Skip to main content
Vetture che alimentano la rete elettrica in caso di bisogno
banner prova
Pubblicato il
Aggiornato il
Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

ElettroWiki | V2G - Cos'è il Vehicle-to-Grid?

Oltre alle tecnologie V2L (Vehicle-to-Load) e V2H (Vehicle-to-Home) esistono altre tecnologie di questo tipo applicabili alle auto elettriche. Una di queste è il V2G o Vehicle-to-Grid che permette a un'auto elettrica non solo di ricaricarsi dalla rete elettrica, ma anche di restituire energia alla rete quando necessario.

Veicoli che alimentano un'abitazione intera
Leggi ancheElettroWiki | V2H - Cos'è il Vehicle-to-Home?

Come funziona?

Una vettura elettrica compatibile viene collegata a una colonnina bidirezionale esattamente come nel caso del V2H spiegato nel precedente articolo.

In base alle esigenze della rete e alle impostazioni del proprietario, quando l'energia costa poco o è abbondante, ad esempio nelle ore di maggiore produzione da fonti rinnovabili, l'auto si ricarica. Quando invece la domanda di elettricità aumenta, una parte dell'energia accumulata nella batteria può essere immessa nuovamente nella rete.

Il tutto è gestito automaticamente da un sistema che garantisce che il proprietario mantenga sempre una quantità minima di batteria per poter utilizzare l'auto.

I vantaggi di questo sistema, rispetto al V2L che permette di sfruttare la batteria dell'auto per alimentare piccoli, medi o grandi elettrodomestici od utensili, o rispetto al V2H che permette di dare energia alla propria abitazione in caso di necessità, forse non si colgono subito.

Se con il V2L si agisce a livello microscopico, con il V2H ci si sposta ad un livello intermedio. Il V2G invece va visto a livello macroscopico. Non si parla più di farsi un caffè in campeggio o di non far andare a male ciò che abbiamo nel frigorifero, ma di poter essere utili alla collettività.

Il V2G trasforma l'auto elettrica in una sorta di piccola centrale elettrica mobile: invece di essere solo un mezzo di trasporto, può contribuire ad alimentare la rete e a bilanciare la produzione di energia, rendendo il sistema elettrico più efficiente e resiliente. È considerata una delle tecnologie chiave per integrare sempre più fonti rinnovabili nel futuro.

Schema di funzionamento della tecnologia V2G | Elettronauti.it

IMM SCHEMA FUNZIONAMENTO V2G

I vantaggi del V2G

Il primo vantaggio è dato dall'ipotetica possibilità di generare un guadagno. Immaginiamo che il proprietario di un'auto elettrica possa ricevere un compenso per l'energia ceduta o per i servizi di stabilizzazione della rete nel momento di maggiore bisogno.

In secondo luogo ci sarebbe una maggiore stabilità della rete elettrica, soprattutto con una crescente quota di energia rinnovabile come solare ed eolico.

Infine, avremmo un migliore utilizzo delle batterie, che normalmente rimangono inutilizzate per gran parte della giornata quando l'auto è parcheggiata.

Ci sono degli svantaggi?

Ovviamente, per poter utilizzare questa tecnologia è richiesta una vettura compatibile e una colonnina bidirezionale. Ed entrambe ancora poco diffuse.

Sul fronte della batteria, i continui cicli di carica e scarica possono contribuire a un lieve aumento dell'usura, anche se gli studi più recenti indicano che, con una gestione intelligente, l'impatto può essere limitato.

Per ultimo, non ci sono ancora normative uguali per tutti i mercati elettrici europei. Alcuni Paesi sono pienamente sviluppati in questo senso, altri no.

Cosa è necessario?

Essere predisposti al V2G non significa che il V2G sia già utilizzabile ovunque. Servono infatti tre elementi contemporaneamente:

  • un'auto compatibile
  • una wallbox o colonnina bidirezionale certificata (standard CCS e ISO 15118-20)
  • un operatore elettrico e una normativa che consentano l'immissione di energia in rete

Per questo motivo, molti modelli sono tecnicamente compatibili, ma il V2G è attivo solo in alcuni Paesi o tramite progetti pilota.

Modelli che già supportano il V2G

Attualmente le vetture che supporterebbero già oggi questa tecnologia sono:

  • BMW iX3
  • BYD Dolphin (disponibile in alcuni progetti)
  • Ford Capri
  • Ford Explorer
  • Hyundai Ioniq 5 (in sviluppo)
  • KIA EV6 (in sviluppo)
  • KIA EV9 (progetto pilota)
  • Mercedes-Benz CLA
  • Nissan Leaf (la capostipite di questa tecnologia, che con il suo storico connettore ChaDeMo da anni rende possibile il V2G in Giappone, in Europa e nel Regno Unito tramite progetti commerciali)
  • Renault 4 E-Tech
  • Renault 5 E-Tech
  • Renault Mégane E-Tech
  • Renault Scénic E-Tech
  • Tesla Cybertruck (Powershare Grid Support solo negli USA, California e Texas)
  • Volkswagen ID.3
  • Volkswagen ID.4
  • Volkswagen ID.5
  • Volkswagen ID.7

Hyundai, Kia e Tesla hanno l'hardware necessario su diversi modelli, ma l'abilitazione del V2G dipende ancora da aggiornamenti software, certificazioni e accordi con i gestori di rete.

È importantissimo sapere che però l'attivazione dipende dal software installato e dalla disponibilità di infrastrutture compatibili.

Johan Cruijff ArenA

Un esempio particolarmente interessante è quello della Johan Cruijff ArenA di Amsterdam, che integra produzione fotovoltaica, accumulo e ricarica bidirezionale.

Sul tetto dello stadio sono installati oltre 4.200 pannelli solari, per circa 1 MWp, mentre un sistema di accumulo da 3 MW e 2,8 MWh utilizza batterie provenienti dalle Nissan LEAF, in parte di seconda vita.

Johann Cruijff ArenA, schema con gli elementi del restauro che riguardano il fronte energetico | Elettronautil.it

A questo si aggiungono colonnine V2G, che permettono alle auto elettriche collegate di restituire energia alla struttura o contribuire ai servizi di bilanciamento della rete. In questo modo l'ArenA può immagazzinare l'energia solare quando è disponibile, utilizzarla durante i picchi di domanda e sfruttare anche le batterie delle auto come ulteriore risorsa energetica.

E in Italia?

Al momento il V2G è ancora agli inizi. Esistono sperimentazioni e alcuni impianti dimostrativi, ma non è ancora una tecnologia disponibile su larga scala per i privati. Con l'arrivo dello standard ISO 15118-20 e delle prime wallbox bidirezionali CCS, la situazione dovrebbe evolversi rapidamente nei prossimi anni.




Sapere che la propria auto potrebbe essere il fulcro della stabilizzazione della rete in futuro come vi fa sentire?

Fonte

Federico Fumagalli

di

Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

Porta energia nuova alle tue scelte con la nostra consulenza sull'elettrico.

Affidati ai nostri esperti per orientarti al meglio nel mondo della mobilità elettrica. Prenota una consulenza e scopri come trasformare la tua passione per l'elettrico in soluzioni concrete e vantaggiose.