
Agosto 2026 eguaglia il record globale di caldo
Agosto 2026 ha eguagliato luglio 2023 come mese più caldo mai osservato. La temperatura media mensile è risultata superiore di 1,65 °C rispetto ai livelli preindustriali, secondo il Servizio per il cambiamento climatico Copernicus dell’Unione europea.
Il dato è stato registrato mentre il super El Niño più intenso mai osservato amplificava temperature già aumentate a causa del riscaldamento globale. Samantha Burgess di Copernicus ha affermato che gli esseri umani non avrebbero sperimentato temperature superiori a quelle dell’estate 2026 negli ultimi 100.000 anni.
Record anche per la superficie degli oceani
Il caldo non ha riguardato soltanto l’atmosfera. Agosto è stato anche il mese più caldo registrato per l’oceano extratropicale, con la temperatura superficiale che ha raggiunto un picco di 21,1 °C. Nel Pacifico tropicale sono state osservate temperature senza precedenti, accompagnate dal rallentamento dei venti e dallo spostamento delle acque calde verso il Pacifico orientale.
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Secondo Burgess, l’elemento distintivo di agosto 2026 è il raggiungimento simultaneo di livelli senza precedenti in più componenti del sistema climatico. La sua previsione indica che El Niño potrebbe intensificarsi fino a dicembre e che alcuni mesi potrebbero risultare fino a 2 °C più caldi della media.
Gli effetti registrati durante l’estate europea
Il record di agosto ha chiuso l’estate più calda mai registrata nell’Europa occidentale. Quattro grandi ondate di calore, insieme a una grave siccità, hanno contribuito ad alimentare vasti incendi vicino a Bordeaux e Madrid. L’abbassamento dei principali fiumi ha inoltre fatto emergere reperti, tra cui ossa di mammut lanosi e imbarcazioni naziste.
Durante le ondate di calore sono stati stimati in Europa almeno 35.000 decessi in eccesso rispetto a quanto statisticamente previsto. Anche i raccolti, compreso quello del grano, sono attesi su livelli inferiori al normale.
Il caldo di agosto è stato inoltre collegato al crollo di un ghiacciaio che ha distrutto diverse città in Nepal e Tibet. Le informazioni disponibili riportano almeno 1.300 morti confermati e più di 5.500 dispersi; il collegamento è indicato come un’associazione, non come una causalità definitivamente stabilita.
Emissioni e adattamento tra le priorità indicate
Alla luce del record, l’Energy and Climate Intelligence Unit ha chiesto ai leader attesi alla COP31 di novembre di invertire l’aumento delle emissioni di gas serra e investire maggiormente nell’adattamento agli impatti climatici già in corso.
Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha affermato che il mondo supererà l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di contenere il riscaldamento entro 1,5 °C. L’organizzazione ha indicato la necessità di puntare successivamente a invertire il riscaldamento, anche attraverso approcci come la rimozione dell’anidride carbonica.
Una domanda per voi
Come dovrebbero essere bilanciati la riduzione delle emissioni e gli investimenti nell’adattamento agli impatti climatici?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

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