Catena-X: condivisione dati delle auto tra Europa e Cina, nasce l'ecosistema
Un nuovo sistema di scambio dati collegherà per la prima volta le industrie automobilistiche di Europa e Cina. L'iniziativa nasce da Catena-X, l'organizzazione no-profit che gestisce l'ecosistema dati del settore auto, insieme a due partner cinesi: la China Association of Automobile Manufacturers (CAAM) e VDA China.
Un ponte digitale tra due sistemi normativi diversi
L'obiettivo dichiarato è permettere alle aziende di rispettare contemporaneamente le regole europee e quelle cinesi sulla circolazione dei dati industriali. Fino ad oggi, infatti, i due sistemi normativi procedevano su binari separati. Questo creava complicazioni operative non trascurabili per le imprese con attività in entrambi i mercati.
In Cina operatrice del nuovo sistema sarà Zhonglian, che diventa così il primo partner operativo di Catena-X fuori dall'Europa. A supportare l'interoperabilità tecnica sarà invece Cofinity-X, primo partner operativo dell'organizzazione e detentore della licenza tecnologica. Le operazioni dovrebbero partire a metà novembre 2026.

Il Battery Regulation UE come primo banco di prova
Il punto di partenza concreto è la normativa europea sulle batterie. Da febbraio 2027, infatti, sarà obbligatorio il cosiddetto "passaporto della batteria" per tutti i pacchi batteria di veicoli elettrici e ibridi plug-in destinati al mercato europeo. Senza questo documento, l'accesso al mercato UE sarà semplicemente precluso.
Il passaporto richiede dati verificabili sull'intera catena di fornitura, oltre all'impronta di carbonio del prodotto. Parallelamente, però, la Cina applica proprie regole sul trasferimento dei cosiddetti "dati importanti", categoria che riguarda anche le informazioni industriali strategiche. Senza un'infrastruttura condivisa, le aziende cinesi devono richiedere un'autorizzazione alla Cyberspace Administration of China per ogni trasferimento transfrontaliero. Questo iter può richiedere fino a cinque mesi, senza alcuna garanzia di approvazione finale.
Catena-X sostiene di aver già testato la soluzione con un progetto pilota. Il sistema permetterebbe di generare il passaporto batteria una sola volta, a partire dai dati reali della filiera, e di farlo accettare su entrambi i lati del confine.
Sovranità dei dati e apertura del mercato
Un principio centrale del progetto riguarda il controllo dei dati. Ogni azienda partecipante, infatti, mantiene la piena proprietà delle proprie informazioni e decide autonomamente chi può accedervi prima di ogni scambio. In questo modo si punta a garantire la conformità normativa senza esporre proprietà intellettuale o informazioni commercialmente sensibili.
Le catene di fornitura globali dipendono sempre più dallo scambio affidabile di dati. Senza un'infrastruttura condivisa, la conformità normativa diventa più complessa, costosa e frammentata. L'ecosistema resterà aperto: qualsiasi fornitore tecnologico certificato potrà offrire le proprie soluzioni sul mercato, a parità di condizioni.
Oliver Ganser, Presidente del Consiglio di Amministrazione Catena-X
Un progetto costruito in quattro anni
Il lancio arriva dopo quasi quattro anni di lavoro e investimenti di Catena-X sul mercato cinese. L'organizzazione ha già collaborato con il China Automotive Technology & Research Centre (CATARC) di Lin-Gang, ente che detiene il mandato nazionale per definire le liste di dati trasferibili all'estero. È stata inoltre attivata una Digital Clearing House gestita da Sungent Digital presso il Suzhou International Data Port, con il supporto di CAICT.
Catena-X, fondata nel 2021, riunisce oggi oltre 300 esperti impegnati in più di 40 gruppi di lavoro. Tra i membri figurano case automobilistiche come BMW, Mercedes-Benz, Porsche, Renault e i marchi del gruppo Volkswagen, insieme a fornitori tecnologici come Amazon Web Services, Huawei e Microsoft.
Secondo voi, un'infrastruttura dati condivisa tra Europa e Cina potrebbe davvero semplificare la vita alle case automobilistiche, o rischia di creare nuove dipendenze tecnologiche tra i due blocchi?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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