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Bologna diventa la prima città 30 d'Italia
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Bologna diventa la prima città 30 d'Italia

3 min.

Martedì 16 gennaio Bologna è diventata la prima Città 30 d'Italia. Nella maggior parte delle strade del capoluogo ora vige il limite di 30 km/h con sanzioni che partono da 29,40 € in caso di superamento della soglia dei 35 km/h. Ricordiamo infatti che per legge, per essere multati per eccesso di velocità, la velocità del veicolo deve essere superiore al limite consentito +5% della velocità con valore minimo di 5 km/h.

Ma cos'è una Città 30?

Per chi non lo sapesse una Città 30 è un concetto diverso da quello dell'imposizione di un limite basso di velocità per favorire il fioccare di multe. È un modo per favorire invece una circolazione più sicura per i cittadini, privilegiando lo spostarsi a piedi, con i mezzi pubblici o con i mezzi propri di micro-mobilità come biciclette e monopattini.

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Bologna è la prima grande città italiana a diventare Città 30. Per una città con strade più sicure e belle, meno rumore e più tranquilla per tutte le persone! Molti pensano che coincida solo con l’introduzione di un limite a 30 chilometri orari. In realtà Bologna Città 30 è molto di più.
Così recita il sito di Bologna Città 30

Una Città 30 è un “intervento” più ampio e complesso, infrastrutturale e culturale, di riqualificazione dell'ambiente urbano mediante la restituzione di spazio pubblico alle persone, alla loro sicurezza e socialità.

Il concetto di Città 30 è già applicato in alcune città europee, soprattutto nel nord del continente. Esempi di Città 30 sono:

  • Barcellona, Bilbao, Madrid e Valencia in Spagna
  • Nantes in Francia
  • Zurigo in Svizzera
  • Graz in Austria
  • Bruxelles in Belgio
  • Londra ed Edinburgo in Gran Bretagna
  • Helsinki in Finlandia
  • Toronto in Canada

Una Città 30 non per forza significa che il 100% dell'estensione delle strade e dei quartieri diventino a 30 km/h. Alcuni di questi esempi citati infatti applicano il concetto di Città 30 solo ad una porzione della loro estensione. A Barcellona è interessata il 70% della rete cittadina, mentre a Madrid il 90%.

Cosa cambia all'atto pratico?

Qua sotto possiamo vedere la topografia della città di Bologna con i vari limiti di velocità prima del passaggio al concetto di Città 30.

Bologna diventa la prima città 30 d'Italia | Elettronauti.it

Si evince che come accade per molte città, la zona 30 che normalmente viene riservata al centro storico e altre zone particolari è stata ampliata a tutto il suolo cittadino ad eccezione di alcune arterie rimaste a 50 km/h.

Bologna diventa la prima città 30 d'Italia | Elettronauti.it

Ci saranno altre Città 30 in Italia?

Sì. In molte città e capoluoghi si parla di progetti per Città 30 in parte della rete stradale. È un vero e proprio processo culturale prima che di viabilità urbana. In futuro città come Milano, Torino, Roma, Firenze, Lecce, Olbia e molte altre hanno intenzione di sperimentare il concetto di Città 30.

E se poi non dovesse funzionare?

La cosa bella è che ad oggi, nessuna città passata a Città 30 tornerebbe più indietro. I benefici superano di gran lunga i contro.

Nelle Città 30 si riscontrano meno incidenti e meno gravi (vista la velocità più bassa), qualità dell'aria maggiore, meno rumori e una vivibilità maggiore per pedoni e velocipedi.


Voi sareste a favore di trasformare la Vostra città in una Città 30?

Fonte

Federico Fumagalli

di

Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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