Euro 7, tutte le novità sull'accordo per il nuovo standard sulle emissioni
Commissione europea, Consiglio dell'Unione europea e Parlamento europeo hanno finalmente trovato un accordo sul standard di emissioni Euro 7. Non un accordo definitivo, ma per sempre un primo accordo. Il punto cruciale su cui si è svolto il nuovo accordo risiede nel cambio dei limiti sulle particelle frenanti.
Finalmente si consolida il fronte del buon senso e prevale la ragione sulla ideologia. Una vera svolta per la politica industriale europea che rappresenta un successo per il nostro Paese.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
Per auto e furgoni non cambia nulla
In una nota del ministro Urso perviene che per autovetture e furgoni si è concordato di mantenere le attuali restrizioni previste dallo standard odierno Euro 6.
Un passo decisivo per salvaguardare la filiera dell’automotive, uno dei pilastri del Made in Italy. Siamo sulla strada giusta per coniugare gli obiettivi di sostenibilità con le necessità del tessuto produttivo e del sistema sociale.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
Rivisto il limite sulle particelle frenanti
Per quanto riguarda le particelle emesse dai tubi di scappamento, si prenderanno in considerazione i livelli di PM10 al posto delle PM23. Questo permette di include così particelle più piccole che in passato. Per PM10 si intendono tutte le particelle a partire da 10 micron di grandezza.
Per autobus e autocarri si manterranno le attuali condizioni di prova Euro 6 misurate in laboratorio ma con limiti più severi per le emissioni di scarico. Per quanto concerne i limiti di particelle PM10 emesse durante la frenata si è così deciso:
- Auto e furgoni
- Auto elettriche | 3 mg/km
- Auto ICE, MHEV, FHEV, PHEV e FCEV | 7 mg/km
- Furgoni | 11 mg/km
Requisiti minimi di prestazione delle batterie
Durante questa revisione dello standard Euro 7 sono state introdotte anche alcune specifiche per le batterie delle auto elettriche ed ibride.
Infatti dovranno essere garantite batterie che non andranno sotto la soglia dell'80% nel giro di 5 anni o 100.000 km. Il fatto scende al 72% in 8 anni o 160.000 km.
Per i furgoni invece la soglia sarà del 75% in 5 anni o 100.000 km e del 67% in 8 anni o 160.000 km.
ACEA, l'associazione dei costruttori si dimostra soddisfatta

L'associazione presieduta da Luca De Meo, CEO di Renault, si dice in parte soddisfatta. Soprattutto per quanto riguarda la definizione dei nuovi standard di emissione, definiti come una "importante pietra miliare".
Anche se comprenderemo tutti i dettagli solo quando avremo valutato l’intero documento, notiamo che i negoziatori interistituzionali hanno principalmente scelto di dare priorità alle sfide orientate al futuro, come le emissioni dei freni dei veicoli leggeri e i requisiti delle batterie di quelli elettrici. Anche i limiti sulle emissioni di scarico e le procedure di prova per i veicoli pesanti sono stati notevolmente rafforzati.
Sigrid de Vries, direttrice generale di ACEA
Quello che però viene richiesto alla Commissione europea è di stilare una convincente legislazione che permetta a tutte le case automobilistiche di organizzarsi e adeguarsi per tempo alle nuove norme. Che ricordiamo non essere ancora definitive e che ci vorrà ancora un po' prima di vedere tutto il testo pronto.
Non mancano però appunti riguardo ad eventuali criticità:
È importante notare che molte delle nuove disposizioni comportano sfide tecniche e di investimento significative in un momento cruciale della transizione della mobilità verso le emissioni zero. Poiché gli elementi chiave devono ancora essere decisi attraverso la legislazione secondaria, continueremo a lavorare per garantire standard Euro 7 realistici entro i limiti imposti dalla legislazione primaria.
Sigrid de Vries, direttrice generale di ACEA
Infine prosegue dicendo che:
Non dobbiamo sottovalutare gli enormi progressi compiuti dai produttori europei di veicoli nella riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dal trasporto su strada. Infatti, tra la prima norma Euro e la prima versione Euro 6, le emissioni sono state ridotte di oltre il 90%. I maggiori miglioramenti nella qualità dell’aria saranno ottenuti sostituendo i veicoli più vecchi sulle strade dell’Ue e attraverso una rapida elettrificazione.
Sigrid de Vries, direttrice generale di ACEA

Non dello stesso avviso CLEPA, associazione dei fornitori

Di tutt'altro avviso CLEPA, l'associazione dei fornitori avrebbe preferito un regolamento più severo, come proposto inizialmente dalla Commissione europea, rispetto all'addolcimento richiesto dagli Europarlamentari e dal Consiglio europeo.
La proposta della Commissione avrebbe potuto essere attuata con qualche importante tutela. L’accordo, invece, elimina gran parte della proposta della Commissione. È positivo vedere progressi sui limiti delle particelle frenanti che consentono un’ulteriore valutazione delle prestazioni dei veicoli ibridi e a celle a combustibile e qualche miglioramento su NOx e dimensione delle particelle. Tuttavia, una maggiore ambizione sarebbe stata tecnicamente ed economicamente fattibile
Benjamin Krieger, segretario generale CLEPA
Strano vedere che aziende come Tesla che da circa 10 anni garantiscano le proprie batterie per 8 anni o 160.000 km con l'80%? Che sia vero ciò che dice l'associazione CLEPA, non hanno osato abbastanza per salvaguardare (ancora) l'industria delle auto con motore a combustione interna?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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