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Auto a idrogeno: il costo nascosto dei serbatoi

Le auto a celle a combustibile alimentate a idrogeno vengono spesso presentate come una delle possibili alternative alle motorizzazioni tradizionali. Tuttavia, esiste un aspetto poco conosciuto che potrebbe incidere in modo decisivo sul loro valore nel tempo: la durata certificata dei serbatoi ad alta pressione.

A differenza di molti altri componenti automobilistici, i serbatoi di idrogeno installati sulle vetture a celle a combustibile non possono essere utilizzati indefinitamente. Al termine della vita utile stabilita dal costruttore, devono infatti essere sostituiti per consentire al veicolo di continuare a circolare.

Serbatoi a 700 bar con una data di scadenza

Nelle moderne vetture a idrogeno il carburante viene immagazzinato in serbatoi compositi in fibra di carbonio (CFK), progettati per resistere a pressioni fino a 700 bar.

Durante il processo di omologazione, i produttori devono dimostrare che questi componenti mantengano adeguati livelli di sicurezza per un determinato periodo. Una volta raggiunta la scadenza certificata, il serbatoio perde la propria autorizzazione all’uso.

Il motivo è legato all’invecchiamento dei materiali. Nel corso degli anni i serbatoi sono sottoposti a continui cicli di carica, variazioni di temperatura, stress meccanici e fenomeni come la permeazione dell’idrogeno attraverso i materiali.

Attualmente non esiste inoltre un metodo standardizzato e universalmente riconosciuto che consenta di verificare in modo affidabile lo stato di salute di questi serbatoi direttamente sul veicolo.

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Quando scatta l’obbligo di sostituzione

Le prime normative europee sulle auto a idrogeno erano disciplinate dal Regolamento CE n. 79/2009.

Tale regolamento consentiva ai costruttori di stabilire una durata massima fino a 20 anni.

Successivamente il quadro normativo è stato sostituito dal regolamento generale europeo sulla sicurezza dei veicoli e dalla normativa internazionale UN/ECE R134, oggi riferimento principale per l’omologazione dei veicoli a idrogeno.

Nella pratica, molti costruttori certificano i serbatoi per periodi compresi tra 15 e 20 anni, in base ai dati di durata e sicurezza disponibili.

Toyota Mirai: fino a 34.000 euro per il cambio dei serbatoi

Uno dei casi più interessanti riguarda la Toyota Mirai, la vettura a idrogeno più diffusa al mondo. La prima generazione, prodotta dal 2014 al 2020, utilizza due serbatoi da 60 e 62,4 litri e prevede una durata di 20 anni.

La seconda generazione, commercializzata dal 2020, utilizza tre serbatoi da 64,9, 52 e 25,3 litri. In questo caso Toyota indica una durata di 15 anni. Secondo Toyota Germania, la sostituzione completa dei tre serbatoi richiede circa 24 ore di manodopera, equivalenti a tre giorni lavorativi.

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Il costo dei componenti rappresenta però la voce più pesante. Considerando un prezzo indicativo di circa 10.000 euro per ciascun serbatoio, il conto può arrivare a circa 30.000 euro solo per i ricambi. A questi vanno aggiunti circa 4.000 euro di manodopera.

La spesa complessiva può quindi raggiungere 34.000 euro, una cifra superiore al valore di mercato di molti esemplari usati.

La situazione appare ancora più evidente osservando il mercato dell’usato. Alcune Mirai di prima generazione immatricolate nel 2019 e con circa 60.000 km vengono proposte a circa 6.000 euro. Esemplari della seconda generazione consegnati nel 2023 e con appena 2.500 km risultano disponibili intorno ai 20.000 euro, contro un prezzo di listino di 63.900 euro da nuove.

Hyundai: tra 15 e 20 anni a seconda del modello

Anche Hyundai adotta criteri analoghi. La Hyundai ix35 Fuel Cell utilizza due serbatoi da 100 e 44 litri ed è stata omologata secondo la precedente normativa europea.

Lo stesso vale per la prima generazione della Hyundai Nexo, equipaggiata con tre serbatoi da 52,2 litri ciascuno.

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Copertina con esempio di vettura Fuel Cell: New Toyota Mirai
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Per questi modelli la durata può arrivare fino a 20 anni, a seconda delle specifiche indicate dal costruttore.

La seconda generazione della Nexo, introdotta nel 2025, impiega tre serbatoi da 54,2 litri. Sul mercato vengono spesso indicati intervalli compresi tra 15 e 20 anni, ma il riferimento ufficiale resta quello riportato dal produttore sul veicolo.

Honda Clarity: in Europa nessuna sostituzione prevista

Un caso particolare è rappresentato dalla Honda Clarity Fuel Cell.

Il modello non è mai stato commercializzato ufficialmente sul mercato europeo. Honda Germania ha confermato che non effettua la sostituzione dei serbatoi per questo veicolo.

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Di conseguenza, chi acquista un esemplare importato deve considerare attentamente la disponibilità futura di assistenza e ricambi. Una volta raggiunta la scadenza dei due serbatoi da 117 e 24 litri, il ciclo di vita del veicolo potrebbe di fatto concludersi.

Mercedes GLC F-Cell: progetto sperimentale a tempo

Anche la Mercedes GLC F-Cell, prodotta in quantità limitate dal 2018, rappresenta un caso particolare. Il SUV utilizzava due serbatoi da 100 litri e veniva proposto esclusivamente tramite leasing a clienti selezionati.

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Al termine dei contratti Mercedes ha ritirato tutti gli esemplari distribuiti in Germania e Giappone, smontandoli successivamente.

L’operazione era stata concepita fin dall’inizio come progetto sperimentale e non come modello destinato a una lunga permanenza sul mercato.

BMW punta a 25 anni con l’iX5 Hydrogen

BMW sta seguendo una strada diversa con il futuro iX5 Hydrogen, previsto per il debutto commerciale nel 2028.

Il sistema utilizza sette serbatoi collegati tra loro in una configurazione piatta. Secondo BMW, l’evoluzione della normativa UN/ECE R134 consentirebbe di certificare il sistema per una durata fino a 25 anni.

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Se confermata nell’omologazione definitiva, una vettura prodotta nel 2028 potrebbe richiedere la sostituzione dei serbatoi soltanto nel 2053.

Perché non è possibile limitarsi a un controllo periodico

La questione centrale riguarda la natura stessa dei serbatoi.

I contenitori compositi in fibra di carbonio devono resistere a pressioni estremamente elevate e a migliaia di cicli di rifornimento. Allo stesso tempo possono sviluppare microdanneggiamenti interni non facilmente rilevabili dall’esterno.

Esistono tecniche di controllo utilizzate in ambito industriale. Tuttavia non è ancora disponibile una procedura economica, standardizzata e applicabile in officina che permetta di certificare con certezza la sicurezza di un serbatoio oltre la durata prevista.

Di conseguenza, costruttori, officine e organismi di certificazione preferiscono attenersi ai limiti temporali stabiliti in fase di omologazione.

Un problema che pesa soprattutto sull’usato

L’impatto economico riguarda soprattutto il mercato delle vetture di seconda mano. Man mano che si avvicina la scadenza dei serbatoi, il valore commerciale dell’auto tende a diminuire. Chi acquista deve infatti considerare la possibilità di affrontare una spesa che può superare ampiamente il valore residuo del veicolo.

In parallelo, il numero limitato di auto a idrogeno in circolazione non favorisce la nascita di fornitori alternativi né la riduzione dei costi dei ricambi.

Questo crea un circolo vizioso: pochi veicoli significano costi elevati, mentre i costi elevati frenano ulteriormente la diffusione della tecnologia.

Il confronto con GPL e metano

Anche i veicoli alimentati a GPL o metano sono soggetti a controlli e limiti temporali per i serbatoi. La differenza principale riguarda però i costi. In questi casi la verifica periodica o l’eventuale sostituzione risultano generalmente molto meno onerose rispetto ai sistemi a idrogeno da 700 bar.

Inoltre esiste una rete di officine molto più ampia e una maggiore disponibilità di componenti.

Il futuro delle auto a idrogeno passa dai serbatoi

Per rendere davvero sostenibile il mercato delle auto a celle a combustibile, il settore dovrà affrontare due sfide fondamentali.

La prima riguarda lo sviluppo di procedure di controllo affidabili che consentano di estendere la vita operativa dei serbatoi quando le condizioni di sicurezza lo permettono.

La seconda riguarda la riduzione dei costi grazie a volumi produttivi più elevati e all’ingresso di nuovi fornitori.

Fino a quando questi due obiettivi non saranno raggiunti, la scadenza dei serbatoi resterà uno degli elementi più critici per il valore residuo delle auto a idrogeno e per la loro diffusione nel mercato dell’usato.

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E voi, prendereste in considerazione l’acquisto di un’auto a idrogeno usata sapendo che la sostituzione dei serbatoi potrebbe costare più dell’intero veicolo?

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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