

di Gianfranco Franzoni
Nel 2025 eolico e solare superano i fossili in Europa
Nel 2025 il mix elettrico europeo ha raggiunto un punto di svolta. Per la prima volta, eolico e solare hanno prodotto più elettricità dei combustibili fossili nell’Unione europea. Lo certifica l’ultima European Electricity Review pubblicata dal think tank Ember.
Secondo il rapporto, eolico e fotovoltaico hanno coperto il 30% della produzione elettrica UE, superando i combustibili fossili, fermi al 29%.
Si tratta di un dato record che riflette una trasformazione ormai strutturale del sistema energetico europeo.
Beatrice Petrovich, analista di Ember e autrice dello studio, sottolinea che questo traguardo evidenzia la rapidità del cambiamento. Inoltre, la dipendenza dai combustibili fossili continua ad alimentare instabilità economica e geopolitica. Di conseguenza, la transizione verso fonti rinnovabili appare sempre più centrale per la sicurezza energetica europea.

Il rapporto analizza l’intero 2025 nei 27 Stati membri. L’obiettivo è descrivere come produzione e domanda elettrica stiano evolvendo, con una progressiva riduzione del ruolo delle fonti fossili e una crescita delle rinnovabili.
Il contributo decisivo del solare
Il sorpasso sulle fonti fossili è stato reso possibile soprattutto dal fotovoltaico. La produzione solare è aumentata del 20,1% nel 2025, segnando il quarto anno consecutivo con una crescita superiore al 20%.
Grazie a questo aumento, il solare ha coperto il 13% dell’elettricità europea, superando sia il carbone sia l’idroelettrico. È un risultato che non ha precedenti nel mercato elettrico dell’Unione.

La crescita è stata diffusa in tutti i Paesi membri. Ogni Stato UE ha prodotto più energia solare rispetto all’anno precedente, sostenuto da una forte espansione della capacità installata. In Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi, il solare ha superato il 20% del mix elettrico nazionale.
Nel complesso, le fonti rinnovabili hanno fornito il 48% dell’elettricità europea nel 2025. Le condizioni meteo hanno inciso sulla composizione del mix. La produzione idroelettrica è diminuita del 12%, mentre l’eolico ha registrato un calo del 2%. In parallelo, un irraggiamento più favorevole ha sostenuto la crescita del fotovoltaico.
Nonostante la flessione, l’eolico è rimasto la seconda fonte elettrica dell’UE con il 17%, producendo più energia del gas naturale. Questo conferma il suo ruolo centrale nel sistema elettrico europeo.
Una trasformazione strutturale
Il cambiamento non riguarda solo il dato complessivo europeo. In 14 dei 27 Paesi UE, eolico e solare hanno generato più elettricità di tutte le fonti fossili messe insieme nel 2025.
Negli ultimi cinque anni, la quota combinata di eolico e solare è passata dal 20% del 2020 al 30% attuale. Nello stesso periodo, i combustibili fossili sono scesi dal 37% al 29%. Nucleare e idroelettrico, invece, hanno mostrato un andamento sostanzialmente stabile o in lieve riduzione.
Gas in ripresa, ma costi in aumento
Nel 2025 la produzione elettrica da gas è aumentata dell’8%. Questo incremento ha compensato in parte la minore disponibilità di energia idroelettrica. Tuttavia, il gas resta su un percorso di riduzione nel lungo periodo e rimane inferiore del 18% rispetto al picco del 2019.
L’aumento dell’uso di gas ha avuto effetti economici rilevanti. La bolletta europea per le importazioni di gas destinate alla produzione elettrica ha raggiunto i 32 miliardi di euro, in crescita del 16% su base annua.
È il primo aumento dei costi dal 2022, anno della crisi energetica. Italia e Germania hanno sostenuto la quota più elevata della spesa.
Inoltre, le ore caratterizzate da un forte utilizzo del gas hanno spinto verso l’alto i prezzi dell’elettricità.
In quelle fasce orarie, i prezzi medi sono cresciuti dell’11% rispetto al 2024.

Il carbone continua a perdere terreno
In parallelo, il carbone ha proseguito la sua discesa. Nel 2025 la sua quota nel mix elettrico UE è scesa al minimo storico del 9,2%. Dieci anni fa forniva quasi un quarto dell’elettricità europea.

Oggi, 19 Paesi dell’Unione non utilizzano più carbone o ne producono meno del 5%. Anche negli Stati tradizionalmente più dipendenti, come Germania e Polonia, la generazione da carbone ha toccato livelli mai così bassi.
Secondo Petrovich, la prossima priorità dell’Unione europea dovrebbe essere una riduzione più incisiva della dipendenza dal gas importato. Il gas espone l’UE a rischi geopolitici e contribuisce all’aumento dei prezzi. Nel 2025 sono emersi i primi segnali di un uso più diffuso dei sistemi di accumulo a batteria. Queste soluzioni consentono di spostare l’energia rinnovabile verso le ore serali, riducendo il ricorso al gas e contribuendo a una maggiore stabilità dei prezzi.
Secondo te il 2025 segna davvero un punto di non ritorno per il sistema elettrico europeo, oppure il gas continuerà a giocare un ruolo centrale ancora a lungo?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


