
di Andrea Cornali
I nuovi dazi frenano il mercato dei veicoli elettrici cinesi in ritirata dall'Europa
Le case automobilistiche cinesi hanno registrato a novembre la loro quota più bassa di mercato europeo dei veicoli elettrici degli ultimi otto mesi a causa dei dazi.
L'introduzione di nuovi dazi fino al 35% sui costi di importazione ha influito significativamente sulle immatricolazioni, scese al 7,4%, rispetto all'8,2% di ottobre, secondo il ricercatore Dataforce.
L’Unione Europea ha reso permanenti le nuove tariffe alla fine di ottobre, dopo un’indagine che ha rilevato un uso improprio di aiuti di Stato da parte della Cina per favorire la propria industria dei veicoli elettrici.

La misura ha portato l’aliquota complessiva al 45% per alcuni produttori, tra cui SAIC, azienda statale cinese proprietaria di MG.
Quest’ultima, un tempo leader delle vendite in Europa tra le case automobilistiche cinesi, ha registrato un calo del 58% nelle immatricolazioni rispetto all'anno precedente, secondo i dati di JATO Dynamics.
BYD in ascesa nonostante la frenata generale causata dai dazi

Mentre MG soffre, BYD continua a guadagnare terreno, a novembre le sue immatricolazioni in Europa sono più che raddoppiate, raggiungendo quota 4.796 veicoli.
BYD sta conquistando il mercato, mentre MG sta affrontando importanti battute d'arresto
Julian Litzinger, analista di Dataforce
La crescita di BYD sembra più sostenibile, con quasi l'80% delle vendite attribuite a clienti privati e flotte aziendali.
Le ripercussioni dei dazi sul mercato europeo
I nuovi dazi, introdotti per proteggere le case automobilistiche locali in paesi come Germania, Francia e Italia, mirano a contrastare i vantaggi di costo delle batterie cinesi.
Tuttavia, la loro implementazione ha avuto un impatto più contenuto del previsto, frenando solo parzialmente l’espansione cinese.
In Germania e Francia, le immatricolazioni di veicoli elettrici cinesi si sono più che dimezzate a novembre, ma il Regno Unito, fuori dall'UE e non soggetto ai nuovi dazi, ha registrato un aumento del 17% anno su anno.
Il futuro delle auto elettriche cinesi in Europa
Nonostante le difficoltà, le case automobilistiche cinesi stanno cercando di adattarsi, BYD ha annunciato piani per una fabbrica in Ungheria, mentre Chery punta a rafforzare la sua presenza in Spagna e Italia.
La transizione ai veicoli elettrici, un tempo considerata inevitabile, sta rallentando e diventando più imprevedibile, spingendo i produttori globali a rivedere strategie, gamme di modelli e strutture produttive.
Nel frattempo, le esportazioni globali di veicoli elettrici dalla Cina hanno subito un calo del 19% a novembre rispetto all'anno precedente, con un -23% verso l'UE.
La questione dei prezzi competitivi, alimentata dal minor costo delle batterie, continua a generare tensioni protezionistiche, evidenziando la sfida di bilanciare innovazione e salvaguardia del mercato locale. Voi cosa ne pensate?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

