

di Emanuele Oggioni
L'elettrico in Borsa: il punto a inizio maggio
Facciamo il punto su ciò che è successo la prima settimana di maggio sui principali titoli dei produttori di BEV. Le performance sono calcolate sulle chiusure di venerdì 1 maggio e di venerdì 8 maggio 2026; il rendimento dall’inizio dell’anno considera il prezzo di chiusura dell’8 maggio.
Tesla (TSLA)
Tesla ha chiuso la settimana a 428 dollari, in rialzo del 9,6% rispetto ai 390,8 dollari del 1° maggio, ma resta ancora in negativo da inizio anno, di circa il 4,8%, rispetto ai 449,7 dollari di fine 2025. Il rimbalzo è stato alimentato dal ritorno di appetito per i titoli growth, dai dati occupazionali USA migliori del previsto, dal fatto che la Model Y 2026 è stata indicata come primo veicolo a superare i nuovi test NHTSA sugli ADAS e da segnali più solidi dalla Cina, con 79.478 veicoli venduti dallo stabilimento di Shanghai in aprile, +36% anno su anno; sullo sfondo restano però le indagini NHTSA sul Full Self-Driving e la forte concorrenza nel mercato cinese. Ricordiamo che, come già scritto in questa rubrica da tempo, la valutazione del titolo ormai dipende sempre meno dalle sole auto e sempre più dalla promessa sull'AI/robot.

https://elettronauti.it/elettrico-in-borsa-glossario/
Polestar (PSNY)
Polestar è stata la migliore del gruppo nella settimana, con un balzo del 16,4% a 21,5 dollari dai 18,5 dollari del venerdì precedente; da inizio anno il titolo è sostanzialmente invariato, intorno a +0,5% rispetto ai 21,4 dollari di fine 2025. Il mercato ha letto in modo selettivo i conti del primo trimestre: da un lato, volumi record a 13.126 vetture, +7%, e ricavi quasi stabili a 633 milioni di dollari, dall’altro margine lordo negativo, perdita netta ampliata e pressioni da dazi, cambio e prezzi; a sostenere il recupero sono state soprattutto le misure di finanziamento e ricapitalizzazione annunciate dalla società.

VinFast (VFS)
VinFast ha archiviato una settimana poco mossa ma positiva, salendo dell’1,4% a 4,3 dollari dai 4,2 dollari del 1° maggio, mentre il saldo da inizio anno resta robusto, nell’ordine del +25%. Il titolo ha consolidato dopo il recupero delle settimane precedenti, sostenuto dai numeri operativi: nel primo trimestre le consegne preliminari sono salite a 58.577 veicoli elettrici, +61% annuo, mentre nel 2025 la società aveva più che raddoppiato le consegne a 196.919 EV e portato i ricavi a circa 3,6 miliardi di dollari; il prossimo catalyst sarà la pubblicazione dei risultati trimestrali completi.

Lucid (LCID)
Lucid ha perso il 3,1% nella settimana, chiudendo a 6,3 dollari, in calo dai 6,54 dollari del venerdì precedente, e resta tra le più deboli dall'inizio dell'anno, con un calo di circa il 40% rispetto ai 10,6 dollari di fine 2025. A pesare sono stati i risultati trimestrali: ricavi a 282 milioni di dollari, perdita operativa vicina al miliardo, consegne scese a 3.093 unità rispetto al trimestre precedente anche per problemi qualitativi nella supply chain e assenza di una conferma chiara della guidance produttiva 2026; la liquidità disponibile e i nuovi capitali raccolti non sono bastati a compensare le preoccupazioni su domanda (le vendite dei suoi modelli sono sempre inferiori ai targets), costi (difficili da contenere senza le necessarie economie di scala) e visibilità del piano industriale.

NIO (NIO)
NIO ha chiuso la settimana in lieve flessione, -1% a 5,8 dollari dai 5,91 dollari del 1° maggio, ma rimane positiva da inizio anno di circa il 15%. Il titolo ha perso slancio dopo un avvio di settimana favorevole, frenato da prese di profitto e da un report mensile di aprile letto in modo misto dal mercato; il quadro di fondo resta però sostenuto dall’upgrade di HSBC a “Buy”, legato alle attese di crescita dei volumi e al lancio o aggiornamento di numerosi modelli nel 2026 sui marchi NIO, ONVO e FIREFLY, dopo consegne 2025 salite a 326.028 unità, +47% annuo.

Rivian (RIVN)
Rivian ha lasciato sul terreno il 5% nella settimana, scendendo a 14,2 dollari dai 15 dollari del 1° maggio, e da inizio anno arretra di circa il 28% rispetto ai 19,7 dollari di fine 2025. La reazione negativa è arrivata nonostante risultati del primo trimestre migliori delle attese, con perdita operativa rettificata inferiore alle stime, ricavi per 1,4 miliardi di dollari, utile lordo positivo e 10.365 veicoli consegnati: gli investitori hanno guardato soprattutto alla traiettoria di cassa, alla domanda EV statunitense ancora tiepida e all’esecuzione del lancio della R2, mentre la società ha confermato il target 2026 di 62.000-67.000 consegne.
Cosa pensate dell'andamento dei titoli in Borsa rispetto alle performance industriali?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.