Fastned Malpensa, come nasce una stazione di ricarica ultra fast
Una stazione di ricarica ultra rapida non nasce semplicemente installando alcune colonnine in un parcheggio. Servono spazi adeguati, una connessione elettrica capace di sostenere potenze elevate e un progetto che consideri accessibilità, sicurezza e qualità della sosta. Il cantiere Fastned di Malpensa permette di osservare questi elementi mentre il sito è ancora in costruzione: al completamento sono previste quattro colonnine da 400 kW, inserite in una struttura pensata anche per i veicoli di maggiori dimensioni.
Un sito da 2.500 metri quadrati vicino a Malpensa
La posizione è vicina sia all'autostrada sia all'aeroporto di Malpensa, due fattori coerenti con una stazione destinata soprattutto a chi viaggia e ha bisogno di ridurre i tempi della sosta. Una volta aperto, il sito sarà la quarta stazione italiana di Fastned. La società olandese, nata nel 2012, è attiva in Italia dall'inizio del 2025 e dispone già di tre stazioni operative: presso le uscite autostradali di Brescia Est e Dalmine e a Castellanza.
Per Malpensa è stata scelta un'area libera da costruzioni, un cosiddetto greenfield, sulla quale sviluppare da zero il progetto. I 2.500 metri quadrati disponibili hanno consentito di prevedere ampi spazi di accesso e manovra, aree verdi e relax, illuminazione e videosorveglianza. L'obiettivo dichiarato è rendere più sicura e confortevole anche una sosta relativamente breve.
L'ingresso ampio permette l'accesso non soltanto alle automobili, ma anche ai veicoli più lunghi. Gli stalli misurano 9,5 metri e adottano una configurazione drive-through: si entra, si effettua la ricarica e si riparte procedendo in avanti, senza dover eseguire manovre in retromarcia. La lunghezza degli spazi, insieme a quella dei cavi, punta inoltre a rendere raggiungibile la presa dell'auto indipendentemente dal fatto che si trovi davanti, dietro, sul lato destro o su quello sinistro.
Pensiline modulari in larice e fotovoltaico
Uno degli elementi centrali della stazione è la pensilina in legno di larice. La struttura è composta da elementi modulari assemblati direttamente in cantiere, una soluzione che consente di espandere la stazione qualora aumentasse la necessità di punti di ricarica. Il canopo non svolge quindi soltanto una funzione estetica e distintiva, ma fa parte dell'impostazione tecnica e funzionale del sito.
La copertura protegge utenti e veicoli dalle intemperie e crea una zona d'ombra sopra gli stalli. Durante la visita al cantiere la temperatura indicata era di 39 °C: in condizioni simili, tenere l'auto al riparo dal sole può limitare il lavoro richiesto al climatizzatore durante la sosta. È un beneficio pratico che si aggiunge alla protezione offerta in caso di pioggia.
Nella pensilina sono integrati moduli fotovoltaici con celle racchiuse in elementi di vetro. L'impianto raggiunge una potenza di picco di circa 19 kW e alimenta i servizi ausiliari della stazione, tra cui illuminazione, videosorveglianza e assorbimenti in standby delle colonnine. L'eventuale energia prodotta in eccesso viene immessa nella rete.
Per le colonnine serve la media tensione
I pannelli della pensilina non hanno il compito di fornire direttamente tutta l'energia necessaria alle quattro colonnine da 400 kW. La differenza di scala tra la produzione fotovoltaica locale e la potenza richiesta dalla ricarica ultra fast rende indispensabile un'infrastruttura elettrica dedicata. Il sito viene quindi alimentato attraverso una connessione alla rete in media tensione e dispone di un proprio trasformatore.
Fastned dichiara di approvvigionarsi esclusivamente di energia verde certificata. Il fotovoltaico installato sulla copertura contribuisce ai consumi accessori e valorizza una superficie già necessaria per proteggere gli stalli, mentre la rete sostiene la parte energicamente più impegnativa dell'impianto. Questa distinzione chiarisce perché una stazione ultra rapida richieda opere elettriche ben più articolate rispetto a un semplice punto di ricarica stradale.
La ricarica come progetto di servizio
Al momento della visita le colonnine non erano ancora state installate e l'apertura era indicata come prossima. Il cantiere mostrava però già l'impostazione complessiva: non solo potenza di ricarica, ma anche percorsi semplici, copertura degli stalli, illuminazione, sicurezza e spazi per la sosta. Sono aspetti particolarmente rilevanti in una posizione vicina a un aeroporto e a un'arteria autostradale, dove possono transitare utenti occasionali, taxi elettrici e mezzi destinati al noleggio.
Il progetto di Malpensa evidenzia così la complessità nascosta dietro una stazione ultra fast. La scelta del terreno determina la libertà progettuale; il layout drive-through incide sull'accessibilità; la modularità prepara eventuali ampliamenti; la pensilina migliora la sosta e produce energia per i servizi; infine, la connessione in media tensione rende possibile alimentare le colonnine. La velocità dichiarata resta un elemento centrale, ma per l'utente la qualità dell'esperienza dipende anche da tutto ciò che viene costruito intorno al punto di ricarica.
Una domanda per voi
Quanto contano accessibilità, copertura e qualità della sosta rispetto alla sola potenza delle colonnine in una stazione ultra fast?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=wUz-HIH-KSk

di
Matteo Valenza
https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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