

di Gianfranco Franzoni
BYD guida cause contro blogger EV in Cina: classifica
Nel mercato cinese dei veicoli elettrici cresce la tensione tra costruttori e creator digitali. Le case auto stanno intensificando le azioni legali contro blogger e account social. Al centro del fenomeno emerge soprattutto BYD, che guida la classifica per valore delle richieste di risarcimento.
Secondo dati ricavati da documenti giudiziari pubblici e comunicazioni aziendali, BYD ha avviato azioni contro diversi account online.
Le accuse riguardano contenuti ritenuti diffamatori o non verificati. In totale, le richieste legali attribuite a BYD raggiungono circa 6,93 milioni di yuan, pari a circa 0,94 milioni di euro.
Le accuse: batterie, qualità e contenuti social
Gran parte delle controversie riguarda contenuti pubblicati su social media e piattaforme video. I temi più ricorrenti includono la Blade Battery BYD, i sistemi ibridi plug-in e la gestione termica delle batterie.
Alcuni video hanno sollevato dubbi su durata e sicurezza dei pacchi batteria. Altri contenuti hanno contestato la qualità complessiva dei veicoli.

I tribunali cinesi hanno in diversi casi valutato queste pubblicazioni come possibile diffamazione commerciale o concorrenza sleale.
Il caso più noto: il blogger “Long Ge Jiang Dian Che”
Uno dei casi più discussi riguarda l’account “Long Ge Jiang Dian Che”, gestito da un creator attivo nel settore riparazioni auto.
Il blogger ha pubblicato contenuti tecnici su batterie e sistemi ibridi. Successivamente è stato coinvolto in diverse cause promosse da BYD, Aito (HIMA) e Xpeng.
In una sentenza di secondo grado, il tribunale ha stabilito un risarcimento pari a 2 milioni di yuan, circa 260 mila euro.
La decisione ha riconosciuto la presenza di diffamazione commerciale e concorrenza sleale. Il creator ha poi pubblicato un video di scuse dopo la sentenza.
La classifica delle cause nel settore BEV cinese
L’analisi delle decisioni giudiziarie mostra una tendenza più ampia nel settore auto elettrico cinese. Diversi produttori stanno agendo contro la diffusione di informazioni ritenute false.
BYD è in testa per valore totale delle richieste, con circa 0,94 milioni di euro. Le richieste includono diversi casi con importi che variano da circa 13 mila a oltre 250 mila euro per singolo account.
Tra i casi più rilevanti figurano anche altri costruttori.
- Aito (HIMA) ha registrato richieste complessive per circa 2,06 milioni di yuan, pari a circa 263 mila euro, con un caso principale da circa 192 mila euro.
- NIO ha ottenuto un risarcimento da circa 600 mila yuan, pari a circa 77 mila euro, insieme a una lunga sospensione dell’account coinvolto.
- Stelato, sempre collegato a HIMA, ha riportato un caso da circa 38 mila euro.
- Xpeng ha ottenuto una decisione favorevole da circa 100 mila yuan, pari a circa 13 mila euro.
Un contesto di forte tensione online
Le controversie legali si inseriscono in un contesto più ampio di discussioni tecniche sempre più aggressive. Al centro del dibattito ci sono test sulle batterie, teardown e analisi comparative tra marchi.
Alcuni video recenti hanno mostrato test su pacchi batteria Blade sottoposti a prove di congelamento e smontaggio. Le metodologie utilizzate sono state contestate online da parte di tecnici e creator.
Parallelamente, alcune community hanno discusso contenuti critici sulle tecnologie BYD, senza conferme giudiziarie su eventuali affiliazioni industriali.
Un settore sempre più attento alla reputazione digitale
Nel mercato BEV cinese la reputazione online è diventata un fattore strategico. La competizione tra marchi è intensa e la comunicazione digitale ha un peso crescente.
Secondo dati di settore, anche le vendite di alcuni brand come NIO mostrano oscillazioni mensili rilevanti, segno di un mercato altamente competitivo e sensibile alle percezioni pubbliche.
Il confine tra informazione tecnica e diffamazione nel settore auto elettriche è sempre più sottile, fino a che punto la critica online dovrebbe essere tutelata, secondo te?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

