
di Andrea Cornali
Le aziende cinesi frenano sull'elettrico in Europa, tariffe e mercato stagnante bloccano la crescita
Dopo cinque anni di rapida espansione in Europa, il 2024 segna un arresto per i produttori cinesi di auto elettriche.
Le nuove barriere commerciali imposte dall'Unione Europea e il rallentamento del mercato hanno complicato l'aumento delle vendite, fermando la corsa di marchi come SAIC e MG.
Secondo i dati di Dataforce, le immatricolazioni di veicoli elettrici dei brand cinesi sono calate del 3,5% nell'ultimo anno, il primo declino registrato dall'ingresso sul mercato europeo.
Nel complesso, marchi come BYD e Xpeng hanno raggiunto una quota di mercato dell'8,5%, con un totale di circa 120.000 veicoli venduti nell'anno.
L’impatto dei dazi UE sulle aziende cinesi
A dicembre, le case automobilistiche cinesi hanno detenuto l'8,2% del mercato EV in Europa, un lieve incremento rispetto a novembre ma comunque inferiore alla media.
La flessione coincide con l’introduzione di nuovi dazi da parte dell'UE, che ha ritenuto ingiusti i sussidi statali cinesi.

Nel caso di MG, le imposte hanno superato il 45%, incidendo pesantemente sulle strategie commerciali.
Per BYD, invece, è stato applicato un dazio aggiuntivo del 17% oltre all’imposta standard del 10%.
Le tariffe, inizialmente previste per luglio, sono state oggetto di intense trattative prima della loro implementazione.
La loro applicazione ha scatenato proteste non solo tra le aziende cinesi, ma anche tra i colossi occidentali, Tesla e BMW hanno avviato azioni legali per contrastarle.
La risposta dei marchi cinesi
L'ex marchio britannico MG, oggi controllato dal colosso statale SAIC, ha perso la leadership tra i brand cinesi in Europa, dopo un’impennata delle scorte registrata a giugno per anticipare l'entrata in vigore delle tariffe.
BYD, invece, ha continuato a investire nella regione, espandendosi in Grecia e stringendo accordi con la società francese di leasing Ayvens.

Per aggirare le nuove imposte, BYD sta costruendo una fabbrica in Ungheria e pianifica un nuovo stabilimento da un miliardo di dollari in Turchia, paese che beneficia di un'unione doganale con l'UE.
Xpeng, dal canto suo, ha rafforzato la propria presenza in mercati chiave come Danimarca, Norvegia e Paesi Bassi.
Prezzi e competitività
Il prezzo rimane un elemento chiave nella competizione tra i brand cinesi e le case automobilistiche europee.
La BYD Atto 3, ad esempio, viene venduta in Germania a partire da €37.990, mentre in Cina il suo prezzo è inferiore del 44%, attestandosi intorno ai €21.300.
Anche la MG4, uno dei modelli più popolari nel Regno Unito, costa £26.995 (€32.270,13), mentre sul mercato cinese il prezzo scende a circa £15.100 (€18.049,03).
Nonostante queste differenze, la BYD Atto 3 rimane più conveniente della Volkswagen ID.4, che in Germania ha un prezzo di partenza di €48.635.
Questo vantaggio permette a BYD di assorbire parte dei costi aggiuntivi imposti dai dazi europei senza compromettere l’espansione nel continente.
Le aziende europee, come BMW, ma anche Tesla, faticano a reggere il peso delle nuove tariffe.

BMW ha contestato apertamente la misura, sostenendo che non rafforzerà la competitività europea, ma rischia di rallentare la transizione ecologica e penalizzare le aziende globali.
La casa automobilistica tedesca auspica un accordo negoziato tra Bruxelles e Pechino, sottolineando che “un conflitto commerciale non farà altro che creare perdenti su entrambi i fronti”.
Fateci sapere cosa ne pensate della situazione dazi, secondo voi, rallenteranno la transizione ecologica?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

