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BYD sposta la produzione in Turchia e rallenta l'impianto ungherese

3 min.

BYD posticiperà la produzione di massa nel nuovo stabilimento ungherese fino al 2026 e ridurrà inizialmente i volumi. Il sito di Szeged, dal valore di 4 miliardi di euro, produrrà poche decine di migliaia di veicoli nel primo anno, nonostante la capacità iniziale prevista fosse di 150.000 unità.

BYD | Elettronauti.it

Secondo fonti anonime citate da Reuters, la produzione aumenterà nel 2027 ma resterà comunque sotto il limite massimo pianificato di 300.000 unità annue. La casa automobilistica cinese aveva annunciato l'apertura dell'impianto nel 2023 e firmato l'accordo per l'acquisto dei terreni nel gennaio 2024.

Focus su Turchia, manodopera economica e dazi azzerati

Nel frattempo, BYD anticipa la produzione nello stabilimento da 1 miliardo di dollari in Turchia.

Prevista inizialmente per il 2026, partirà già nel 2025 con volumi superiori a quelli ungheresi. La scelta è strategica, la Turchia offre manodopera più economica e consente di esportare in UE senza dazi.

Entro il 2027, l'impianto turco supererà ampiamente la soglia delle 150.000 auto annue, con ulteriore crescita stimata per il 2028. La produzione includerà modelli elettrici e ibridi plug-in come il Seal U, il Sealion 5, il Seal U DM-i e il Seal 06 DM-i.

Un colpo all'Europa?

Lo spostamento della produzione rappresenta una battuta d'arresto per l'Unione Europea. Bruxelles sperava che i dazi sui veicoli cinesi convincessero le aziende a investire localmente. Invece, BYD sembra preferire una strategia più flessibile per contenere i costi di produzione.

Il sito turco consentirà infatti l'accesso al mercato europeo evitando i dazi aggiuntivi fino al 27% che colpiscono i veicoli cinesi. BYD sta quindi ottimizzando le sue operazioni globali per bilanciare tariffe, salari e domanda di mercato.

Espansione accelerata e contraddizioni strategiche

La domanda di veicoli BYD è in rapida crescita in Europa. S&P Global Mobility stima che l'azienda venderà 186.000 unità nel 2025, rispetto alle 83.000 del 2024. Le proiezioni indicano quasi 400.000 vendite entro il 2029.

In parallelo, l'espansione in Brasile ha sollevato polemiche per presunti abusi del lavoro da parte di appaltatori cinesi. Anche in Europa, BYD sta rivedendo la sua strategia dopo errori iniziali nella gestione delle reti commerciali e nella scelta dei modelli da lanciare.

BYD IAA Monaco | elettronauti.it

Quali modelli in arrivo di BYD?

In Ungheria potrebbero essere prodotti i modelli Atto 2, Atto 3, Dolphin e Seagull, ma i piani sono ancora soggetti a modifiche. La linea di produzione, costruita in Cina, doveva essere installata a Szeged entro settembre 2024, ma ha subito ritardi.

Lo stabilimento turco invece è già in fase avanzata e ospiterà anche un centro di ricerca e sviluppo. La Turchia si conferma un polo competitivo per le auto elettriche, già scelto da Toyota, Hyundai, Ford e Renault.

Con questa mossa BYD mette in luce il dilemma dell'industria cinese: costruire in Europa per evitare dazi o produrre altrove per risparmiare? L'azienda sembra aver scelto la seconda opzione, almeno nel breve periodo, rafforzando la sua presenza in Turchia.




Secondo voi, BYD ha fatto la scelta giusta puntando sulla Turchia invece che sull'Unione Europea? Fatecelo sapere nei commenti!

Fonte

Andrea Cornali

di

Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

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