l'inverter collocato all'esterno, in terrazzo, e collegato direttamente al quadro dell'abitazione. Questa configurazione non elimina però il problema: rimane necessario trovare un percorso interno praticabile, verificando che le canalizzazioni non siano già piene. La scelta finale dipenderà quindi dal sondaggio dei passaggi disponibili e dal confronto tra l'opzione esterna verso il garage e quella diretta verso il quadro di casa.

Il sopralluogo conferma quanto la progettazione di un fotovoltaico domestico dipenda dalle caratteristiche reali dell'edificio. Lo spazio per i componenti è disponibile e l'installazione è stata considerata fattibile, ma la soluzione esecutiva dovrà rispettare contemporaneamente esigenze elettriche, accessibilità del tetto, sicurezza degli operatori e vincoli condominiali sulla facciata.

Una domanda per voi

Nella progettazione di un impianto fotovoltaico condominiale, è preferibile privilegiare il percorso dei cavi meno invasivo o quello più diretto?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=44w4u39EnKQ

Matteo Valenza

di

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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