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Changan Deepal S05: tecnologia curata, ADAS da affinare
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=eD8bvnG0CDc

Changan Deepal S05: tecnologia curata, ADAS da affinare

6 min.

La Changan Deepal S05 è un SUV elettrico compatto costruito sulla base tecnica già utilizzata dalla Mazda 6e, ma con un’identità specifica e un design sviluppato a Torino. Nel primo contatto ha convinto soprattutto per la qualità percepita dell’abitacolo, la flessibilità dell’interfaccia digitale e il comfort di marcia. Restano invece da affinare alcuni assistenti alla guida, risultati piuttosto invasivi e non sempre precisi.

Dimensioni compatte e tanto spazio nel frunk

La carrozzeria misura 4,59 metri in lunghezza, 1,90 metri in larghezza e 1,60 metri in altezza, con un passo di 2,88 metri. Le linee sono pulite e il coefficiente aerodinamico dichiarato è pari a 0,25. Il frontale adotta gruppi ottici sdoppiati, una firma luminosa affilata e deflettori attivi che si aprono quando è necessario raffreddare il pacco batteria. Maniglie a filo, finestrini senza cornice e protezioni inferiori in plastica resistente completano un’impostazione moderna ma non eccessiva.

Il bagagliaio posteriore offre 492 litri e dispone di portellone elettrico nell’allestimento Max, presa a 12 volt, luci di cortesia e un piccolo vano sotto il pavimento. La soglia non è particolarmente alta, ma rimane uno scalino tra piano di carico e apertura. I sedili posteriori sono abbattibili in configurazione 60:40, mentre manca una botola centrale per gli oggetti lunghi. Davanti spicca un frunk da 159 litri, che scendono a 152 sulla versione a trazione integrale. L’apertura avviene manualmente dall’abitacolo, mentre i pistoncini assistono il sollevamento del cofano.

Tre versioni e una batteria da 68,8 kWh

La gamma comprende Pro e Max a trazione posteriore, entrambe con un motore sincrono a magneti permanenti da 200 kW, circa 270 CV. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 7,5 secondi e la velocità è autolimitata a 180 km/h. La variante a trazione integrale aggiunge un motore asincrono anteriore da 120 kW al propulsore posteriore da 200 kW: in questo caso lo 0-100 km/h scende a 5,5 secondi. La coppia indicata è di 290 Nm al posteriore e 212 Nm all’anteriore.

Tutte le versioni utilizzano una batteria da 68,8 kWh lordi, circa 68 kWh netti, con tensione nominale di 379 volt e architettura a 400 volt. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP è di 485 km per le due versioni a trazione posteriore e di 445 km per l’integrale. I consumi omologati sono rispettivamente di 15,9 e 17,5 kWh ogni 100 km. La pompa di calore è compresa di serie sull’intera gamma.

Interni curati e interfaccia personalizzabile

La qualità percepita è uno degli aspetti più convincenti della Deepal S05. Pannelli porta, plancia e tunnel centrale impiegano superfici morbide o gommate, rivestimenti in similpelle e cuciture a contrasto. Le plastiche più rigide sono concentrate nelle zone inferiori. I sedili anteriori hanno regolazione elettrica nell’esemplare provato, mentre quello del passeggero dispone anche di un supporto estensibile per le gambe. L’abitacolo può essere configurato in nero con cuciture arancioni oppure interamente in arancione.

Non è presente un quadro strumenti tradizionale: le informazioni di guida vengono affidate a un head-up display, disponibile sulla Max, che può mostrare velocità, autonomia residua, limiti, assistenti e navigazione con realtà aumentata. Anche lo schermo centrale orientabile è legato alla Max: riconosce il posto occupato e si inclina verso guidatore o passeggero. L’interfaccia permette di personalizzare widget, scorciatoie e due tasti al volante, ai quali si possono assegnare funzioni come la disattivazione degli avvisi di velocità e affaticamento.

La versione Max aggiunge inoltre cerchi da 20 pollici, maniglie elettriche a scomparsa, portellone elettrico, volante e sedili anteriori riscaldati, ricarica wireless e illuminazione ambientale fino a 64 colori. L’impianto audio passa dagli otto altoparlanti della versione base a 14. Il pacchetto di assistenza alla guida risulta invece completo già dall’allestimento di ingresso.

Dietro, la cura dei pannelli porta viene sostanzialmente mantenuta e lo spazio è apparso buono sia per le gambe sia per la testa. Il posto centrale può risultare più sacrificato in larghezza. Sono presenti una bocchetta per l’aria e due porte USB, una di tipo A e una di tipo C.

Comfort riuscito, assistenti troppo presenti

Durante la breve esperienza di guida, lo sterzo ha offerto un carico adeguato, pur senza risultare particolarmente comunicativo. L’assetto è apparso ben bilanciato: confortevole e capace di assorbire le irregolarità, ma senza diventare eccessivamente morbido. Anche l’insonorizzazione si è comportata bene nell’impiego urbano e quotidiano, mentre sarebbe necessario un test più approfondito a velocità autostradale per formulare un giudizio definitivo.

Le modalità Comfort, Sport e Custom intervengono sulla risposta dell’acceleratore, sull’erogazione della coppia, sul peso dello sterzo, sull’assistenza alla frenata e sulla rigenerazione. Quest’ultima può essere regolata da zero al 100% nella modalità personalizzata. Il limite principale emerso riguarda gli ADAS: gli avvisi acustici sono frequenti e il riconoscimento dei limiti di velocità ha mantenuto in un’occasione l’indicazione di 40 km/h dopo una rampa, nonostante l’auto stesse proseguendo su una strada con limite di 110 km/h.

Ricarica fino a 200 kW, ma il test non è conclusivo

In corrente alternata la potenza massima dichiarata è di 11 kW, mentre in corrente continua dovrebbe raggiungere 200 kW. Nel breve test effettuato la potenza si è attestata a 73,6 kW dopo alcuni minuti, ma la colonnina stava condividendo l’energia con un altro veicolo: il risultato non consente quindi di valutare la reale curva di ricarica. Non è stato inoltre possibile trovare un comando per attivare manualmente il preriscaldamento della batteria o un’indicazione chiara sul raggiungimento della temperatura ideale. È disponibile anche la funzione V2L, con potenza fino a 6 kW.

Il primo contatto restituisce così l’immagine di un SUV elettrico ben studiato, spazioso e ricco di soluzioni utili, non soltanto decorative. La personalizzazione dei comandi semplifica l’uso quotidiano e compensa in parte l’invasività degli assistenti. Per una valutazione completa serviranno però una prova dei consumi e una sessione di ricarica in condizioni controllate.

Una domanda per voi

La personalizzazione dei comandi può compensare assistenti alla guida troppo invasivi e non sempre precisi?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=eD8bvnG0CDc

Matteo Valenza

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Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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