

di Gianfranco Franzoni
Amazon sta finanziando il primo parco di alghe "eoliche"
Nel 2019, Amazon ha creato il Right Now Climate Fund, un fondo da 100 milioni di dollari per soluzioni basate sulla natura per ripristinare e conservare foreste, zone umide e praterie in tutto il mondo. Con queste finalità, Amazon sta finanziando il primo Parco di Alghe Eoliche Offshore su scala commerciale che primo al mondo si troverà tra le turbine e presenta innumerevoli potenzialità.
Fattoria di Alghe
Il progetto che prende il nome di North Sea Farm 1, sarà al largo della Costa Olandese e consisterà in un allevamento di alghe di 10 ettari che già dal suo primo anno dovrebbe produrre almeno 6.000 chilogrammi di alghe. La previsione è di renderlo operativo entro la fine dell’anno 2023 per avere un primo raccolto nella primavera del 2024.
Si spera che il progetto si evolva come agricoltura offshore e possa essere implementato a livello mondiale.
Nel comunicato stampa di presentazione, Amazon non fornisce alcun dettaglio sul parco eolico, non si ha neppure la certezza che esista già o se deve ancora essere realizzato, quante turbine verranno installate e se genererà effettivamente energia pulita, ma dall’immagine diffusa che vedete qui sotto, pare si tratti di un parco galleggiante.
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Si ha però la certezza che, gli agricoltori del mare del nord, un collettivo di allevatori ed imprese olandesi che stanno lavorando per promuovere la coltivazione e l’utilizzo sostenibile delle alghe nella loro regione, stanno guidando il progetto, unitamente ai ricercatori del Plymouth Marine Laboratory, ai produttori di alghe Algaia ed anche agli appaltatori marini Van Oord.
Per questo progetto Amazon ha stanziato 1.5 milioni di euro provenienti dal suo Fondo per il Clima.
Spieghiamo i dettagli del progetto finanziato da Amazon
Collocando un’azienda agricola nello spazio inutilizzato tra le turbine eoliche è possibile espandere la coltivazione di alghe nel Mare del Nord, potrebbe occupare tutto lo spazio occupato dai parchi eolici ed entro il 2040 potrebbe ammontare a circa 1 milione di ettari, con l’effetto di ridurre milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Le alghe infatti assorbono CO2 durante la fotosintesi aiutando a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, molto più di quanto siano in grado di fare le piante terrestri, ma non finisce qui, possono fornire anche un habitat che sostenga la biodiversità a favore di pesci, granchi e molluschi. Interessante poi valutare che le alghe possono essere una fonte di cibo nutriente e sano, non avendo necessità di fertilizzanti o pesticidi, per crescere e non si spreca acqua dolce. Il raccolto può essere effettuato tutto l’anno ed utilizzato per una vasta gamma di prodotti, non solo alimenti ma anche cosmetici, fertilizzanti e biocarburanti.
Un’altra ragione per coltivare alghe è che gli esseri umani hanno distrutto molte zone di pesca in tutto il mondo ed i posti di lavoro che si sono persi, possono convertirsi alla coltivazione.
Potenzialmente potrebbero essere creati nel settore europeo delle alghe, fino ad 85.000 posti di lavoro full-time, replicando la North Sea Farm 1. Questi posti non sarebbero solo disponibili per il processo agricolo, ma anche per la lavorazione e vendita di prodotti a base di alghe.
Voi avete mai consumato piatti a base di alghe?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


