
di Andrea Cornali
Crisi Nexperia, l’Europa rischia il blocco nella produzione di auto
L’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) ha espresso forte preoccupazione per una possibile interruzione della produzione di veicoli in Europa.
Il motivo? La crisi legata alla fornitura dei chip Nexperia, fondamentali per i sistemi elettronici dei veicoli moderni.
Il 10 ottobre, i costruttori e i fornitori del settore hanno ricevuto da Nexperia una comunicazione che annunciava difficoltà nel garantire le consegne.

L’azienda olandese, di proprietà cinese, produce semiconduttori ad alto volume usati in centraline e componenti chiave dei veicoli.
Senza questi chip, i fornitori europei non possono produrre parti essenziali, mettendo a rischio la catena produttiva dell’intera industria automobilistica europea.
Scorte limitate e tempi lunghi per sostituire i fornitori
Nonostante alcune aziende si stiano già approvvigionando da produttori alternativi, la sostituzione non è immediata. L’omologazione di nuovi chip richiede mesi di test e certificazioni, nel frattempo, le scorte di chip Nexperia potrebbero esaurirsi nel giro di poche settimane.
Le case automobilistiche hanno lavorato per diversificare le forniture, ma il rischio zero non esiste.
Sigrid de Vries, direttrice generale di ACEA
Servono soluzioni rapide e coordinate a livello internazionale.
Le reazioni dell’industria, Volkswagen in prima linea
Volkswagen ha lanciato un allarme interno riguardo a possibili interruzioni della produzione. Le restrizioni imposte dalla Cina all’esportazione dei chip Nexperia hanno già avuto effetti sul mercato, il titolo del gruppo tedesco ha chiuso in calo del 2,17% a Francoforte. Un portavoce di Volkswagen ha spiegato alla CNBC che, pur non trattandosi di un fornitore diretto, i chip Nexperia sono presenti in componenti acquistati da fornitori terzi.
Siamo in contatto con tutte le parti coinvolte per prevenire rischi e adottare misure tempestive.
Portavoce Volkswagen
Tuttavia, non si escludono effetti a breve termine sulla produzione auto.
La disputa geopolitica tra Paesi Bassi e Cina
Il governo olandese ha assunto il controllo di Nexperia, invocando una legge risalente alla Guerra Fredda per motivi di sicurezza nazionale.
La mossa, vista da molti come una “nazionalizzazione mascherata”, ha provocato una dura reazione di Pechino, che ha imposto restrizioni all’export dei prodotti finiti dell’azienda.
Il risultato è un’escalation geopolitica che minaccia direttamente la filiera automotive europea. ACEA teme che la situazione possa tradursi in “significative restrizioni alla produzione nel prossimo futuro”.
Le contromosse di Pechino e il caos interno a Nexperia
La risposta della Cina è arrivata su due fronti, da un lato, il governo ha vietato a Nexperia di esportare determinati prodotti fabbricati in Cina.
Dall’altro, il management cinese della società ha pubblicato un comunicato interno dichiarando la propria autonomia operativa rispetto alla nuova dirigenza imposta da L’Aia.
Una ribellione aziendale senza precedenti che rischia di spaccare in due la società, con effetti immediati sulla distribuzione globale dei semiconduttori.
Le alternative possibili per l’industria europea
Nonostante le difficoltà, esistono alternative di fornitura, alcuni produttori possono supplire, almeno parzialmente, alla mancanza di chip Nexperia, Infineon Technologies, STMicroelectronics, ON Semiconductor e Vishay sono tra i principali candidati.
Tuttavia, il passaggio a nuovi fornitori di semiconduttori richiede tempi lunghi di omologazione e test.

Anche se i chip Nexperia non sono componenti altamente sofisticati, la loro assenza può comunque fermare la produzione di moduli essenziali.
Prospettive a breve e medio termine
Nel breve periodo, diversi costruttori sono in allerta, le scorte disponibili potrebbero bastare solo per poche settimane.
Nel medio termine, si punta a qualificare nuovi fornitori, ma servirà tempo.
A lungo termine, la crisi Nexperia evidenzia la necessità di una strategia industriale europea più resiliente, diversificazione delle forniture, rafforzamento della produzione interna e investimenti in semiconduttori strategici.
La cosiddetta “Guerra dei chip” mostra ancora una volta quanto l’industria europea sia vulnerabile alle tensioni geopolitiche globali. La dipendenza da fornitori esterni per componenti chiave è un nodo strutturale che il Vecchio Continente dovrà affrontare con decisione.
Secondo voi, l’Europa riuscirà davvero a rendersi indipendente dai chip stranieri prima di una nuova crisi?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.


