Dazi: l’industria dell'auto tedesca in allarme: "Le tariffe di Trump una provocazione, rischio di guerra commerciale"
Le minacce del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di imporre dazi del 25% sulle importazioni di automobili preoccupano l'industria automobilistica tedesca.
L’associazione di settore VDA (Verband der Automobilindustrie) ha definito la mossa una "provocazione" e ha sollecitato l'Unione Europea a trovare un accordo con quello che rappresenta il principale mercato di esportazione per le case automobilistiche tedesche.
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Le tariffe come strumento di negoziazione sono una scelta sbagliata. Il rischio di un conflitto commerciale globale con ripercussioni negative sull’economia mondiale è elevato.
Hildegard Müller, presidente della VDA
Una posizione condivisa anche dalla Camera di commercio e industria tedesca (DIHK).
Il responsabile del commercio estero, Volker Treier, ha avvertito che i dazi sulle automobili annunciati da Trump colpirebbero duramente l’industria tedesca in un momento già delicato. "È una strada già accidentata", ha affermato.
Un mercato strategico a rischio
Secondo i dati di VDA e DIHK, gli Stati Uniti rappresentano il 13% delle esportazioni di automobili tedesche, più di qualsiasi altro paese, inoltre, le aziende del settore dai produttori ai fornitori danno lavoro a 138.000 persone negli USA.
Il 18 febbraio, Trump ha ribadito l’intenzione di applicare tariffe del 25% sulle importazioni di auto, oltre a misure simili per semiconduttori e prodotti farmaceutici.
Il presidente aveva già ipotizzato l’entrata in vigore dei dazi sulle automobili a partire dal 2 aprile.
L’industria automobilistica teme che un’escalation di tariffe tra Stati Uniti e Unione Europea possa innescare una guerra commerciale dagli effetti devastanti.
Il protezionismo non è una soluzione, ma un freno alla crescita economica su entrambe le sponde dell'Atlantico.
Volker Treier, responsabile del commercio estero
Tra le proposte emerse, c’è quella di Bruxelles di ridurre i dazi sulle importazioni di auto dagli USA, abbassandoli dal 10% al 2,5% per allinearli alla tassazione statunitense, che però prevede un’imposta separata del 25% sui pick-up.
Negli Stati Uniti, lo scorso anno sono stati importati circa 8 milioni di veicoli tra auto e camion leggeri, pari alla metà delle vendite complessive del settore.
I colossi tedeschi come BMW, Mercedes-Benz e Volkswagen, insieme a marchi asiatici come Hyundai, sarebbero tra i più colpiti dalle nuove tariffe.
L’industria automobilistica europea potrebbe perdere quote di mercato, poiché molte aziende non sarebbero in grado di scaricare i costi sui consumatori né di assorbirli internamente, considerati i margini di profitto già ridotti.
Rella Suskin, analista di Morningstar
L’Unione Europea si trova dunque di fronte a una scelta cruciale: cedere alle pressioni di Trump o rischiare una nuova crisi commerciale con il suo principale partner economico.
Cosa ne pensate della guerra dei dazi?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

