

di Gianfranco Franzoni
Come funziona il controllo remoto dei robotaxi: il caso Waymo ed i piani di Tesla ad Austin
I robotaxi stanno conquistando sempre più spazio nelle città americane e cinesi, ma pochi sanno davvero cosa accade quando un veicolo a guida autonoma incontra un imprevisto. Chi decide il percorso? Cosa succede se la vettura si blocca? Dietro ogni corsa senza conducente si nasconde una rete di centri operativi di controllo remoto, pronti a intervenire in caso di emergenza. Vediamo come funzionano i sistemi di Waymo, Cruise, Baidu Apollo, AutoX e i piani annunciati da Tesla ad Austin.


Il sistema di controllo remoto dei robotaxi Waymo
Waymo, società controllata da Alphabet (Google), è tra i pionieri della guida autonoma. I suoi veicoli di livello 4 SAE operano senza conducente in aree urbane circoscritte, ma restano costantemente collegati a un centro di controllo remoto.
Da Phoenix e San Francisco, gli operatori supervisionano ogni veicolo attraverso:
- dati telemetrici in tempo reale
- feed video delle telecamere esterne
- stato diagnostico dei sistemi di bordo
In caso di situazioni impreviste — come lavori stradali non segnalati, incidenti o ostacoli improvvisi — il veicolo può inviare una richiesta d’assistenza. Gli operatori remoti non guidano fisicamente il robotaxi, ma possono:
- dare l’autorizzazione a riprendere la marcia
- ordinare una sosta di sicurezza
- suggerire una deviazione o un cambio di percorso.

Tutto avviene tramite comandi discreti di alto livello, mai attraverso un controllo diretto in stile videogioco. Il 99% delle corse Waymo avviene comunque senza intervento umano.
Cruise: gestione simile e criticità emerse
Anche Cruise, controllata da General Motors, utilizza una rete di Remote Assistance Specialists attivi nelle sue sedi operative a San Francisco, Phoenix e Austin.
Il principio di funzionamento è lo stesso di Waymo:
- Supervisione continua dei veicoli autonomi di livello 4
- Intervento remoto solo in caso di anomalie
- Invio di comandi di stop, reroute o reset in sicurezza
Tuttavia, Cruise ha affrontato diversi problemi operativi. Alcuni blackout di rete o errori software hanno causato il blocco simultaneo di più veicoli in mezzo alla carreggiata, mettendo in evidenza i limiti del telecontrollo in ambienti urbani complessi.

Baidu Apollo e AutoX: il modello cinese
In Cina, le aziende Baidu Apollo e AutoX gestiscono robotaxi di livello 4 con una logica molto simile.
I centri di controllo remoto a Pechino, Wuhan e Shenzhen ricevono dati in tempo reale da ogni veicolo e possono impartire comandi discreti come:
- Sosta immediata
- Deviazione su itinerari alternativi
- Invio del veicolo in parcheggio sicuro
Anche in questo caso, non si tratta di guida da remoto, ma di assistenza decisionale in caso di imprevisti.

Tesla e i robotaxi a guida autonoma di Austin
Elon Musk ha annunciato che a partire dalla seconda metà del 2025, Tesla lancerà ad Austin un servizio di robotaxi di livello 4-5 senza volante né pedali, ma al momento, in cui siamo già entrati nella seconda metà dell'anno, i robotaxi in circolazione nella città texana, sono normali Model Y.
Nello scenario annunciato, è previsto un controllo remoto via cloud, gestito da un Remote Operations Center che potrà intervenire solo in caso di emergenza, inviando:
- Comandi di stop
- Suggerimenti di itinerario
- Autorizzazioni alla ripresa della marcia
Tesla punta a ridurre al minimo questi interventi, affidandosi a una rete neurale centralizzata (Dojo) in grado di apprendere automaticamente dai casi anomali e di adattarsi in tempo reale alle variabili stradali.
Un dato fondamentale: nessun robotaxi nel mondo viene pilotato direttamente da remoto in tempo reale come se fosse un videogame. Tutti gli interventi remoti sono limitati a comandi di alto livello, eseguiti dai sistemi di guida autonoma a bordo, in sicurezza.
https://elettronauti.it/tesla-inaugura-servizio-robotaxi-austin/

https://elettronauti.it/elettrowiki-robotaxi/
Centri operativi e struttura Waymo
I centri operativi di Waymo somigliano a moderne sale di controllo aeroportuali, con decine di schermi, postazioni per gli operatori e server per la gestione dei flussi video e dei dati telemetrici.
Nelle aree di sosta e ricarica, la flotta di robotaxi viene monitorata e sottoposta a manutenzione, sempre sotto il controllo della sala operativa centrale.

Conclusione
https://elettronauti.it/guida-autonoma-pronta-ex-tesla-invita-alla-prudenza/
La diffusione dei robotaxi richiede non solo tecnologie di guida autonoma sempre più affidabili, ma anche infrastrutture di supervisione e assistenza remota efficienti.
Mentre Waymo e gli altri operatori perfezionano i propri sistemi, Tesla si prepara al debutto di una flotta autonoma ad Austin, con un controllo remoto basato su cloud e apprendimento automatico.
Il futuro della mobilità autonoma passa necessariamente da qui: auto senza conducente ma con un occhio umano sempre pronto a intervenire, anche a chilometri di distanza.
Le criticità principali restano:
- l’affidabilità della connettività di rete
- la latenza nella trasmissione dei dati
- la sicurezza delle comunicazioni e delle infrastrutture di controllo remoto
Voi vi sentireste sicuri a salire su un robotaxi senza conducente, sapendo che in caso di emergenza il controllo è affidato a un operatore remoto a chilometri di distanza?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.
