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Colonnine elettriche, nuovi obblighi Ue AFIR
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Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Colonnine elettriche, nuovi obblighi UE AFIR

Con il regolamento europeo AFIR (Regolamento sull'infrastruttura per i combustibili alternativi), l’Unione Europea introduce criteri comuni per la ricarica pubblica delle auto elettriche lungo le principali direttrici di traffico. Pagamenti elettronici obbligatori, prezzi trasparenti e potenza minima garantita. L’obiettivo è rendere il servizio più semplice, omogeneo e accessibile, mentre il mercato delle auto elettriche in Europa accelera.

Per ricaricare servono tre condizioni essenziali. Il punto deve essere disponibile. Il prezzo deve essere chiaro. Il pagamento deve essere immediato. Con AFIR, queste condizioni diventano requisiti regolati.

Il regolamento riguarda le infrastrutture lungo le reti TEN-T, cioè le reti transeuropee dei trasporti. Si distinguono la rete centrale e la rete globale.

Cosa prevede AFIR per auto e camion elettrici

Per i veicoli elettrici leggeri, entro fine 2027 lungo la rete centrale TEN-T dovranno essere installate, in ogni senso di marcia e ogni 60 km al massimo, stazioni con potenza complessiva di almeno 600 kW. Ogni sito dovrà avere almeno due punti di ricarica da 150 kW ciascuno.

Sulla rete globale TEN-T gli stessi requisiti entreranno in vigore entro il 2035.

Per i veicoli elettrici pesanti le soglie sono più alte. Entro il 2027, sulla rete centrale, saranno necessari hub con potenza totale di almeno 2.800 kW e almeno due punti da 350 kW. Entro il 31 dicembre 2030 la potenza minima salirà a 3.600 kW.

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Sulla rete globale TEN-T, entro il 2030, dovranno essere presenti stazioni ogni 100 km con almeno 1.500 kW complessivi e un punto da 350 kW.

In parallelo, AFIR interviene sulle modalità di pagamento. Per i punti installati dal 13 aprile 2024, i gestori devono accettare strumenti elettronici diffusi nell’Unione. Le colonnine devono avere lettori di carte o sistemi contactless. Dal 1° gennaio 2027 l’obbligo varrà per tutti i punti da almeno 50 kW situati lungo la rete TEN-T o in aree di parcheggio sicure.

Di conseguenza, l’utente potrà pagare con carta senza abbonamenti o app dedicate. Inoltre, i prezzi dovranno essere esposti in modo trasparente.

Mercato auto elettriche in crescita

Le nuove regole arrivano mentre il mercato europeo cresce. Secondo l’International Council on Clean Transportation (ICCT), nel 2025 le BEV hanno raggiunto il 19% delle nuove immatricolazioni. La quota è salita di quattro punti rispetto al 2024.

Il mercato auto europeo è cresciuto del 2,2% su base annua. Ha toccato circa 11 milioni di unità. Oltre 2 milioni sono elettriche. I volumi BEV sono aumentati di circa il 31% nel 2025 rispetto all’anno precedente.

https://elettronauti.it/auto-elettriche-2025-europa/

Secondo Sonsoles Díaz, senior researcher ICCT, il settore continua a elettrificarsi a ritmo sostenuto, nonostante le incertezze regolatorie e geopolitiche. Le auto elettriche non rappresentano più una nicchia.

Anche la rete di ricarica pubblica si amplia. A fine 2025 si contano circa 1,14 milioni di punti in Europa. Nel 2020 erano circa 241.000. La crescita è stata quindi superiore a quattro volte in cinque anni.

Permessi e rete elettrica: il nodo dei tempi

Le regole su potenza e pagamenti non bastano. Servono autorizzazioni rapide e connessioni alla rete disponibili. In questo quadro si inserisce l’European Grids Package, che punta a semplificare permitting e grid connection.

Oggi in Europa un progetto di ricarica può richiedere fino a due anni per l’autorizzazione. In Cina bastano meno di sei mesi, secondo l’associazione E-Mobility Europe.

Pertanto, infrastrutture, rete e investimenti devono avanzare insieme. Solo così gli obiettivi potranno tradursi in colonnine operative.

Il confronto tra operatori a KEY 2026

Il tema sarà al centro di KEY – The Energy Transition Expo, in programma dal 4 al 6 marzo alla Italian Exhibition Group di Rimini. L’evento prevede un’area dedicata alla mobilità elettrica, con focus su infrastrutture, flotte aziendali e servizi di interconnessione.

Sono previsti incontri sull’attuazione di AFIR in Italia, aggiornamenti normativi e analisi dello stato della rete. Secondo Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Green & Technology Division di Italian Exhibition Group, il settore deve trasformare obiettivi e tecnologie in azioni concrete, nonostante un contesto economico instabile.

La situazione italiana

In Italia i punti di ricarica pubblici hanno superato quota 70.000. L’incremento annuo è del 16%.

Le immatricolazioni elettriche sono cresciute del 39,3% a gennaio 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Secondo Fabio Pressi, presidente di Motus-E, l’inizio del 2026 beneficia ancora degli incentivi di ottobre. Tuttavia, nel medio periodo il divario italiano rispetto ad altri Paesi europei potrebbe ampliarsi.

Nel complesso, i dati indicano un percorso di diffusione costante. Aumentano le vendite. Cresce la rete. Con AFIR, l’Unione introduce regole comuni su potenza minima, pagamenti elettronici e trasparenza dei prezzi. La ricarica diventa più uniforme lungo i corridoi strategici europei.




Secondo te, le nuove regole saranno sufficienti per rendere la ricarica davvero semplice e competitiva rispetto ai carburanti tradizionali?

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Gianfranco Franzoni

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Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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