
di Federico Fumagalli
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L'auto elettrica è lenta a ricaricarsi. È un'affermazione vera. Ma solo se riferita al fatto che i tempi di ricarica di un'auto dipendono soprattutto da diversi fattori, interni ed esterni all'auto stessa, come la temperatura dell'ambiente. Perché che una vettura abbia una batteria più o meno capiente, in media possiede una capacità di ricaricarsi quasi interamente nell'ordine della mezz'ora, ma anche di soli 10-15 minuti nei casi attualmente più virtuosi. E in futuro sappiamo benissimo che si arriverà a tempi comparabili con il pieno di carburante. Ma questo dipende solo ed esclusivamente dalla colonnina alla quale attacchiamo l'auto a ricaricarsi. Un fattore esterno per l'appunto, ed è di questo che parleremo oggi.
Non esiste una risposta univoca alla domanda del titolo. Dipende certamente dall'auto ma soprattutto dall'infrastruttura che abbiamo a disposizione. Non tutti sono attrezzati con una wallbox o con un contatore da diversi kilowatt da dedicare esclusivamente alla ricarica della propria auto.
Fattori interni
Ogni vettura elettrica ha due caratteristiche che non variano in base al contesto in cui vengono inserite per effettuare la ricarica. La prima è la capacità effettiva della batteria, che si esprime in kilowattora (kWh), e la seconda caratteristica è la potenza massima di ricarica dell'On-Board-Charger (OBC) della vettura. Non esiste uno standard, ma potremmo affermare che 11 kW è la potenza media di ricarica lenta della maggior parte delle auto elettriche. Alcune vetture potrebbero però avere una velocità di ricarica più lenta, anche sotto i 6 kW, mentre altre puntano tutto su una carica lenta più prestazionale da 22 kW, andando anche ad eliminare la possibilità di usare le colonnine ad alta potenza.
Quello che si capisce da questi due fattori interni è che a livello teorico il tempo stimato per caricare un vettura è dato dalla capacità della sua batteria diviso la potenza massima che può assorbire. Ad esempio, una citycar potrebbe impiegare poco meno di 3 ore a ricaricare una batteria da 30 kWh sfruttando la potenza massima di 11 kW, mentre ad una berlina servirebbero anche più di 10 ore per ricaricare batterie da 120 kWh o più. Appurata questa semplice equazione, proseguiamo parlando di ciò che non dipende dall'auto.
Fattori esterni: con cosa la ricarichiamo l'auto elettrica a casa?
All'inizio è stato detto che non tutti hanno a disposizione un sofisticato sistema per ricaricare la propria vettura, soprattutto nei primi periodi. Per questo motivo è importante capire come si vuole ricaricare la propria auto elettrica. A titolo di esempio verrà usata una vettura tipo con batteria di capacità media da 50 kWh, autonomia di 300 km e potenza massima di ricarica in corrente alternata di 11 kW.
La presa domestica
La classica presa domestica la abbiamo ovunque, anche se non è praticissima per questo scopo. Vista la potenza massima utilizzabile di 2,3 kW è indicata solo per chi utilizza molto poco l'auto e può permettersi di fare piccoli rabbocchi durante la notte. Lasciando l'auto in carica per 8 ore si avranno a disposizione circa 110 km autonomia o un terzo della batteria. Se invece si volesse caricare l'auto interamente bisognerà aspettare più di 20 ore.
Wallbox monofase
Installare una wallbox è sicuramente un'operazione da tenere a mente se si acquista un'auto elettrica. Non solo migliorano i tempi di ricarica, ma l’apparecchio installato ha meccanismi di sicurezza avanzati e in alcuni casi possono regolare in tempo reale la potenza massima utilizzata in modo compatibile ai consumi casalinghi del momento. In questo caso sarebbe conveniente passare almeno ad un contratto con 6 kW di potenza impegnata, visto che le wallbox monofase possono caricare tra le 3,7 e i 7,4 kW di potenza. In questo caso, dopo 8 ore sarà possibile percorrere circa 150 km con metà batteria carica, o avere a disposizione tutta l'autonomia possibile visto che una ricarica completa impiegherebbe solo 7 ore, sfruttando rispettivamente 3,7 o 7,4 kW. Sicuramente questo tipo di wallbox è la migliore soluzione per il guidatore medio.
Wallbox trifase
Se si hanno a disposizione solo poche ore per ricaricare o si guida un'auto con grosse batterie, una wallbox trifase è sicuramente la scelta migliore. In questo caso è necessario adeguare il proprio contratto e il proprio impianto affinché possa sopportare potenze fino a 11 o 22 kW, ovvero le potenze con cui operano questo genere di wallbox. È quindi possibile ricaricare l'intera batteria in sole 5 ore. Se avessimo la possibilità di ricaricare a 22 kW invece, basterebbero meno di 3 ore. Questa è una soluzione estrema e utile solo in alcuni casi, perciò non è da considerarsi la scelta migliore in ambito casalingo.
Conclusioni
Ricaricare un’auto elettrica durante la notte non è solo fattibile, ma anche conveniente, soprattutto se si dispone di una wallbox e si sfruttano le tariffe elettriche notturne. In media, una ricarica domestica impiega tra le 5 e le 15 ore, abbastanza per garantire l'autonomia necessaria ogni mattina.

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!


