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Fotovoltaico da 6,4 kWp: inverter SolarEdge e Tesla Powerwall 2 per accumulo e backup
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=NVzEh6Hn8ns

Fotovoltaico da 6,4 kWp: inverter SolarEdge e Tesla Powerwall 2 per accumulo e backup

4 min.

Un impianto fotovoltaico domestico da 6,4 kWp può diventare un sistema energetico articolato quando alla produzione solare vengono affiancati accumulo, backup e monitoraggio dei singoli pannelli. La configurazione installata combina pannelli SunPower, un inverter monofase SolarEdge HD-Wave da 6 kW, il gateway Tesla di seconda generazione e una Tesla Powerwall 2 da 13,5 kWh. Il garage ospita il centro operativo dell'impianto, insieme alle protezioni elettriche necessarie.

Dai pannelli all'inverter SolarEdge

I moduli fotovoltaici installati sulla copertura vengono collegati tra loro per formare una stringa. L'energia prodotta viaggia in corrente continua attraverso cavi solari dedicati fino all'inverter collocato nel garage. Qui entra in gioco il SolarEdge HD-Wave monofase da 6 kW, incaricato di trasformare la corrente continua generata dai pannelli in corrente alternata utilizzabile dalle utenze domestiche.

La scelta del sistema SolarEdge è legata anche all'impiego degli ottimizzatori di potenza installati sui pannelli. Questi dispositivi permettono di controllare tramite applicazione il funzionamento dei singoli moduli, anziché limitare il monitoraggio alla produzione complessiva della stringa. In caso di prestazioni anomale, la lettura separata può quindi aiutare a individuare più precisamente il pannello interessato.

L'inverter dispone inoltre di connessione di rete e di una propria piattaforma di controllo. Secondo quanto indicato durante l'installazione, SolarEdge offre per questo modello una garanzia di 12 anni contro i difetti di fabbrica. L'inverter può essere integrato anche con componenti di altri marchi, caratteristica necessaria in questa configurazione per dialogare con il sistema di accumulo Tesla.

Tesla Powerwall 2 e gateway per il backup

L'accumulo è affidato a una Tesla Powerwall 2 da 13,5 kWh fissata a parete. La batteria lavora insieme al gateway Tesla di seconda generazione, definito dai tecnici come il cervello del sistema. Il suo compito non si limita alla gestione dell'accumulo: rileva blackout e microinterruzioni, separa l'abitazione dalla rete quando necessario e consente di alimentare l'impianto domestico con l'energia disponibile nella batteria.

Powerwall 2 e gateway costituiscono quindi una coppia funzionale. Il gateway contiene l'elettronica di controllo e può collegarsi a Internet mediante cavo di rete oppure Wi-Fi. È presente anche una SIM dati fornita da Tesla, utilizzabile per la connessione al portale del sistema. Questa architettura permette di controllare i flussi energetici e di gestire il passaggio al funzionamento di backup.

La presenza di una batteria, da sola, non rende però automaticamente l'abitazione indipendente dalla rete durante un'interruzione. Per ottenere il backup servono il gateway e gli ulteriori dispositivi di protezione e sezionamento previsti per isolare correttamente le diverse parti dell'impianto.

Protezioni elettriche e cablaggio

Sulla barra DIN sono state installate le protezioni della linea in ingresso dal contatore e quelle sul lato in corrente alternata dell'inverter. A queste si aggiungono un dispositivo di interfaccia e un teleruttore, indicati dai tecnici come obbligatori per utilizzare il sistema in modalità di backup e quindi scollegato dalla rete pubblica. È un passaggio essenziale: durante un blackout l'impianto non deve immettere energia verso una rete che dovrebbe essere priva di tensione.

Il cablaggio ha rappresentato una delle parti più impegnative dell'intervento. I cavi hanno dovuto attraversare più pozzetti e tubazioni interrate per collegare la copertura al garage. Una sezione del corrugato, probabilmente schiacciata, ha reso difficoltoso il passaggio finale. Per superare l'ostacolo è stato temporaneamente scollegato e utilizzato come guida un cavo già presente, così da tirare le nuove linee.

Nel garage arrivano i conduttori in corrente continua provenienti dai pannelli. Dall'inverter partono invece fase, neutro e terra verso il gateway, dal quale viene realizzato il collegamento con la batteria. La distinzione tra questi percorsi è importante sia per il corretto funzionamento sia per l'organizzazione delle protezioni.

Un sistema integrato, non una semplice batteria

A installazione conclusa, il lampeggio verde della Powerwall ha segnalato il regolare funzionamento del sistema. Sono stati completati anche la configurazione e il collegamento di rete, necessario per accedere alle funzioni di monitoraggio e gestione.

L'aspetto più significativo dell'impianto è l'integrazione tra componenti con ruoli distinti. I pannelli producono energia, gli ottimizzatori consentono di controllare i moduli, l'inverter rende utilizzabile la corrente, la Powerwall 2 accumula l'energia e il gateway governa i flussi e il backup. Protezioni, dispositivi di interfaccia e cablaggi completano un'architettura che richiede una progettazione più articolata rispetto alla semplice aggiunta di una batteria a un impianto fotovoltaico.

Una domanda per voi

Nella scelta di un accumulo domestico, quanto dovrebbe pesare la possibilità di alimentare la casa anche durante un blackout?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=NVzEh6Hn8ns

Matteo Valenza

di

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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