

di Emanuele Oggioni
Blockchain contro i dazi USA
Ai dazi sul settore auto e in generale sui beni prodotti nel mondo ed importati dagli statunitensi, la Cina ha risposto con una mossa che potrebbe riscrivere le regole del gioco: lo yuan digitale è stato lanciato nel sistema internazionale di pagamenti, nell’ambito del progetto BRICS Pay. Vediamo di cosa si tratta.

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Il +25% di dazi è solo l’ultimo episodio
Il 25% di aumento dei dazi sulle auto importate negli USA, contro cui le case auto stanno correndo ai ripari temporanei, come Mercedes, sono solo l’ultimo episodio della stupida guerra commerciale che i vari Paesi nel mondo si stanno facendo da tempo (es. Bush, Obama, EU li hanno messi anni fa). E più di recente, vi ricordate che lo scorso anno il precedente governo degli Stati Uniti, di colore opposto a quello attuale, aveva introdotto a maggio 2024 dei dazi del 100% sulle importazioni di auto elettriche cinesi? E di lì a poco, anche i burocrati di Bruxelles avevano seguito Biden con dazi europei contro la Cina.
La sfida al dollaro
Lo yuan digitale, già in fase di test almeno 5 anni, è ora parte integrante dei flussi commerciali tra la Cina e i dieci Paesi ASEAN (Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Vietnam) oltre che con sei nazioni del Medio Oriente. Questo signifca che circa il 38% del commercio globale potrà ora regolarsi senza passare da SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, una società che agisce come intermediario finanziario esecutore delle transazioni finanziarie, ed utilizzata dalla quasi totalità delle banche del mondo) ma soprattutto senza passare dal dollaro statunitense.


I vantaggi del yuan digitale
Uscire dal sistema SWIFT, e usare un sistema di pagamenti parallelo, significa risparmiare, regolare la transazione più velocemente, ed uscire dal controllo del dollaro americano.
In parte è quello che ha già fatto la Russia, che in tal modo ha aggirato la rappresaglia ecnomica occidentale ed ha stretto crescenti rapporti economici con Cina e India, uscendo dal sistema SWIFT e usando le valute locali per gas, petrolio, ed altre materie prime, al posto del dollaro (BRICS Pay, un sistema di pagamenti transfrontalieri in valuta locale che si basa sulla blockchain e sulle infrastrutture di pagamento nazionali dei Paesi membri).
Tutto questo sta portando ad un processo in atto da tempo: la de-dollarizzazione, che segna l’affermazione di un mondo multipolare (promosso in primis proprio dai Paesi BRICS, che ormai valogno oltre il 40% del PIL mondiale), che mira ad una maggiore prosperità economica e stabilità finanziaria senza condizionamenti geopolitici dagli USA (ed in realtà anche dai burocrati dell’UE, che si è scatenata in sanzioni verso terzi che si sono rivelati un vero boomerang, addirittura pari al 45% sulla produzione ed oltre il 100% sui servizi, secondo lo stesso Mario Draghi).
Tutto questo lascia sottointendere una cosa: le guerre economico-finanziarie sui beni fisici, sulle materie prime, sulle merci manufatturiere, si combatto ora sul controllo dei flussi di dati.
Cosa pensate dei dazi e delle contromisure dei BRICS?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.


