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Enel e Nissan riattivano batterie di Nissan LEAF per garantire l’energia a Melilla: operativo l’impianto di accumulo Second Life
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Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Enel e Nissan riattivano batterie di Nissan LEAF per garantire l’energia a Melilla: operativo l’impianto di accumulo Second Life

3 min.

Un progetto avviato nel 2022 da Enel Group e Nissan è finalmente entrato in funzione nella città autonoma di Melilla, utilizzando batterie di Nissan LEAF dismesse per creare un sistema di accumulo capace di sostenere la rete elettrica locale durante i picchi di consumo. L’iniziativa garantisce continuità di servizio per oltre 90.000 abitanti, in una zona scollegata dalle reti spagnola e marocchina, grazie a un sistema in grado di erogare fino a 1,7 MWh e stoccare 4 MW di energia.

Melilla, città autonoma isolata e vulnerabile ai blackout

Situata nel continente africano, a sud dello Stretto di Gibilterra, Melilla dipende interamente da una centrale termoelettrica per la sua fornitura di energia. L’assenza di collegamenti con le reti spagnola e marocchina rende l’approvvigionamento vulnerabile, soprattutto durante le torride estati mediterranee, quando la domanda elettrica raggiunge livelli critici, con il rischio di blackout e interruzioni programmate.

Batterie di seconda vita per stabilizzare la rete

Enel e Nissan riattivano batterie di Nissan LEAF per garantire l’energia a Melilla: operativo l’impianto di accumulo Second Life | Elettronauti.it

Per affrontare questa fragilità, Enel Group e Nissan hanno collaborato alla realizzazione di un impianto di accumulo energetico basato su batterie di seconda vita.

Le batterie provenienti dalle Nissan LEAF, una volta esaurita la loro capacità per l’uso automobilistico, vengono riutilizzate e assemblate in un sistema stazionario, integrato nella centrale Endesa di Melilla.

La soluzione impiega 48 batterie usate e 30 nuove, garantendo così una riserva di energia sufficiente a sostenere la rete per il tempo necessario a ripristinare il sistema in caso di interruzione improvvisa o a bilanciare i carichi nei momenti di massimo consumo.

Le caratteristiche del progetto Second Life

Il nuovo impianto è in grado di immagazzinare fino a 4 MW di potenza e di rilasciare 1,7 MWh alla rete elettrica locale. Sebbene l’autonomia garantita sia di pochi minuti, rappresenta un intervallo sufficiente per consentire la riattivazione della centrale e il ripristino della distribuzione senza compromettere i servizi essenziali. Inoltre, questa riserva temporanea permette di alleggerire il carico sulla centrale principale durante i picchi di domanda.

Una collaborazione industriale internazionale

Il progetto ha visto la partecipazione di Loccioni, system integrator incaricato dell’integrazione dei diversi moduli batteria nel processo circolare.

È un progetto in cui abbiamo creduto sin dal primo giorno. Abbiamo coinvolto partner strategici, contando sulla determinazione dei nostri colleghi e su un impianto reale dove poter applicare soluzioni di accumulo tramite batterie di seconda vita. E ciò che solo pochi anni fa sarebbe stato considerato impossibile è diventato concreto, reale.

Ernesto Ciorra, Chief Innovability Officer del Gruppo Enel

Altri esempi internazionali e futuro delle batterie per auto elettriche

Nissan ha già implementato soluzioni analoghe in Giappone, dove le batterie dismesse vengono impiegate in sistemi di accumulo su scala urbana per garantire energia in caso di disastri naturali. Parallelamente, altre aziende stanno esplorando l’utilizzo di batterie per auto elettriche usate per alimentare attrezzature in cantieri remoti, in zone isolate od anche per creare energia per gli aeroporti.

Queste iniziative dimostrano come le batterie delle auto elettriche, una volta concluso il loro ciclo di utilizzo su strada, possano continuare a essere impiegate per anni in applicazioni stazionarie.

https://elettronauti.it/stellantis-enel-adr-batterie-usate-fiumicino/

Evidente che vengono superati i limiti imposti dalla narrazione dell’industria petrolifera sul presunto rapido deterioramento degli accumulatori.




Cosa ne pensate dell’uso delle batterie per auto elettriche di seconda vita per sostenere la rete elettrica in aree isolate? Pensate che questa soluzione possa trovare spazio anche in Italia o in altre regioni mediterranee? Scriveteci la vostra opinione nei commenti!

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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