
di Andrea Cornali
Fibra di carbonio sotto accusa, l’Europa valuta il divieto nelle auto
Da anni al centro dell’innovazione automobilistica, la fibra di carbonio potrebbe presto diventare un materiale scomodo per l’industria europea.
Una bozza di proposta del Parlamento Europeo ne valuta la classificazione come materiale pericoloso, aprendo a un potenziale divieto d’impiego nelle automobili a partire dal 2029.
La motivazione è legata al fine vita dei veicoli, durante il riciclo, i sottili filamenti di carbonio possono spezzarsi, disperdersi nell’aria e risultare dannosi sia per l’ambiente che per la salute umana, oltre a creare malfunzionamenti nei macchinari di smaltimento.
Una preoccupazione che ha portato le istituzioni europee a equiparare la fibra di carbonio, in termini di rischi, a materiali già sotto stretta sorveglianza come piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente.
Un settore in piena espansione
Il paradosso è evidente, mentre si discute del suo possibile divieto, il mercato globale della fibra di carbonio continua a crescere.
Secondo i dati di Roots Analysis, nel 2024 il settore valeva 5,48 miliardi di dollari, ma si prevede raggiunga i 17,08 miliardi entro il 2035, con un incremento medio annuo dell’11%.
L’automotive rappresenta tra il 10% e il 20% di questo mercato, con quote in aumento spinte dalla corsa verso veicoli elettrici più leggeri.
Il materiale, infatti, è apprezzato per la sua capacità di ridurre il peso senza sacrificare la resistenza strutturale una combinazione ideale per contenere il peso aggiuntivo delle batterie.
L’industria trema
L’eventuale divieto preoccupa in particolare i colossi giapponesi Toray Industries, Teijin e Mitsubishi Chemical, che insieme coprono il 54% della produzione mondiale.
Per Toray, l’automotive è il terzo mercato per importanza dopo aeronautica ed energia eolica, con il 50% delle forniture destinate all’Europa.
A tremare è anche l’industria automobilistica europea, in particolare i produttori di supercar e modelli premium come McLaren, che utilizza la fibra per i telai delle sue vetture.
Una messa al bando obbligherebbe molti costruttori a rivedere piani industriali e progetti in corso, con effetti significativi sulla competitività e sull’innovazione.

Il precedente della Countach e il futuro incerto
La fibra di carbonio è entrata nel mondo delle auto con la McLaren MP4/1 di Formula 1 nel 1981, passando poi alla Lamborghini Countach Evoluzione e alla Jaguar XJR-15, prima stradale con telaio in fibra. Da allora, è diventata uno standard nei veicoli ad alte prestazioni, fino a trovare posto anche in modelli più accessibili.
il Parlamento Europeo avrebbe rassicurato dicendo che la bozza sarà modificata e che la fibra di carbonio non sarà vietata sulle auto. Tuttavia, la semplice ipotesi evidenzia le tensioni tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
Equilibrio da trovare
Il nodo centrale resta la gestione del fine vita dei materiali, la revisione della direttiva sugli “End-of-Life Vehicles” impone ai costruttori di utilizzare solo materiali facilmente riciclabili e non nocivi.

Se non verranno trovate alternative adeguate, sarà possibile che come già avvenuto per altri materiali pericolosi vengano concesse deroghe.
Il caso della fibra di carbonio diventa così emblematico del conflitto tra ambizioni ecologiche e necessità industriali, da un lato la corsa alla decarbonizzazione, dall’altro i vincoli posti dai cicli di vita dei materiali innovativi.
l’Europa dovrà calibrare con attenzione le sue decisioni, per non rallentare la transizione verso una mobilità realmente sostenibile.
Fateci sapere cose ne pensate?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.


