EBRO, il pick-up e furgone che deriva dalla Nissan Navara
Il marchio spagnolo EBRO potrebbe riportare in vita un progetto rimasto per anni in secondo piano. Si tratta di una pick-up e di un furgone completamente elettrici, entrambi derivati dalla Nissan Navara e dalla Nissan e-NV200. L'idea non è nuova. Risale infatti ai primi anni della rinascita del marchio.
Le origini del progetto EBRO
Il rilancio di EBRO cominciò alcuni anni fa proprio con questi due veicoli. Venivano costruiti nell'ex stabilimento Nissan della Zona Franca di Barcellona, oggi ribattezzato EBRO Factory. Riattivare l'impianto con modelli già collaudati era una scelta pratica. Tuttavia, gli equilibri sono cambiati in fretta.
L'arrivo di Chery cambia le priorità
L'ingresso del colosso cinese Chery come partner tecnologico ha spostato l'attenzione di EBRO altrove. Dalla fine del 2024, infatti, lo stabilimento catalano produce SUV con marchio riadattato della serie Tiggo. A breve la fabbrica assemblerà anche le Omoda 5 elettriche e le Jaecoo 5 elettriche.
All'inizio la EBRO Factory montava veicoli partendo da kit quasi completi importati dalla Cina. Da qualche mese, però, è attiva una linea di montaggio completo. Qui nascono i modelli S400 e S700, i più venduti della gamma. L'introduzione della pick-up e del furgone comporterebbe l'apertura di una seconda linea produttiva. I tempi previsti vanno dal 2029 al 2031.
Perché EBRO vuole tornare alla Navara

Con questa mossa, EBRO punterebbe a sfruttare l'accordo di cessione dei brevetti relativi a Navara ed e-NV200.
L'obiettivo è ridurre la dipendenza industriale da Chery. Secondo quanto riportato da La Tribuna de Automoción, i sindacati guardano con diffidenza a questo rilancio. Il motivo è duplice. Da un lato, entro la fine del decennio questi modelli rischiano di risultare superati dal punto di vista tecnologico.
Verniciatura e saldatura arrivano a Barcellona
Pedro Calef, CEO di EBRO, aveva confermato in passato che l'azienda stava valutando di affidarsi a Chery per aggiornare Navara ed e-NV200.
Non è ancora chiaro se questa sarà la strada scelta. In alternativa, EBRO potrebbe puntare su tecnologia propria. Va ricordato che la versione elettrica della Navara firmata EBRO utilizzava già un sistema di propulsione sviluppato internamente.
A metà ottobre, EBRO avvierà a Barcellona le fasi di verniciatura e saldatura. Attualmente la linea di montaggio completo lavora solo su carrozzerie già finite. Questo passaggio segna quindi un salto di qualità industriale non trascurabile. Le stime parlano di 25.000-30.000 veicoli assemblati nella EBRO Factory nel corso del 2026.

Il primo modello elettrico EBRO in arrivo entro fine anno

Parallelamente al progetto pick-up e furgone, EBRO prepara il lancio della sua prima auto elettrica.
Il modello si baserà sulla Chery QQ3 e debutterà entro la fine del 2026.
Calef ha descritto questa vettura come una risposta diretta all'evoluzione del mercato. Ha parlato di una soluzione elettrica accessibile, pensata per l'uso reale dei clienti. Il target sono gli automobilisti che cercano efficienza e funzionalità, senza una elettrificazione complicata.
Uno stabilimento in piena trasformazione
Lo stabilimento di Barcellona, di conseguenza, sta vivendo una fase di trasformazione profonda. Da semplice sito di assemblaggio di kit cinesi, sta diventando una fabbrica capace di gestire l'intero ciclo produttivo. In parallelo, il marchio EBRO cerca un equilibrio tra le richieste del partner cinese Chery e la volontà di recuperare progetti storici legati alla tradizione industriale spagnola. Grazie a questo doppio binario, il futuro dei veicoli commerciali derivati da Navara e NV200 resta aperto, anche se non immediato.
Voi cosa ne pensate? Un ritorno della pick-up e del furgone EBRO basati su Navara ed e-NV200 avrebbe ancora senso nel 2029, o il mercato dei veicoli commerciali elettrici sarà troppo cambiato per accoglierli?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

