Effetto incentivi, a giugno +15% le immatricolazioni auto Boom dell’elettrico in Italia
Arriva l'effetto incentivi e il mercato italiano dell'auto torna a crescere.
In particolare aumentano le immatricolazioni delle full elettriche che raddoppiano al 9% la loro quota. Nel mese di giugno sono state immatricolate 160.046 vetture con un aumento del 15% rispetto allo stesso mese del 2023. Nei primi sei mesi dell'anno - secondo i dati del ministero dei Trasporti - le immatricolazioni sono state 886.386 con un incremento del 5,3% sull'analogo periodo dell'anno scorso. I volumi sono però lontani da quelli del 2019.
Boom dell’elettrico in Italia a giugno
Accelera con forza il mercato italiano delle auto elettriche. A giugno, mese che ha visto l’entrata in vigore del nuovo Ecobonus, sono state infatti immatricolate nella Penisola 13.285 nuove vetture full electric (+115,8% rispetto allo stesso mese del 2023), con una quota di mercato in crescita fino all’8,3% (dal 4,4% del giugno 2023). Nel primo semestre sono 34.709 le vetture elettriche registrate in Italia, in aumento del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2023, con una market share pari al 3,9% (in linea con i primi sei mesi dell’anno scorso). Al 30 giugno il parco circolante elettrico italiano si attesta a 251.023 auto.

"Con l'apertura della piattaforma per la prenotazione degli incentivi il 3 giugno scorso – afferma il presidente dell'UNRAE, Michele Crisci – il mercato ha avuto una buona accelerazione. Purtroppo, essendo questi terminati in sole nove ore, moltissimi acquirenti interessati non hanno potuto usufruirne. Lo stanziamento di poco più di 200 milioni del fondo per la fascia 0-20 g/Km di CO2 – continua Crisci – si è dimostrato insufficiente per coprire tutte le richieste dei clienti, una situazione che si riflette oggi sulle acquisizioni di nuovi ordini, sostanzialmente in stallo. Pertanto, ci aspettiamo che i 240 milioni di fondi residui già stanziati per gli incentivi, possano prontamente essere resi disponibili dal Governo, al fine di favorire la transizione energetica e ridurre il perdurante gap con i mercati più evoluti. È urgente che il Governo indichi quanto prima quale direzione vuole percorrere per favorire il percorso di transizione, sia per il necessario e attuale rifinanziamento del fondo, sia sulla strategia da seguire nei prossimi 2-3 anni".
Michele Crisci, presidente UNRAE
"Per accelerare la transizione energetica – ribadisce UNRAE – assume una rilevanza fondamentale la revisione del trattamento fiscale delle auto aziendali, agendo sulla detraibilità dell'IVA e sulla deducibilità dei costi, da parametrare alle emissioni di CO2, oltre alla riduzione del periodo di ammortamento a 3 anni, percorso realizzabile attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale."
"UNRAE auspica – sottolinea Crisci – che vengano convocati al più presto i tavoli interministeriali dedicati alla fiscalità, al fine di rivedere il regime tributario delle vetture aziendali. Da tempo chiediamo che tale revisione venga inclusa quanto prima nei decreti attuativi della Delega Fiscale. Ciò è fondamentale per rilanciare la competitività delle imprese del settore automotive, nonché per valorizzare il contributo che le stesse – grazie al veloce ricambio dei veicoli aziendali – possono fornire per accelerare il rinnovo del parco circolante, contribuendo alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza stradale."
HEV batte benzina nei primi 6 mesi
Analizzando nel dettaglio le immatricolazioni per alimentazione, le autovetture a benzina vedono il mercato di giugno in aumento del 6,9%, con quota al 26,6%, mentre le diesel calano del 18,3%, con quota al 13%. Nel primo semestre 2024, le immatricolazioni di auto a benzina aumentano del 14% e quelle delle auto diesel calano del 20,5%, rispettivamente con quote di mercato del 30,5% e del 14,5%.

Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano, nel solo mese di giugno, il 60,4% del mercato con volumi in crescita del 31% rispetto a quelli di giugno 2023; nel cumulato, crescono del 10,1% con una quota del 55,1%. Nel dettaglio, le ibride non ricaricabili (Hev) incrementano del 27,2% nel mese con una quota del 38,4%; nel cumulato crescono del 15,6% con una quota del 38,7%.
Analisi per Segmento
L'analisi della segmentazione mostra in giugno un forte incremento dei volumi delle berline e dei SUV del segmento A, che salgono rispettivamente al 12,5% e al 2,9% del totale mercato.
Nel segmento B cresce la quota delle berline al 22,3%, mentre flette quella dei SUV al 24,3% di share.
Nel segmento delle medie (C) calano leggermente in volume sia le berline che i SUV, fermandosi rispettivamente al 4,6% e 18,5% di quota.

Recuperano le berline del segmento D, al 2,5%, mentre cedono in quota i Suv al 5,9% di share. Nell'alto di gamma rimangono stabili in quota le berline allo 0,2% e i SUV all'1,5%. Infine, le station wagon rappresentano il 2,5% del totale, gli MPV l'1,8% e le sportive lo 0,6%.
Stellantis perde ancora quote di mercato
Sul fronte dei produttori, secondo i dati elaborati da Dataforce, Stellantis ha immatricolato in Italia 48.254 auto a giugno, in crescita dell'11,3% rispetto allo stesso mese del 2023. La quota di mercato è in calo dal 31,1% al 30,1%. Nei sei mesi le auto vendute dal gruppo sono 283.642, in aumento dell'1,5% sullo stesso periodo dell'anno scorso.
Secondo l’analisi di Dataforce, gli incrementi delle immatricolazioni più elevati sono stati quelli di Citroen (+67,26% a 8.114 unità), Honda (+68,7% a 803 unità), Mitsubishi (+128,75% a 183 unità), Subaru (+93,42% a 706 unità) e Tesla (+185,15% a 4.993 unità). Tra le flessioni maggiori in termini percentuali, invece, ci sono Alfa Romeo (-55,02% a 1.358 unità), Jaguar (-69,02% a 79 unità) e Lynk&Co (-90,4% a 31 unità).

"Dopo la contrazione registrata a maggio (-6,6%), a giugno il mercato auto italiano riparte con un rialzo a doppia cifra sulla spinta del tanto atteso nuovo ecobonus. L'impatto dei nuovi incentivi sul mercato deriva sia dall'effetto attesa con la forte frenata, da gennaio scorso, delle immatricolazioni di auto ricaricabili, sia dalla maggiore attrattività economica e inclusività nei confronti di tutte le categorie di acquirenti delle formule di incentivazione rinnovate rispetto al passato. Ci auguriamo che l'andamento delle vendite possa mantenersi positivo anche nei prossimi mesi, così da controbilanciare la fisiologica riduzione dei volumi tipica dei mesi estivi, e che possa contribuire, soprattutto, a una crescente diffusione delle nuove tecnologie green e una più rapida sostituzione dei vecchi veicoli in circolazione. Ora che si avviano alla conclusione i lavori del Tavolo Sviluppo Automotive al Mimit, dedichiamo la massima attenzione alla definizione delle priorità di intervento sui temi dell'incremento della produzione locale, della competitività produttiva, dell'attrazione di investimenti produttivi e nuove tecnologie sul territorio e della riconversione delle competenze e sviluppo occupazionale".
Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia
"Circa il 33% degli acquirenti interessati all'acquisto di un'auto elettrica BEV è rimasto senza incentivi. In un recente incontro al Mimit abbiamo chiesto, oltre a un rifinanziamento della fascia con più basse emissioni limitata ai cittadini, un approfondimento su quanto accaduto il 3 giugno scorso, giorno di apertura della piattaforma per l'inserimento delle prenotazioni, per comprendere un fenomeno quanto mai insolito per il mercato italiano, soprattutto alla luce delle dinamiche finora osservate. Vedremo l'impatto di questa nuova edizione degli incentivi statali nelle immatricolazioni che verranno registrate nei prossimi mesi e fino a marzo 2025 ma è chiaro che senza una condivisione della strategia di come supportare le tecnologie più pulite, anche considerando gli effetti negativi sui prezzi determinati dall'incremento aggiuntivo dei dazi sulle auto elettriche importate dalla Cina, gli interrogativi che gravano pesantemente sulla transizione ecologica, rimangono insoluti. Per offrire un quadro di azione virtuoso, stimolare in modo strutturale la domanda interna e accelerare sullo svecchiamento e sulla sicurezza del parco circolante, evitare una disparità delle condizioni di mercato per effetto di incentivazioni che funzionano a singhiozzo e una perdita di competitività lungo la filiera, serve un segnale chiaro da parte del governo. Come opportunamente evidenziato nelle raccomandazioni della Commissione europea pubblicate lo scorso 19 giugno sulle politiche di bilancio specifiche per l'Italia occorre intervenire sul sistema fiscale italiano allineando la tassazione per le auto aziendali".
Massimo Artusi, il presidente di Federauto, la federazione dei concessionari auto
Cosa ne pensate gli incentivi saranno davvero la soluzione al rilancio delle auto elettriche?
di
Andrea Pugliese

