A 2.436 metri con l’auto elettrica: montagna estrema
L’auto elettrica è adatta alla montagna o sconsigliata? Proviamola insieme.
Si parte dalla pianura padana, provincia di Varese, per salire di oltre duemila metri di dislivello al passo della Furka, ormai prossimo alla chiusura invernale. Qui ha già nevicato nei gironi scorsi, vista l’altezza di oltre duemila quattrocento metri, ed ai bordi della strada ci sono cumuli di neve. Questo passo di montagna, tra i più alti di tutto l’arco alpino, di solito chiude da metà Ottobre a metà Maggio o inizio Giugno a seconda dalla quantità di neve caduta in inverno.

La partenza
Carichiamo di notte a casa quanto ci serve per partire con il 100% di carica, con la nostra Tesla Model 3 Long Range. Ricordo che l’autonomia dichiarata all’acquisto, ossia con batteria nuova di zecca, è di 540km, e che nella nostra esperienza di oltre un anno e mezzo, con oltre 50 mila chilometri di strada, l’autonomia elettrica quattro stagioni è di circa 500 chilometri con un pieno completo in percorso misto. Potrà quindi spaventare il sapere che raggiungiamo la nostra meta, dopo soli poco più di due ore e 160 chilometri, avendo consumato addirittura il 49% della nostra batteria pienamente carica: arriviamo in cima al passo con solo il 51% di autonomia. Ciò significa 201 Wh/km di consumo, ben sopra la media di 154 Wh/km dei nostri primi 51 mila chilometri.
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La discesa dalla montagna
Ripartiamo con il 50%, quindi in mezza giornata di sosta abbiamo perso l’1% di autonomia vista la temperatura piuttosto bassa (non più di 10 gradi). Anche questo è un fattore da tenere in considerazione: durante la sosta, un’auto elettrica può perdere qualche punto percentuale di autonomia, se le temperature non sono particolarmente elevate. D’inverno a sciare abbiamo perso anche il 4-5% in mezza giornata, con temperature di molto sotto lo zero e con l’auto parcheggiata in ombra!

Il bello dell’auto elettrica è il consumo in discesa. Che non c’è, anzi è negativo, ossia… la discesa è fonte di ricarica per un’auto elettrica con un sistema di frenata rigenerativa efficiente, come lo è quello di Tesla. Quindi ripercorriamo i circa 160 chilometri per tornare a casa, in pianura, e ci arriviamo con ben il 35% di autonomia, ossia abbiamo consumato nel viaggio di ritorno solo il 15% contro il 49% dell’andata! Ciò significa 63 Wh/km di consumo, grazie in verità non solo alla discesa, ma anche al fatto che sulle autostrade svizzere ci sono limiti molto bassi, e quindi andare al massimo a 100 km/h (o anche a 80 km/h in alcuni tratti) comporta un risparmio per l’auto elettrica, come per quella termica.
Analizzando i consumi...
Ma in montagna l’auto elettrica vince sulla termica, in quanto alla fine del nostro viaggio, tra andata e ritorno, abbiamo consumato circa 45 kWh, per un consumo medio di soli 134 Wh/km, ben al di sotto della nostra stessa media annuale (come scritto prima, di 154 Wh/km). In altre parole, un percorso di montagna, andata e ritorno con lo stesso dislivello, prima positivo e poi negativo, è del tutto neutrale per un’auto elettrica, anzi tende a guadagnarci in autonomia.
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E a Voi, elettronauti, esperienze simili con l'auto elettrica da raccontare?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

