
di Andrea Cornali
La Croazia lancia il primo robotaxi europeo a basso costo
La mobilità autonoma entra ufficialmente in una nuova fase in Europa. La Croazia ha infatti avviato il primo servizio commerciale di robotaxi accessibile al pubblico nel continente, trasformando Zagabria in un laboratorio reale della guida autonoma.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra la startup croata Verne, il colosso cinese Pony.ai e il produttore automobilistico cinese BAIC. Dietro l’iniziativa c’è anche il supporto dell’imprenditore croato Mate Rimac, fondatore di Rimac Automobili e figura chiave nello sviluppo delle hypercar elettriche europee.
Come funziona il servizio robotaxi
Il servizio è già operativo nella capitale croata con una flotta iniziale di dieci SUV elettrici Arcfox Alpha T5 prodotti da BAIC Group. I veicoli utilizzano la piattaforma autonoma di Pony.ai, azienda specializzata nello sviluppo della guida senza conducente.
Le auto si muovono autonomamente all’interno di un’area operativa che copre circa 90 chilometri quadrati, includendo anche l’aeroporto internazionale di Zagabria. Gli utenti possono prenotare le corse direttamente tramite l’applicazione Verne, mentre in futuro il servizio verrà integrato anche nella piattaforma Uber.
Ogni corsa costa appena 1,99 euro, un prezzo estremamente competitivo rispetto ai taxi tradizionali e ai servizi di ride sharing presenti nelle grandi città europee. Questa strategia potrebbe accelerare l’adozione della mobilità autonoma tra i cittadini.
Sicurezza ancora sotto controllo umano
Anche se il sistema guida il veicolo in completa autonomia, le normative europee impongono ancora la presenza di un operatore di sicurezza all’interno dell’auto. Il conducente non interviene normalmente durante il viaggio, ma resta pronto a prendere il controllo in caso di necessità.

Secondo le prime testimonianze raccolte durante i test pubblici, i robotaxi riescono già a gestire scenari urbani complessi. I veicoli sorpassano automobili lente, evitano ostacoli improvvisi e affrontano senza problemi le strette strade del centro storico di Zagabria.
Perché la Croazia ha battuto il resto d’Europa
Molti osservatori si aspettavano che il primo servizio robotaxi europeo sarebbe arrivato nel Regno Unito, in Germania oppure in Francia. Invece la Croazia ha sorpreso tutti grazie a una regolamentazione più flessibile e alla presenza del gruppo Rimac, che da anni collabora con le autorità locali sul fronte dell’innovazione automobilistica.
Il CEO di Verne, Marko Pejković, ha confermato che oltre 300 persone utilizzano già il servizio, mentre circa 4.000 utenti risultano in lista d’attesa. Questo dato dimostra che l’interesse per la guida autonoma sta crescendo rapidamente anche in Europa.
La sfida europea contro Waymo e Tesla
L’avvio del servizio croato rappresenta un segnale importante per l’intera industria automotive europea. Negli Stati Uniti, aziende come Waymo e Tesla stanno accelerando lo sviluppo della guida autonoma, mentre la Cina continua a investire miliardi di euro nel settore.
L’Europa rischiava di restare indietro nella corsa ai robotaxi. Il progetto Verne dimostra invece che anche il mercato europeo può diventare protagonista nella nuova mobilità intelligente. Pony.ai ha inoltre dichiarato di voler espandere il servizio in oltre 20 città mondiali entro la fine del 2026.
Un nuovo modello di trasporto urbano
Il debutto dei robotaxi in Croazia potrebbe cambiare profondamente il trasporto urbano nei prossimi anni. Costi più bassi, riduzione del traffico e maggiore efficienza rappresentano alcuni dei vantaggi principali della mobilità autonoma.
Restano però aperte molte domande sulla sicurezza, sulla gestione normativa e sull’impatto occupazionale per i conducenti professionisti. Le prossime sperimentazioni europee saranno decisive per capire se i robotaxi riusciranno davvero a diventare parte della vita quotidiana.
Secondo te i robotaxi potranno davvero sostituire i taxi tradizionali nelle città europee nei prossimi anni?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.