

di Gianfranco Franzoni
Batterie per auto elettriche allo stato solido: la Cina fissa lo standard
La Cina compie un nuovo passo nello sviluppo delle batterie per veicoli elettrici allo stato solido, una tecnologia considerata centrale per la prossima fase dell’elettrificazione.
Il Paese ha infatti presentato il primo standard nazionale dedicato a questa tipologia di accumulatori, avvicinando la fase di industrializzazione.
Negli ultimi anni la Cina si è affermata come uno dei principali poli globali dell’industria automobilistica. Grazie alla transizione verso l’elettrico, secondo diverse proiezioni dovrebbe superare il Giappone per vendite complessive di veicoli già nel 2025. In questo contesto, i grandi gruppi nazionali stanno accelerando sull’innovazione per mantenere il vantaggio competitivo.

Nuovo standard nazionale per le batterie allo stato solido
Martedì il Comitato Tecnico Nazionale per la Standardizzazione Automobilistica ha pubblicato il documento intitolato “Solid-State Battery for Electric Vehicle – Part 1: Terms and Classification”, ora aperto alla consultazione pubblica. Il testo definisce in modo chiaro cosa debba essere considerato una batteria allo stato solido e come debba essere classificata.

Il criterio principale riguarda il movimento degli ioni all’interno della cella. In base a questo parametro, le batterie vengono distinte in tre categorie: a elettrolita liquido, ibride solido-liquido e completamente solide.
La bozza non include la definizione di “semi-solido”, termine già utilizzato da alcuni costruttori cinesi.
Di conseguenza, questa classificazione potrebbe essere progressivamente abbandonata.
In parallelo, le batterie allo stato solido vengono ulteriormente suddivise in base al tipo di elettrolita, che può essere solfuro, ossido, composito, polimerico o alogenuro. La distinzione considera anche lo ione conduttore, litio o sodio, e l’orientamento della cella verso alta densità energetica oppure alta potenza.
Requisiti tecnici più stringenti
Lo standard introduce un parametro preciso per qualificare una batteria come “allo stato solido”. La perdita di massa ammessa non deve superare lo 0,5%, un limite più severo rispetto all’1% indicato all’inizio dell’anno dalla China Society of Automotive Engineers. Questo requisito punta a evitare ambiguità e a garantire una definizione tecnica più rigorosa.
Secondo le autorità cinesi, si tratta del primo standard nazionale al mondo dedicato esclusivamente alle batterie per BEV allo stato solido. Il documento rappresenta inoltre solo la prima di quattro parti previste, segnale che il quadro normativo verrà ampliato man mano che la tecnologia si avvicinerà alla produzione commerciale.
CATL, BYD e la corsa alla nuova generazione di celle
Attualmente CATL e BYD controllano oltre il 50% del mercato globale delle batterie per veicoli elettrici. Entrambi i gruppi stanno però investendo in tecnologie emergenti per consolidare la propria posizione.
I piani industriali indicano l’avvio di una produzione limitata di batterie allo stato solido intorno al 2027, con una produzione su larga scala verso la fine del decennio.
In questo scenario si inserisce anche un nuovo progetto pilota dedicato agli elettroliti solidi, sostenuto da CATL, SAIC Motor e dal Guolian Automotive Power Battery Research Institute. L’iniziativa ha recentemente ottenuto l’approvazione regolatoria in Cina.
Il Guolian Automotive Power Battery Research Institute è una società controllata dallo Stato.
Tra i suoi azionisti figurano Dongfeng Motor, Changan Automobile, CATL, FAW Group e altri grandi gruppi industriali cinesi. Il progetto, denominato “All-Solid-State Electrolyte Pilot Production and Testing Validation Capability Construction Project”, mira a sviluppare e testare soluzioni di elettrolita, uno degli elementi più critici per la produzione di massa delle batterie completamente solide.
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Uno scenario globale in rapida evoluzione
La Cina non è l’unico Paese impegnato nello sviluppo di questa tecnologia. In Giappone, Toyota, Nissan e Honda prevedono l’introduzione delle prime batterie allo stato solido tra il 2028 e la fine del decennio. Una tempistica simile è stata indicata anche da costruttori tedeschi come BMW, Volkswagen e Mercedes-Benz.
Negli Stati Uniti, la società Factorial, che collabora con Mercedes-Benz e Stellantis, ha dichiarato che le sue celle potrebbero arrivare su strada già nel 2027. Durante un test effettuato a settembre, una Mercedes EQS modificata e dotata di batterie Factorial ha percorso oltre 1.200 km con una singola carica, pari a circa 745 miglia.
Secondo gli analisti, le prime applicazioni commerciali delle batterie allo stato solido riguarderanno modelli premium o ad alte prestazioni tra il 2027 e il 2028. L’arrivo sui veicoli di grande diffusione è atteso verso la fine del decennio o poco dopo.
Alla luce di questi sviluppi normativi e industriali, secondo te la Cina riuscirà a portare le batterie allo stato solido sul mercato di massa prima dei concorrenti globali?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


