
Comunità energetiche, Sienaenergie contesta ritardi e burocrazia del Gse
Sienaenergie contesta la gestione delle comunità energetiche rinnovabili da parte del Gse, indicando ritardi nelle pratiche, complessità burocratiche e criticità nella riscossione degli incentivi. Il presidente Alessandro Vigni descrive i rapporti con il Gestore come uno “scoglio insormontabile” e chiede una semplificazione delle procedure.
Attese di mesi per pratiche e incentivi
Secondo Vigni, sebbene le norme prevedano l’esame delle istanze di attivazione entro tre mesi, per ricevere una prima risposta servirebbero almeno sei-otto mesi. Anche l’ingresso o l’uscita degli associati da una comunità resterebbe bloccato fino alla conclusione delle pratiche precedenti.
Le contestazioni riguardano anche i pagamenti: sempre secondo il presidente di Sienaenergie, i bonifici degli incentivi arriverebbero dopo oltre un anno e sarebbero accompagnati da dati difficili da interpretare. I gestori delle Cer dovrebbero quindi ricostruire le informazioni contabili necessarie per distribuire le somme ai singoli cittadini.
Al momento delle informazioni disponibili, una replica del Gse alle critiche era stata richiesta ma non risultava ancora inclusa. Le valutazioni sui ritardi e sull’organizzazione del sistema restano quindi attribuite a Vigni.
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I rischi indicati per i pacchetti tutto compreso
Vigni invita inoltre a valutare con attenzione le offerte commerciali che comprendono pannelli, inverter, batterie e iscrizione a una comunità energetica. A suo giudizio, l’adesione a una Cer priva di consumatori collegati alla cabina primaria di riferimento potrebbe impedire l’accesso all’incentivo.
Il presidente segnala anche casi nei quali i venditori riceverebbero la delega per cedere l’energia immessa in rete al miglior offerente tra i grandi operatori. Tra le modifiche richieste figurano una procedura più semplice per consentire al prosumer di uscire da queste situazioni, l’eliminazione della fotografia della targhetta di ogni pannello e una maggiore tolleranza tra il voltaggio effettivo e quello riportato nel progetto iniziale.
Vigni stima inoltre che il 50% dei cittadini che hanno installato impianti in buona fede sia coinvolto in contenziosi con gli installatori e non riesca ad accedere agli incentivi ventennali. La percentuale rappresenta una sua stima e non un dato verificato indipendentemente.
I movimenti Cer chiedono un nuovo incontro
Sienaenergie, attiva da quattro anni, aderisce al Movimento nazionale Cers. Quest’ultimo e il Coordinamento Cers Lazio hanno avviato un dialogo con Gse e Mase dopo due manifestazioni organizzate prima dell’estate, ottenendo l’apertura di un tavolo di confronto diretto che dovrebbe riunirsi periodicamente.
Riccardo Troisi, presidente del Coordinamento Cers Lazio, afferma però che al momento non sarebbero visibili risultati concreti. Le contestazioni riguardano anche il funzionamento del sito del Gse e risposte giudicate lente o non adeguate alle richieste delle comunità.
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I movimenti auspicano un nuovo incontro con il Gse nel corso di settembre, seguito eventualmente da un appuntamento con il Mase. Con il ministero intendono affrontare la situazione degli incentivi, la scadenza del 31 dicembre 2027 prevista dal Dm Cacer e il rifinanziamento delle misure destinate alle Cer. L’incontro, nelle informazioni disponibili, non risulta ancora confermato.
Una domanda per voi
Quali procedure dovrebbero essere semplificate per rendere più efficiente il rapporto tra comunità energetiche e Gse?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

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