

di Gianfranco Franzoni
Colonnine di ricarica guaste in Australia: la lobby delle auto elettriche chiede sanzioni economiche per garantire affidabilità
La manutenzione delle colonnine di ricarica resta un problema: il 13% fuori servizio in Australia. Ogni ricarica mancata è un titolo di giornale, e ogni titolo è un freno all’adozione dei veicoli elettrici, in Australia come in Europa ed in Italia in particolare.
Secondo i dati aggiornati della piattaforma Plugshare, fino al 13% delle colonnine pubbliche per veicoli elettrici registrate in Australia risulta attualmente non disponibile. Un dato che ha spinto la lobby dei conducenti EV a chiedere sanzioni economiche per i gestori che non rispettano i livelli minimi di servizio.
Clara Owen, responsabile nazionale per la gestione degli asset di Arcadis, ha evidenziato come il problema sia ampio: su 5.794 siti di ricarica pubblici, dotati di 15.290 connettori, il 9% risulta in riparazione e il 4% indicato come “in arrivo”, pur non essendo ancora operativo.
In un’epoca in cui possiamo raccogliere una quantità enorme di dati, dovremmo sfruttare al massimo l’Internet of Things (IoT) per monitorare e prevenire i guasti.
Clara Oewn, responsabile gestione asset di Arcadis
Secondo le sue stime, installare una colonnina richiede un investimento di circa 300.000 dollari australiani (circa 185.000 euro), mentre i costi di manutenzione annuali si aggirano sui 7.000 dollari australiani (circa 4.300 euro) per unità. Applicando una manutenzione predittiva, Owen ritiene possibile ottenere risparmi fino al 40%.
Colonnine guaste: la richiesta di sanzioni finanziarie da parte della AEVA
La situazione ha spinto anche l’Australian Electric Vehicle Association (AEVA) a intervenire. Il presidente Chris Jones ha sottolineato che molti gestori ricevono fondi pubblici per ampliare la rete, ma trascurano la manutenzione dei dispositivi già installati.
“Servono sanzioni finanziarie per chi non rispetta i contratti di servizio” ha affermato Jones, facendo notare che perfino nella WA EV Network, dotata di accordi di servizio, alcune colonnine rimangono inattive per mesi.
Jones propone di trasformare le colonnine pubbliche in servizi essenziali regolamentati, imponendo penalizzazioni economiche e reputazionali per i tempi di inattività.
A differenza di altri Paesi come il Regno Unito, dove è stato fissato un tempo minimo di disponibilità (uptime) per le colonnine, l’Australia si affida a uno standard minimo proposto nel 2023 per consultazione, fissando un uptime del 98% per le stazioni finanziate con fondi pubblici. Tuttavia, nessuno sembra verificare il rispetto di tale soglia.
https://elettronauti.it/a2a-ricarica-lampioni-brescia/
Qual'è la vostra esperienza con le colonnine di ricarica Fast italiane? Commentate l'articolo e fate raffronti tra la situazione Australiana e quella da voi riscontrata in Europa, se avete avuto esperienze negative.

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


