
di Andrea Cornali
BYD Yangwang U9 Track Edition, l’elettrica che ha infranto il muro dei 472 km/h
Il mondo delle hypercar vive di sfide continue. C’è chi punta sulla potenza bruta, chi sulla leggerezza estrema e chi sull’aerodinamica perfetta. E poi c’è chi, come la cinese BYD, ha deciso di unire tutto questo in un progetto che sembra uscito dal futuro. La protagonista è la Yangwang U9 Track Edition, una supercar elettrica che ha appena stabilito un nuovo primato, raggiungendo la velocità di 472,41 km/h sul circuito di prova di Papenburg, in Germania.
Un risultato che non passa inosservato. Non solo perché rappresenta un record mondiale per un’auto elettrica “di serie”, ma anche perché arriva da un marchio che fino a pochi anni fa era considerato un outsider. BYD, acronimo di Build Your Dreams, è nata come azienda di batterie ed è diventata in poco tempo il colosso automobilistico che oggi sfida Tesla sul terreno dell’elettrico. Con la U9, però, il costruttore ha dimostrato di poter giocare anche nel campionato più esclusivo, quello delle hypercar.
Un concentrato di potenza mai visto prima
La U9 Track Edition è molto più di una supercar elettrica. Sotto la sua carrozzeria scolpita e affilata si nasconde un cuore tecnologico senza precedenti. Quattro motori elettrici lavorano in sinergia per sviluppare oltre 3.000 cavalli, una cifra che supera di slancio quasi tutte le rivali a benzina.
Il segreto non è solo la potenza, ma la gestione. L’architettura elettrica a 1.200 volt permette una reattività impressionante, mentre la piattaforma e⁴ distribuisce la coppia in modo indipendente su ciascuna ruota. In pratica, l’auto “pensa” a ogni istante come scaricare a terra la forza, con oltre cento correzioni al secondo.

E poi ci sono le sospensioni attive DiSus-X, capaci di modificare in tempo reale l’assetto della vettura. A quelle velocità, dove basta un piccolo scompenso per compromettere tutto, è la tecnologia a fare la differenza. Non sorprende che Marc Basseng, il pilota scelto per il record, abbia raccontato di aver percepito ancora margine, come se l’auto non avesse espresso tutto il suo potenziale.
Il ruolo degli pneumatici, eroi silenziosi del record
Quando si parla di oltre 470 km/h, non basta un motore da urlo o un’aerodinamica raffinata. A reggere lo stress sono soprattutto gli pneumatici, e BYD lo sapeva bene. Per questo ha collaborato con Giti Tire, che ha sviluppato coperture dedicate, semi-slick capaci di resistere a forze centrifughe estreme, con battistrada rinforzato e sistemi di fissaggio che evitano slittamenti tra gomma e cerchio.
Un dettaglio spesso trascurato, ma fondamentale. Se la gomma non regge, il record diventa impossibile. È anche qui che la U9 dimostra di essere più vicina a una Formula 1 che a un’auto stradale tradizionale.

Un record simbolico, ma pesantissimo
Certo, il record non è stato omologato secondo le regole ufficiali, che prevedono due tentativi in direzioni opposte, ma il risultato resta epocale. Non tanto per il numero in sé, quanto per ciò che rappresenta.
Per la prima volta, una casa automobilistica cinese riesce a imporsi in un campo storicamente dominato da marchi europei e americani. Non si tratta di un prototipo sperimentale, ma di un modello prodotto e venduto. E con un prezzo che, seppur elevato, resta “contenuto” rispetto ai costi stellari delle rivali: circa 1,68 milioni di yuan, pari a 233.000 dollari. In pratica, meno della metà di una Ferrari SF90 o di una Bugatti Chiron.
Hypercar a confronto, chi deve tremare?
La Yangwang U9 non corre da sola. Il mondo delle hypercar è popolato da nomi che fanno battere il cuore agli appassionati: la Bugatti Chiron Super Sport, capace di 490 km/h; la Koenigsegg Jesko Absolut, che sfiora i 531 km/h e la SSC Tuatara, accreditata di 474,8 km/h. Tutte auto che costano milioni e montano motori a combustione interna di cilindrata mostruosa.
La U9 Track Edition si inserisce in questo club esclusivo portando però un messaggio chiaro, il futuro corre a batterie. Per la prima volta una supercar elettrica non solo compete, ma in alcuni casi supera i colossi termici. E lo fa con un prezzo “accessibile” (per quanto possa esserlo in questo segmento).
Una nuova era per le supercar
Il record di Papenburg non è solo una vetrina per BYD, ma un campanello per l’intero settore. Se fino a ieri l’elettrico era associato più all’efficienza che alla prestazione pura, oggi le carte in tavola cambiano. Le hypercar elettriche non sono più esperimenti futuristici, ma prodotti reali, capaci di ridefinire i limiti della velocità.
La U9 non è soltanto l’auto elettrica più veloce del momento, è anche il simbolo di un cambio di paradigma. La Cina, spesso accusata di inseguire l’Occidente, questa volta ha dettato il passo. E lo ha fatto con una vettura che sembra dire, il futuro delle hypercar è già qui, ed è silenzioso.

E tu cosa ne pensi? Preferisci il rombo di un V12 o il silenzio elettrico che vola oltre i 470 km/h?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.