

di Gianfranco Franzoni
Il boom dell'IA fa salire i prezzi dei chip per le auto
L'industria automobilistica si trova ad affrontare una nuova pressione sui costi. I prezzi dei chip di memoria sono aumentati in modo considerevole, rendendo più cara la produzione di veicoli moderni. Una rapida inversione di tendenza non è attesa a breve. La causa principale è l'enorme ondata di investimenti del settore tecnologico nei data center dedicati all'intelligenza artificiale, che ha ridotto le capacità disponibili sul mercato dei semiconduttori.
Costi in crescita per ogni vettura prodotta
Secondo Pedro Pacheco, analista della società di ricerca Gartner, un'auto ben equipaggiata costerà quest'anno circa 129 euro in più rispetto al passato.
La cifra, presa singolarmente, può sembrare contenuta. In termini aggregati, però, i maggiori costi di approvvigionamento per i grandi gruppi potrebbero superare 860 milioni di euro. Resta inoltre incerta la continuità delle forniture.
I modelli premium, dotati di sistemi avanzati di assistenza alla guida ed elettronica dipendente dal software, sono i più esposti perchè richiedono quantità di memoria notevolmente superiori rispetto ai veicoli standard.

L'origine del problema: l'appetito dei giganti tecnologici
La pressione sui prezzi nasce in un settore completamente diverso. Colossi come Amazon e OpenAI stanno investendo miliardi di dollari in infrastrutture per l'intelligenza artificiale, acquistando enormi quantità di chip di memoria ad alte prestazioni.
La domanda straordinaria degli hyperscaler assorbe capacità produttive rilevanti, poiché i produttori preferiscono realizzare componenti a margine elevato. Con il termine hyperscaler si indicano i grandi gruppi IT che gestiscono data center altamente automatizzati per l'erogazione di servizi digitali.
Peter Finti, experto semiconduttori CAPGEMINI
Rincari anche del 300-400% su alcuni componenti

Gli aumenti, in alcuni casi, sono stati notevolmente elevati. Alcuni chip di memoria specializzati hanno registrato incrementi di prezzo tra il 300 e il 400 percento, secondo quanto riferisce Tanjeff Schadt della società di consulenza strategica Strategy&.
I rincari, tuttavia, arrivano solo in modo graduale alle aziende finali.
La maggior parte dei semiconduttori non viene acquistata direttamente, ma tramite fornitori intermedi. I contratti con questi ultimi spesso consentono adeguamenti di prezzo solo in date predefinite.
Non tutti i costruttori sono colpiti allo stesso modo
L'impatto varia da un marchio all'altro. Alcuni produttori dispongono ancora di scorte di sicurezza. Altri stanno assorbendo i costi aggiuntivi oppure stanno negoziando contratti a lungo termine.
Per i produttori di massa come Volkswagen si stima un rincaro di appena 17-26 euro per vettura, però si tratta di centinaia di milioni di euro di costi aggiuntivi per azienda. Questo si traduce in una pressione ulteriore su margini già ridotti.
Martin Geißler, consulente di Argon & Co
Bosch, il maggiore fornitore automobilistico al mondo, ha dichiarato di monitorare attentamente la situazione e di essere al momento in grado di rispettare tutti gli impegni verso i clienti. Il concorrente ZF ha preferito non rispondere alle richieste di commento.
La carenza potrebbe protrarsi fino al 2030
Un miglioramento rapido non è in vista. La pressione sui prezzi potrebbe durare almeno fino alla fine del 2026, e probabilmente fino al 2028.
Chey Tae-won, presidente del conglomerato sudcoreano SK Group che, controlla il produttore di chip SK Hynix, ritiene addirittura che l'offerta non riuscirà a soddisfare pienamente la domanda prima del 2030. La costruzione di nuovi impianti produttivi richiede diversi anni.
Nel breve periodo, quindi, i prezzi continueranno a salire. I costruttori automobilistici potrebbero reagire montando meno memoria sui modelli di fascia bassa oppure offrendo pacchetti opzionali a pagamento per i clienti con esigenze più elevate.

E voi, pensate che i costruttori automobilistici debbano trasferire questi aumenti sui consumatori finali, o trovare soluzioni alternative per proteggere i prezzi di vendita?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


