

di Matteo Valenza
https://www.youtube.com/watch?v=gL4clA0S8vU
Auto elettriche e IVA al 4%: come funziona il tetto di 150 kW
L’agevolazione dell’IVA al 4% destinata alle persone con disabilità viene estesa anche alle automobili elettriche e, in modo esplicito, alle ibride. L’emendamento al decreto fiscale descritto nel dicembre 2019 supera così un’esclusione legata alla formulazione originaria della normativa, ma introduce per queste vetture un requisito preciso: sul libretto non devono risultare più di 150 kW.
Dalla cilindrata alla potenza in kilowatt
La disciplina precedente risaliva al 1972 e definiva l’accesso all’IVA agevolata attraverso la cilindrata. I limiti indicati erano pari a 2.000 centimetri cubici per le auto a benzina e a 2.800 centimetri cubici per quelle diesel. Un criterio incompatibile con le elettriche, che non hanno cilindrata e rimanevano quindi escluse dall’applicazione dell’agevolazione.
L’emendamento approvato dalla Commissione Finanze della Camera interviene su questo vuoto, includendo le auto elettriche e specificando anche quelle ibride. Secondo le tempistiche riportate, il provvedimento sarebbe diventato legge dal 25 dicembre 2019, con effetti sostanzialmente a partire dal 2020.
Il passaggio dalla cilindrata alla potenza non elimina però ogni limitazione. Per accedere all’IVA al 4%, il valore riportato sulla carta di circolazione deve rimanere entro 150 kW. Non è dunque sufficiente conoscere la potenza massima pubblicizzata dal costruttore: il dato decisivo è quello presente sul libretto della singola versione.
Perché la potenza sul libretto è più bassa
Il valore fiscale delle auto elettriche deriva dalla potenza media erogabile nell’arco di 30 minuti. Questo metodo può produrre una differenza consistente rispetto al picco massimo disponibile in accelerazione. Un motore elettrico può infatti offrire prestazioni elevate per un periodo limitato, mentre il mantenimento prolungato della massima potenza può essere condizionato dalla temperatura della batteria e dalla conseguente gestione elettronica.
La Tesla Model 3 Long Range fornisce un esempio della distanza tra i due valori: la potenza massima ufficiale indicata dal costruttore è di 257 kW, mentre quella riportata ai fini fiscali è di 153 kW. È quest’ultimo numero a essere confrontato con la soglia prevista per l’agevolazione.
Il criterio dei 30 minuti può quindi favorire alcune elettriche molto più potenti di quanto suggerisca il libretto. Allo stesso tempo, crea una soglia netta: anche uno scarto di pochi kilowatt è sufficiente a escludere una versione dall’IVA agevolata.
Quali Tesla rientrano nel limite
Tra le versioni di Tesla Model 3 considerate, la Standard Range Plus rientra nell’agevolazione grazie ai 100 kW dichiarati sul libretto. La Long Range, con 153 kW, supera invece la soglia di 3 kW. Anche la Model 3 Performance resta esclusa: il suo valore fiscale è di 155 kW, quindi 5 kW oltre il limite.
Per Tesla Model S e Model X, nessuna delle versioni nuove allora disponibili risultava compatibile con il tetto fissato dalla norma. Il confronto mette in evidenza quanto sia importante distinguere tra modelli che possono apparire simili nella gamma ma riportano potenze fiscali differenti.
Gli altri modelli citati e la verifica sul libretto
Tra gli esempi indicati come compatibili con la soglia figurano BMW i3 e i3s, Hyundai Ioniq, Hyundai Kona Electric, Nissan Leaf con batteria da 40 kWh e potenza riportata di 90 kW, Renault Zoe, Smart ForTwo e Smart ForFour. La Jaguar I-Pace, indicata a 172 kW, rimane invece fuori dall’agevolazione.
L’elenco non va interpretato come una lista completa del mercato. Versioni, allestimenti e motorizzazioni possono avere valori differenti, mentre il requisito fiscale viene applicato al dato registrato sulla carta di circolazione. Prima dell’acquisto è quindi essenziale verificare la potenza riportata sul libretto dello specifico modello.
L’estensione dell’IVA al 4% corregge l’esclusione delle tecnologie prive di cilindrata, ma il limite di 150 kW resta determinante. La conseguenza pratica è che vetture appartenenti alla stessa famiglia possono ricevere un trattamento diverso per pochi kilowatt, anche quando la potenza massima effettiva è molto superiore al valore fiscale.
Una domanda per voi
Il limite di 150 kW calcolato sulla potenza media di 30 minuti è un criterio adeguato per definire l’accesso all’IVA agevolata?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=gL4clA0S8vU

di
Matteo Valenza
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Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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