

di Emanuele Oggioni
Appello di Elettricità Futura alle Regioni
Elettricità Futura, la principale associazione della filiera industriale nazionale dell’energia elettrica, che rappresenta oltre il 70% del mercato elettrico italiano, ha fatto un appello alle regioni.
LAVORATE PER RIDURRE I PREZZI DELL'ENERGIA ELETTRICA!
Questo l'appello di Elettricità Futura
Infatti, adesso dipende dalle leggi regionali sulle “aree idonee” (qui in Gazzetta Ufficiale) la possibilità di installare impianti rinnovabili, le tecnologie che offrono a imprese e famiglie elettricità al minor costo.
Ad oggi, ancora tanto gas
In agosto è aumentata la domanda di energia elettrica in Italia: per produrla abbiamo utilizzato più gas, in quanto solo il 40% circa dell’elettricità che abbiamo consumato è stata prodotta con le energie rinnovabili. Il risultato? Un aumento di quasi il 15% del prezzo dell’energia elettrica (PUN= prezzo unico nazionale medio) rispetto al mese di luglio. Infatti, l’Italia è il Paese europeo che più fa ricorso al gas per produrre energia elettrica, un combustibile che per il 96% importiamo dall’estero. Siamo quindi i più esposti in Europa alla volatilità del prezzo del gas che dipende da equilibri geopolitici fuori dal nostro controllo.
https://elettronauti.it/italia-avanti-rinnovabili/
Gli obbiettivi di Elettricità Futura
Per aumentare la sicurezza energetica del Paese, raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e ridurre i prezzi dell’energia elettrica, una priorità irrimandabile, per ridare competitività alle imprese italiane e tagliare la spesa per le famiglie, è urgente:

- 1. Aumentare la produzione nazionale di energia elettrica.
- 2. Accelerare l’installazione delle tecnologie che producono elettricità al minor costo, ovvero gli impianti rinnovabili, e che utilizzano risorse nazionali (acqua, sole, vento, biomasse), e la diffusione dei sistemi di accumulo.
- 3. Eliminare le barriere normative che frenano lo sviluppo delle rinnovabili e ne fanno aumentare i costi di realizzazione, già adesso tra i più alti d’Europa a causa della burocrazia.
Il nodo Regioni
La possibilità di raggiungere questi obiettivi dipende adesso dalle Regioni perché, con il Decreto Aree Idonee, il Governo ha demandato a livello regionale la totale discrezionalità nell’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile, ha dichiarato Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura che ha sottolineato come “Le Regioni hanno una responsabilità enorme di fronte al Paese”.

Secondo Elettricità Futura; è di fondamentale importanza che nella nuova definizione delle aree idonee di competenza delle Regioni siano fatti salvi i progetti che dal 2021 ad oggi sono stati localizzati nelle aree definite idonee ai sensi del decreto che ha attuato la RED II (aree idonee ex lege, art. 20 comma 8 d.lgs. 199/2021). Inoltre, in merito al regime transitorio, le Regioni dovrebbero prevedere che le nuove disposizioni non si applichino ai progetti per i quali, alla data di entrata in vigore della legge regionale, sia stata avviata almeno una delle procedure amministrative necessarie ad ottenere l’autorizzazione a realizzare l’impianto.
Inserire almeno queste due previsioni nelle leggi regionali permetterà anche di limitare il numero di ricorsi contro il DM Aree Idonee e le Regioni stesse, un provvedimento che arriva con oltre due anni di ritardo.
La burocrazia pesa sui costi
Se nelle leggi regionali non venissero previste almeno queste due misure, diventerebbe praticamente impossibile realizzare nuovi impianti, e i costi dei pochissimi progetti rinnovabili che vedrebbero la luce salirebbero notevolmente, causando un aumento del prezzo dell’elettricità prodotta. Già adesso i costi per gli operatori che producono elettricità in Italia sono i più elevati rispetto agli altri Paesi europei, a causa dei costi dei terreni e di sviluppo dei progetti (che incidono per oltre il 40% sul costo di realizzazione di un impianto fotovoltaico di grande taglia), dei maggiori oneri burocratici e della lunghezza degli iter autorizzativi. Infine, bisognerebbe tener conto delle forti diversità tra i Paesi europei (es. tra Francia, Germania, Italia) in termini di sostegni pubblici alle imprese energivore, un fattore che incide sul costo dell’elettricità. Andrebbero considerate anche le differenze fiscali: negli altri Paesi europei c'è una tassazione più bassa rispetto all’Italia.
Cosa ne pensate di questo appello di Elettricità Futura?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.


