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Usate i mezzi pubblici per non inquinare... dicevano...
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Basta monopattini elettrici! Bandiamoli dalle strade!

Si alza nuovamente un grido di protesta. Basta un nuovo caso, un nuovo incidente (purtroppo fatale), per puntare il dito sul mezzo più discusso dell'ultimo quinquennio. Non parliamo dell'auto elettrica ma dei monopattini elettrici.

I fatti di cronaca ci dicono che di recente ha perso la vita un ragazzo di 18 anni nel milanese. Un fatto increscioso, per cui siamo addolorati ed ovviamente, ci uniamo nell'esprimere le nostre condoglianze alla famiglia. Tuttavia, quello che viene alimentato dopo questi fatti è solo un pensiero d'odio contro il mezzo e non contro le circostante che hanno portato all'incidente.

È troppo facile puntare il dito contro i monopattini elettrici, definiti "bare su ruote" dal padre del giovane, suo malgrado protagonista di questa vicenda. Chi desidera approfondire le identità dei protagonisti, può leggere le notizie di cronaca locale milanese, riportate dai quotidiani.

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Cosa è successo veramente?

Per comprendere perché la richiesta della madre di bandire i monopattini elettrici dalle nostre strade rischi di non affrontare il vero problema, è necessario partire dall’analisi dei fatti. In Italia esistono norme precise che regolano l’utilizzo di questi veicoli, ma troppo spesso non vengono rispettate e, cosa ancora più grave, non vengono adeguatamente fatte rispettare.

Tra queste vi è il divieto di trasportare un passeggero sul monopattino elettrico. Secondo quanto emerso, il giovane avrebbe accettato un passaggio da un amico che si era offerto di accompagnarlo a casa durante la notte, viaggiando quindi in due sullo stesso mezzo, in violazione delle regole vigenti. È inoltre lecito domandarsi se entrambi indossassero il casco, il cui utilizzo era già previsto dalla normativa ben prima delle più recenti modifiche legislative. Nessuno può affermare con certezza che l’esito dell’incidente sarebbe stato diverso, ma è altrettanto difficile escludere che il rispetto di una misura di sicurezza così elementare avrebbe potuto ridurre le conseguenze dell’impatto o addirittura evitare la tragedia.

Più che mettere sotto accusa il mezzo in sé, sarebbe quindi opportuno interrogarsi sul mancato rispetto delle norme e sulla carenza di controlli, fattori che continuano a rappresentare una delle principali criticità della sicurezza stradale nel nostro Paese.

Inoltre, come se non bastasse, il proprietario del monopattino non si sarebbe fermato ad uno stop. Una vettura, che passava in quel momento, non ha potuto evitare lo schianto.

Bandiamo tutto ciò che "provoca" un incidente?

Perché, allora, la responsabilità dovrebbe essere attribuita al monopattino elettrico e non piuttosto alle scelte compiute da chi lo utilizzava? La giovane vittima, infatti, si trovava in una situazione che la legge vieta espressamente: viaggiare come passeggero su un monopattino elettrico. Una condizione che non avrebbe mai dovuto verificarsi e che ha contribuito a creare le circostanze della tragedia.

monopattino elettrico | Elettronauti.it

Senza voler attribuire colpe a chi ha perso la vita, è legittimo chiedersi se il vero problema risieda nel mezzo o, piuttosto, nel mancato rispetto delle regole che ne disciplinano l’utilizzo. Se una norma esiste, è proprio per evitare situazioni di rischio come quella che si è verificata. Ignorarla significa esporsi a pericoli che, purtroppo, possono avere conseguenze drammatiche.

Per le stesse ragioni potremmo proporre di bandire le biciclette dalle nostre strade perché molte persone circolano contromano creando rischi per la loro incolumità e per quella dei poveri automobilisti che se li ritrovano in circostanze in cui non dovrebbe esserci quella variabile tra le tante che già normalmente devono tenere sott'occhio.

O perché non bandire le moto e i motorini, che zigzagando nel traffico creano scompiglio e che sono spesso oggetto di numerosi incidenti stradali fatali. E delle automobili vogliano parlare? Il tasso di incidenti più alto è causato dalle auto. Aboliamole subito! Cosa stiamo aspettando?

Forse stiamo mancando il punto...

In questo ci aiuta l'ex pilota motociclistico e ora giornalista Nico Cereghini, che in un articolo su moto.it centra il punto, cannando a mio modo di vedere le cose l'intero articolo però.

Il punto è che alla guida di questi mezzi, che siano essi monopattini elettrici o automobili non fa alcuna differenza, ci sono le persone. Sono le persone a compiere gli errori, non i mezzi su cui viaggiano.

https://elettronauti.it/come-richiedere-contrassegno-targa-monopattino-elettrico/

E come dice giustamente Nico, ci sono delle regole che devono essere rispettate. Il problema è che pochi rispettano queste regole, ed ancora peggio, quasi nessuno si occupa di farle rispettare. È più facile evidentemente vessare i cittadini se si parcheggia mezzo metro fuori da una linea bianca o se si va a 1 km/h sopra il limite, piuttosto che fermare una bicicletta contromano o due ragazzi su un monopattino elettrico.

Il giornalista intitola l'articolo "basta con i monopattini elettrici: non siamo capaci di rispettare le regole e di farle rispettare". Citando il suo articolo:

Si capisce che il monopattino elettrico sia un mezzo pratico ed economico. Però a questo punto ci parrebbe opportuno bandirlo dalle nostre città: noi utenti non siamo capaci di rispettare le regole e i controllori non sono capaci di farle rispettare...

Nico Cereghini, su Moto.it

...E’ ora di fermare i monopattini elettrici o drasticamente limitarli, come stanno già facendo in Europa...

...A Parigi i monopattini elettrici in sharing sono vietati dal primo settembre 2023. Lo ha deciso un referendum cittadino: si è espresso a favore del divieto addirittura l'89% dei parigini.

Nico Cereghini, su Moto.it

Come avevamo scritto anche noi nell'ormai lontano settembre 2023, è vero che a Parigi è stato fatto un referendum per vietare i monopattini in sharing (non quelli privati). Ma è fuorviante il dato dell'89% dei parigini contrari, se non addirittura in malafede per enfatizzare una misura che è stata presa per limitare l'inciviltà che regna tra gli utilizzatori europei dei mezzi in sharing (non solo monopattini elettrici).

La verità, come riportammo 3 anni fa, è che solo il 7% dei parigini aventi diritto votarono il referendum. Di conseguenza si sa che solo il 6,2% dei parigini si è schierata e dichiarata ufficialmente contraria ai monopattini elettrici in sharing.

Prima li mettono e ora li tolgono. Cosa sta succedendo ai monopattini elettrici in Europa?
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È facile quindi distorcere la realtà per far sembrare una cosa al posto di un'altra.

Anche incoraggiare a "togliere i monopattini elettrici dalle città" è una pagliacciata degna di tutte quelle che persone che pensano più a nascondere i problemi piuttosto che a risolverli.

Soprattutto dicendo che esisterebbero già alternative quali biciclette e scooter.

E’ ora di fermare questa deriva micidiale...

Ma nel caso del monopattino elettrico non dovrebbero essere necessari chissà quanti dibattiti e scontri politici… Basta il coraggio: via i monopattini elettrici dalle città...

L’interesse della collettività deve contare di più. Oltretutto le alternative già ci sono: le bici e gli scooter elettrici, privati o in sharing, possono bastare.

Nico Cereghini, su Moto.it

Giusto per dare qualche dato riferito al 2025 in Italia:

  • Incidenti con lesioni che hanno coinvolto monopattini elettrici: 4.000, 20 vittime
  • Incidenti con lesioni che hanno coinvolto motoveicoli: 40.000, 716 vittime
  • Incidenti mortali che ha coinvolto ciclisti: 222, di cui la maggior parte di età superiore ai 65 anni

Non mi sembra che le alternative proposta dall'ex pilota Nico Cereghini siano convincenti da questo punto di vista. Sarebbe meglio intervenire con veri controlli effettuati da chi è preposto a far rispettare le regole, piuttosto che "togliere di mezzo" alcuni mezzi di trasporto. Perché purtroppo esistono moltissime regole che non vengono fatte rispettare. Certo, oggi è più importante multare chi non ha il targhino (qui la guida si come richiederlo) piuttosto che i minorenni alla guida o chi passa con il rosso.




A questo punto vorrei avanzare anch'io una proposta: aboliamo anche i pedoni, visto che alcuni vagano per le strade con le cuffie anti-rumore che non sentirebbero nemmeno un Boeing sulla pista di rullaggio?

Fonte | Via

Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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