
di Lorenzo Costamagna
Elon Musk tra tweet, presunti stupefacenti e Tesla
Quella di Elon Musk è sicuramente una delle figure più dibattute ed al centro della scena degli ultimi anni, tra auto elettriche, tecnologia spaziale, social network, una grande dose di innovazione e lungimiranza ed anche alcuni aspetti più oscuri e controversi.
L'eclettico imprenditore di origine sudafricana, nonché ingegnere, è attualmente l'amministratore delegato di Tesla, la più famosa casa di auto elettriche al mondo, del social network "X" (ex twitter), della compagnia aerospaziale Space X, che oltre a spedire nello spazio le capsule per il trasporto degli astronauti lancia i satelliti Starlink per l'accesso a internet, poi cofondatore di Neuralink e OpenAI, l'organizzazione da cui è nata la famosa intelligenza artificiale di cui si sta molto parlando, ovvero ChatGPT.
Tra le varie attività, forse meno conosciute, vi sono poi SolarCity, una società parte del gruppo Tesla specializzata in tetti fotovoltaici e sistemi di accumulo, Hyperloop, un sistema di trasporto ad alta velocità in capsule, e The Boring Company, per la creazione di una rete sotterranea di tunnel con lo scopo di ridurre il traffico terrestre.
Il suo impero però parte da molto prima, con Zip2, azienda di software fondata insieme al fratello e dalla cui vendita, pari a circa 307 milioni di dollari, con la sua quota fonda X.com, dalla cui unione con la Confinity nacque la più famosa PayPal, acquistata successivamente da Ebay nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari e dando il via alla sua ufficiale ascesa.

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Elon Musk un personaggio controverso
Se da una parte i suoi obiettivi sono molto nobili e anche necessari, come la riduzione del riscaldamento globale tramite la diffusione di energie rinnovabili e veicoli elettrici, o la diffusione di internet veloce in tutto il mondo e la libertà di parola, dall'altra non ha mai mancato di far parlare di se per alcuni aspetti controversi, come alcune dichiarazioni negazioniste in pieno periodo COVID, o più recentemente un commento su "X" a sostegno di dichiarazioni antisemite, o ancora, la presunta assunzione di sostante stupefacenti.
Un recente sondaggio condotto da Heatmap e riportato da Electrek mostra che il 27% degli americani (su un campione di 1000 persone) propensi ad acquistare un veicolo elettrico, non sia intenzionato ad acquistare una Tesla a causa dei comportamenti di Musk, valore in calo rispetto al 36% del precedente sondaggio, mentre il 35% dei potenziali acquirenti ha affermato di essere più propenso ad acquistare una Tesla per merito di Musk.
L'articolo conclude quindi facendo notare che il sondaggio era precedente al tweet incriminato nel quale Elon Musk sosteneva il commento antisemita, e ponendo l'interrogativo su come sarebbero potuti essere differenti i risultati alle luce di ciò.

A questo si aggiunge una notizia di pochi giorni fa riportata dal Wall Street Journal, secondo la quale l'imprenditore farebbe uso di sostanze stupefacenti illegali, al punto tale da fare preoccupare i dirigenti delle sue aziende tra cui Tesla e Space X, ambiente quest'ultimo in cui è proibito l'uso di stupefacenti avendo importanti contratti con la NASA, regola imposta a tutte le aziende che collaborano con le agenzie governative statunitensi.
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Il nostro commento
Elon Musk è il CEO di Tesla, è vero, ma Elon Musk non è la Tesla, e né tantomeno è la rappresentazione globale della mobilità elettrica, seppur sia una figura che da anni contribuisce in modo sostanzioso al suo sviluppo con carisma e spirito innovativo.
Questo è un errore che, fatto inconsciamente o meno da parte dell'opinione pubblica e dell'informazione giornalistica, rischia di far cadere nella pericolosa retorica secondo la quale "compro un auto elettrica perché mi piace Musk" oppure il contrario, senza tenere conto dell'importanza tecnica e tecnologica in primis della transizione verso la mobilità elettrica.
Con questo non si vuole assolutamente difendere a priori Musk dalle accuse che gli vengono poste, perché se ci dovesse essere evidenza dei suoi sbagli è giusto che paghi come qualunque altra persona, ma negli ultimi tempi, in modo particolare i detrattori della mobilità elettrica, tendono a enfatizzare queste accuse mettendo nel "minestrone" notizie che poco centrano con questo, come il recente sorpasso di una nota casa automobilistica cinese nei confronti di Tesla in termini di vendite o i richiami di alcuni modelli per possibili malfunzionamenti, cosa che peraltro viene fatta da tutti i produttori di veicoli, e menomale.
A prescindere dal fatto che la concorrenza è sempre positiva, c'è da dire che sotto alla figura di Musk ci sono migliaia di persone, tecnici, ingegneri, operai, designer, e se l'azienda ha concluso il 2023 con il modello di auto più venduto al mondo (Tesla Model Y ha battuto tutti, elettrici, diesel e benzina) è anche e soprattutto merito loro. E in un'Italia che cresce a rilento in termini di veicoli elettrici venduti, chissà a che punto saremmo se non ci fosse stata Tesla a tirare le fila chiudendo al primo e secondo posto, rispettivamente con Model Y, 8.587 esemplari, e Model 3, con 7.385 esemplari.
Insomma, è sbagliato attaccare un marchio o una persona con l'intento di colpire e screditare un intero settore, mentre cosa diversa è analizzare e indagare, sempre nei giusti termini, sul comportamento morale di una figura che gestisce aziende in svariati settori, soprattutto se le accuse dovessero essere dimostrate e questo dovesse in qualche modo danneggiare gli stessi dipendenti.
Luci e ombre, cosa ne pensi della figura di Musk?
di
Lorenzo Costamagna
