

di Federico Fumagalli
Chiude stazione di servizio genovese per il caro metano
È successo a Genova, in via Levati a Bolzaneto. Dal 1° Settembre il titolare della stazione di servizio, Sandro Tripodi, ha deciso di tenere chiuso tutto il mese a causa dei prezzi folli raggiunti dal metano. Ma non è detto che riaprirà a Ottobre...
Da domani chiudo, non so se riaprirò. Coi nuovi contratti il costo è aumentato di 12 volte. Siamo destinati a fallire.
Queste le parole del titolare.

Innanzitutto va precisato che la stazione di servizio in oggetto si occupava di erogare solo metano.
Queste le spiegazioni del titolare
In pratica adesso, con i nuovi contratti di fornitura, il prezzo del metano è di circa 3 € al kg, mentre un anno fa non si sfiorava neanche l'euro.
Il titolare della stazione, per mantenere un margine operativo, avrebbe dovuto venderlo a 4,50 € / kg senza riuscire ad ottenere alcun ricavo.
Ovviamente nel corso degli ultimi mesi la clientela si era già azzerata ed è quindi venuta meno la convenienza a tenere aperto, obbligando alla chiusura, almeno per questo mese.
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Cambiamento climatico e guerre
Il problema di fondo di questi aumenti, che siano di benzina, gasolio, gas metano per automobili e abitazioni (e corrente elettrica...) è causato dagli aumenti di prezzo del gas dell'ultimo periodo che con ogni probabilità proseguirà ancora per parecchio tempo.
Ci sono dei settori, come quello della produzione di energia elettrica, in cui il gas naturale fa parte del mix. In altri, come quello dell'utilizzo diretto da parte di abitazioni e automobili invece, il gas è il principale protagonista ed i costi raggiunti rischiano di mettere in ginocchio sia gli utilizzatori che i fornitori. Come il signor Sandro in questo caso.
Lui riforniva camion e automobili, con quella che è sempre sembrata un'offerta più economica rispetto all'alternativa di benzina/diesel.
“In una parola siamo in guerra, anche se non viene detto. Siamo tra le imprese che devono fallire. Ovviamente non abbiamo aiuti da parte di nessuno. In vent’anni non ho mai chiuso, siamo sempre stati aperti 365 giorni all’anno per 14 ore al giorno. Da domani chiudo fino a data da destinarsi, come sta facendo buona parte dei distributori. Poi vedremo, non so se riaprirò“.
Lo sfogo del titolare.

La speculazione delle grandi compagnie del metano
Non sono solo le guerre il problema, ma ci sono anche le logiche speculative delle multinazionali.
“Noi siamo sempre stati un impianto certificato Eni. Una volta c’erano contratti a prezzo bloccato che duravano anche tre anni perché il metano era il combustibile più stabile in assoluto. A Giugno 2021, al momento di rinnovare il contratto, Eni ha deciso che ci avrebbe venduto il gas al prezzo di borsa, pur avendo in pancia molti contratti a basso costo. E ha fatto cartello con tutti gli altri fornitori: Edison, Enel, Sorgenia. Il costo è passato da 20 centesimi a 3,60 euro al metro cubo, dodici volte tanto. Così noi dobbiamo adeguare il prezzo ogni giorno, a seconda delle quotazioni”.
Oltre al distributore di metano di Bolzaneto del signor Tripodi c'è anche quello in via Piacenza in Vabisagno, gestito dalla società Me-Tra. Per ora loro resistono grazie ad un fornitore differente che permette di avere un contratto a lungo termine e quindi anche prezzi concorrenziali ancora oggi. Stefano Franciosi, vicepresidente di Federmetano dice che fino a fine 2023 non dovrebbero esserci grossi problemi nonostante la decrescita della clientela. Quindi gli impianti rimarranno aperti. Però si aspetta una risposta da parte dello Stato per trovare una soluzione.
In Austria, ad esempio, il prezzo del metano è lo stesso di prima della crisi ucraina. "Semplicemente" lo Stato austriaco mette la differenza tra il prezzo praticato dalla società di vendita e quello al dettaglio. Quindi un provvedimento simile a quello che lo Stato italiano fa' con il prezzo di benzina e gasolio, togliendo parte delle accise.
Però il problema si riverificherà a tutti coloro che devono cambiare il contratto di fornitura perché in scadenza. E come se non bastasse la maggior parte di chi ancora fa' rifornimento di gas sono camionisti o conducenti di veicoli aziendali. Fin da ora molte aziende stanno sostituendo questa tipologia di veicoli per far fronte ai prezzi in ascesa del metano.
La cosa triste è che nella stazione di servizio di Via Levati lavorano 8 persone tra operatori e addetti all'area bar, annessa.
Quanti altri gestori di stazioni di metano seguiranno a ruota nei prossimi anni (o mesi)?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!


