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Canada e Cina verso l’intesa sui dazi EV
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Aggiornato il
Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Canada e Cina verso l’intesa sui dazi per le auto elettriche

4 min.

Il governo canadese è impegnato in negoziati avanzati con la Cina per eliminare o ridurre in modo sostanziale i dazi del 100% sulle auto elettriche cinesi. La misura era stata introdotta poco più di un anno fa. Ora potrebbe essere rivista.

Secondo quanto riportato dal Toronto Star, l’esecutivo guidato dal primo ministro Mark Carney sta lavorando a una soluzione del contenzioso commerciale aperto quando il Canada si era allineato agli Stati Uniti nel colpire le importazioni di veicoli elettrici cinesi.

All’epoca, Ottawa aveva giustificato la scelta come una difesa dell’industria automobilistica integrata con quella statunitense. Tuttavia, lo scenario geopolitico è cambiato in modo rapido e profondo negli ultimi mesi.

In parallelo, l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha imposto dazi del 25% sui beni canadesi, ricorrendo a poteri di emergenza e di fatto violando l’accordo USMCA. Di conseguenza, il Canada ha risposto con dazi di ritorsione del 25% sulle auto elettriche prodotte negli Stati Uniti.

Con il mercato USA sempre più chiuso e un clima ostile verso Ottawa, la convenienza economica di continuare a bloccare gli investimenti cinesi nel settore elettrico appare sempre più debole.

Canada e Cina verso l’intesa sui dazi EV | Elettronauti.it

Le ritorsioni cinesi e la frattura politica interna

Nel frattempo, la Cina ha reagito ai dazi canadesi sulle auto elettriche colpendo esportazioni strategiche come colza e carne suina, con effetti diretti sugli agricoltori delle province occidentali. Questo ha aperto una frattura politica interna.

Il premier dell’Ontario, Doug Ford, spinge per mantenere le barriere a tutela dei costruttori tradizionali. Al contrario, i premier delle province agricole chiedono un accordo rapido per proteggere il settore primario.

Secondo le indiscrezioni più recenti, sarebbero proprio agricoltori e consumatori a trarre vantaggio dall’intesa.

Il negoziato in corso prevede una riduzione o eliminazione dei dazi canadesi sulle auto elettriche cinesi, in cambio della rimozione delle restrizioni cinesi su colza e prodotti ittici canadesi. I colloqui proseguono da diversi mesi e hanno registrato un’accelerazione mentre Mark Carney è in viaggio ufficiale a Pechino.

Grazie a questo contesto, cresce l’ipotesi che un accordo possa essere annunciato nei prossimi giorni, proprio durante la visita del primo ministro in Cina.

Il precedente europeo e l’impatto sul mercato delle auto elettriche

Il Canada non è l’unico attore occidentale a rivedere la strategia di scontro commerciale con Pechino. Inoltre, anche l’Unione Europea sta valutando soluzioni alternative ai dazi.

https://elettronauti.it/ue-cina-verso-accordo-auto-elettriche/

Secondo quanto emerso di recente, Bruxelles e Pechino sono vicine a un’intesa basata su un prezzo minimo di vendita per le auto elettriche cinesi in Europa. Questo modello sostituirebbe i dazi generalizzati.

L’obiettivo è evitare pratiche di dumping senza penalizzare i consumatori. Ottawa starebbe osservando con attenzione questo schema, valutandone l’applicazione in un contesto nordamericano.

Se l’accordo andasse in porto, marchi come BYD potrebbero finalmente entrare nel mercato canadese con modelli compatti e accessibili, come Seagull o Dolphin. Si tratta di veicoli considerati utili per accelerare l’adozione dell’auto elettrica nel Paese.

Di conseguenza, l’ampliamento dell’offerta potrebbe ridurre i prezzi medi e aumentare la concorrenza in un mercato oggi limitato da barriere tariffarie.

Le implicazioni economiche e politiche della svolta canadese

L’evoluzione dei negoziati mostra come una strategia commerciale aggressiva possa produrre effetti opposti a quelli attesi. La pressione esercitata dagli Stati Uniti ha spinto alleati storici a cercare nuovi equilibri.

Per i consumatori canadesi, l’eventuale rimozione dei dazi rappresenterebbe un cambiamento rilevante. Le barriere protezionistiche tendono ad aumentare i prezzi, a proteggere costruttori poco reattivi e a rallentare la diffusione di tecnologie elettriche.

Le auto elettriche cinesi sono oggi tra le più competitive per costo e capacità industriale. Senza un confronto diretto con questi produttori, la competitività globale rischia di ridursi.

In questo quadro, l’uscita del Canada da una politica di chiusura potrebbe favorire sia la transizione energetica sia l’accesso a modelli elettrici più economici.

Resta infine un paradosso politico. Un’amministrazione statunitense apertamente critica verso l’auto elettrica potrebbe diventare, indirettamente, il fattore che spinge il Canada ad aprire il mercato a veicoli elettrici cinesi a prezzi più contenuti.




Alla luce di questi sviluppi, l’apertura del mercato canadese alle auto elettriche cinesi potrebbe accelerare davvero la transizione o rischia di creare nuove dipendenze industriali?

Fonte 1 | Fonte 2

Gianfranco Franzoni

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Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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