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Come non promuovere il trasporto pubblico
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Come non promuovere il trasporto pubblico

5 min.

Di recente ha fatto notizia la comparsa a Milano, più precisamente nella stazione della metro M3 di San Donato Milanese, dei nuovi tornelli "anti-salto" per impedire l'accesso ai furbetti che scavalcano le soglie di ingresso di ATM, l'azienda di trasporto pubblico milanese. 

Le parole del presidente della sottocommissione mobilità attiva del comune di Milano

Contro questa scelta si è scagliato Marco Mazzei, presidente della sottocommissione mobilità attiva facente parte del Consiglio del sindaco Sala. 

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Secondo la sua visione futuristica ed europeistica della mobilità pubblica non ci dovrebbero essere maxi tornelli, ma l'accesso al trasporto pubblico milanese dovrebbe costare di più a chi ha maggiore disponibilità economica. Quindi biglietti più cari e assenza di barriere di ingresso, i tornelli, piccoli o maxi che siano.

Il presidente della sottocommissione mobilità attiva si ispira a Berlino e ad altre città europee per la sua visione. 

Premetto che so di scrivere qualcosa di impopolare, ma io non riesco ad appassionarmi alle gabbie. Fin da quando questo tema dei super tornelli è emerso nelle commissioni e poi in consiglio, io ho manifestato perplessità. Perché sogno una Milano che assomigli a Berlino e soprattutto: ci credo. Credo che possiamo diventare una comunità che non ha bisogno di blindare le metropolitane così come non ha bisogno di mettere cancelli alti per 'proteggere' un parco o un'aiuola. Quelli che vogliono recintare tutto sono altri, sono altre forze politiche che, legittimamente, portano avanti un certo tipo di modello di città.
Marco Mazzei, presidente della sottocommissione mobilità attiva

L'esempio tedesco di Berlino

Io a Berlino ci sono stato più volte e seppur sia vero che in alcune stazioni è possibile utilizzare i mezzi pubblici senza passare da alcun tornello, soprattutto i treni urbani di superficie, è anche vero che la popolazione è fortemente abituata a muoversi non solo con mezzi propri di micromobilità ma anche con il trasporto pubblico.

Come ci sono ampie poste ciclabili e parcheggi per monopattino elettrico e biciclette, c'è l'usanza di pagare il biglietto per salire sui mezzi. Ci sono i controllori che non fanno finta di nulla se non si è in possesso di un valido documento di viaggio. Ci è costato caro uno volta, che per non perdere il treno in arrivo, alcuni non avevano fatto in tempo a fare il biglietto. Quella tratta è costata 40 € al posto di 4 €...

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Altra cosa che accade in Germania è che chi fa resistenza ai controllori, viene poi intercettato dalla polizia locale, come un qualunque furfante. Non come qui che al massimo viene invitato a scendere dal mezzo (dopo aver viaggiato gratis).

L'esempio greco di Atene

A proposito di assenza di tornelli e barriere varie mi viene in mente una vacanza fatta anni fa nella capitale greca. Da buon italiano abituato ai furbetti che fanno di tutto per non pagare i biglietti dei mezzi pubblici ero rimasto di stucco dall'efficienza delle metropolitane di Atene. Prezzi bassi e i tornelli erano dei paletti che delimitavano gli ingressi e le uscite della metro. Senza "sensi di marcia" e senza necessità di dover obliterare il biglietto appena acquistato. 

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https://elettronauti.it/parigi-sostituto-monopattino-sharing/

Il nostro consiglio

Proprio prendendo ad esempio la situazione delle metropolitane di Atene mi verrebbe da consigliare piuttosto di rendere più accessibile l'accesso ai mezzi pubblici al posto di aumentarne il prezzo.

Noi dobbiamo avere il coraggio e la forza di sostenere un'altra Milano. Il senso di comunità che è indispensabile per uscire dal dramma delle collisioni stradali è altrettanto indispensabile per gestire l'accesso ai mezzi pubblici. Lo so, ci sono i furbetti. Ma oltre a loro, quante persone che non si possono permettere un biglietto lasceremo fuori dai nostri nuovi tornelli? Come possiamo rimanere sconvolti davanti alle lunghe code da Pane quotidiano e poi gioire per questa prova muscolare ai mezzanini? Come possiamo leggere con preoccupazione delle migliaia di nuovi poveri e non vedere che è a loro che stiamo togliendo la possibilità di muoversi in città?.
Marco Mazzei, presidente della sottocommissione mobilità attiva

Perché come affermato dal presidente della sottocommissione mobilità attiva di Milano si arriva al punto che il trasporto pubblico diventa "d'élite" (a livello di prezzo) per chi paga e gratuito per chi probabilmente non ha mai pagato. Andando, forse, a far aumentare il numero di chi non pagherà il biglietto. Tanto chi pagherà lo farà anche per questi altri.

Bisognerebbe anche considerare il fatto che se si vuole guardare al futuro e al resto d'Europa ci sono molte realtà che hanno reso il trasporto pubblico cittadino addirittura gratuito, in assoluto contrasto sia con i nuovi maxi-tornelli di ATM che con le dichiarazioni di Mazzei.

Alcuni esempi sono Montpellier, Aubagne e Dunkerque in Francia, Samokov in Bulgaria dal 2008, Avesta in Svezia, Matiehamn in Finlandia, Dewsbury in UK, Livigno qui in Italia, Madrid in Spagna. Tallin, la capitale dell'Estonia, ha visto azzerare i costi per i 420.000 residenti dal 2013, registrando un aumento dei passeggeri del 14%, e ha convertito l'8% dei guidatori pendolari al trasporto pubblico.

Ulteriore esempio è Malta. Nell'isola a sud dell'Italia è possibile viaggiare gratis dal 2022. Sia per residenti che turisti. Lo stesso accade in tutto il Lussemburgo e per i treni locali e a media percorrenza in Spagna.


Se fosse una Vostra scelta, cosa preferireste per il trasporto pubblico della vostra città?

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Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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